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Riflessioni marziane

Curiosity è arrivata1 su Marte. Dopo un viaggio di non so quanti chilometri e una discesa da brivido nell’atmosfera marziana. E dopo un investimento di, credo, circa tre miliardi di dollari.
Da quel che leggo in giro, in molti si chiedono se non era più giusto spendere diversamente quei soldi. Io ad esempio sto viaggiando da Milano a Lugano su un treno sostitutivo – più lento, più sporco e più piccolo: l’unica cosa rimasta uguale è il costo del biglietto – perché il Cisalpino si è rotto. E poi c’è la crisi economica, lavoratori che non arrivano alla fine del mese e disoccupati i cui problemi iniziano il primo del mese. E poi ci sono quelli che gli effetti della crisi non la sentono, semplicemente perché sono già morti di malattie tutto sommato curabili, se queste persone avessero accesso a strutture sanitarie anche solo vagamente decenti. Continua la lettura di Riflessioni marziane

  1. O arrivato? È una sonda, un laboratorio o un robot? []

Qual’è il fondamento dei diritti umani

Il titolo di questo post è preso da una mail inviata, immagino, al sottoscritto e ad altre persone con lo scopo di diffondere la particolare teoria dei diritti umani ivi presentata.

Ho letto solo le prime righe del lungo testo, quelle dove si solleva il problema del fondamento dei diritti umani, senza il quale, pare di capire, questi importanti diritti perderebbero tutta la loro forza.
A colpirmi non è stato tanto questo discorso – certo non nuovo – quanto l’erroraccio nel titolo. Il passaggio da quale a qual è un troncamento, non una elisione, quindi niente apostrofo o, come riporta il Devoto-Oli, «non ammette apostrofo». Continua la lettura di Qual’è il fondamento dei diritti umani

Del perché non mi piace la poesia

Non mi piace la poesia.
No, forse esagero: non è che non mi piace la poesia, è che non mi fido della poesia. Il linguaggio poetico, più degli altri, è in grado di trasformare, di alterare la realtà; una alterazione che può proporre nuovi punti di vista dando forza e vigore ad alcuni aspetti altrimenti trascurati. Ma nel far questo la poesia può nascondersi, ed è per questo che non mi fido, perché se la poesia si nasconde, si perde di vista l’alterazione. Continua la lettura di Del perché non mi piace la poesia

Il bracciale dei miracoli

Lo definiscono “il braccialetto tormentone dell’estate“, e io mi sento subito fuori dal mondo1 perché non avevo mai sentito parlare del bracciale Power balance prima di oggi.

Sembra la versione tecnologica dei bracciali di rame contro i reumatismi.2 Il rame è aumentato di prezzo, e allora ad avere proprietà curative è un ologramma che interagirebbe con il campo energetico naturale del corpo umano. Continua la lettura di Il bracciale dei miracoli

  1. Questo blog si intitola “L’estinto” mica per caso. []
  2. Per un certo periodo ho portato anche io un bracciale di rame – perché mi piaceva. Ho smesso di indossarlo perché stanco di sentirmi chiedere se soffrissi di reumatismi. []

Il bottone magico

Su You Are Not So Smart dedicano un interessante articolo sui pulsanti placebo, pulsanti che non fanno assolutamente nulla. A volte sono pulsanti che facevano qualcosa, ma adesso non servono a nulla e rimuoverli costerebbe troppo; altre volte sono pulsanti che fanno qualcosa, ma solo in circostanze particolari; altre volte sono pulsanti messi lì con l’unico scopo è tenere occupate le persone.
Così, spesso i bottoni per far diventare verdi i semafori ai passaggi pedonali non funzionano più, ma i bottoni rimangono; i pulsanti per aprire e chiudere le porte su molti ascensori sono lì solo per il personale di servizio, e si attivano solo con una chiave; in molti uffici ci sono falsi termostati, così i dipendenti quando hanno troppo caldo o troppo freddo girano una inutile manopola e si sentono meglio perché hanno fatto qualcosa.

Adesso che lo so, non premerò più il pulsante per chiudere le porte degli ascensori. Non perché so che non funzionano, ma perché così mi sentirò più intelligente di chi preme quel bottone.

L’inutile interprete

Qualcuno ha chiesto a Michael Gazzaniga se l’azione morale dipende dal ragionamento (la domanda è, ovviamente, in inglese: Does moral action depend on reasoning?).
La sua risposta è Not really, ed è motivata da quattro scoperte scientifiche. Continua la lettura di L’inutile interprete

Emozioni estese

“Pornografia sentimentale” (Pier Marrone), “protesi emotive” (Gianluca Nicoletti, durante un convegno1 ): questi alcune definizioni di Facebook – ma si possono applicare, in più in generale, agli altri social network.
È in effetti evidente che nel mondo dei social network è molto diffuso – per non dire preponderante – l’aspetto emotivo, e questo indipendentemente dal giudizio di valore che possiamo affermare alla dimensione emotiva. Continua la lettura di Emozioni estese

  1. Forme e paradossi della democrazia digitale, Università di Milano Bicocca, 10/10/2008; l’espressione risulta dai miei appunti: mi scuso con l’autore in caso di citazione errata. []