Riflessioni marziane

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 2 mesi 16 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Curiosity è arrivata1 su Marte. Dopo un viaggio di non so quanti chilometri e una discesa da brivido nell’atmosfera marziana. E dopo un investimento di, credo, circa tre miliardi di dollari.
Da quel che leggo in giro, in molti si chiedono se non era più giusto spendere diversamente quei soldi. Io ad esempio sto viaggiando da Milano a Lugano su un treno sostitutivo – più lento, più sporco e più piccolo: l’unica cosa rimasta uguale è il costo del biglietto – perché il Cisalpino si è rotto. E poi c’è la crisi economica, lavoratori che non arrivano alla fine del mese e disoccupati i cui problemi iniziano il primo del mese. E poi ci sono quelli che gli effetti della crisi non la sentono, semplicemente perché sono già morti di malattie tutto sommato curabili, se queste persone avessero accesso a strutture sanitarie anche solo vagamente decenti.

Tutto vero.
Come è vero che non tutti i problemi sono risolvibili col denaro; e soprattutto che tre miliardi sono una cifra astronomica nel senso letterale del termine (siamo andati su Marte!) ma non in senso metaforico: sono insomma poca cosa se paragonato a quel che si spende in armamenti o eventi sportivi come Olimpiadi estive e invernale, Mondiali ed Europei di calcio.

Anche se la critica “ma questi soldi non si potevano spendere per la fame nel mondo?” colpisce più l’atterraggio2 di Curiosity o la scoperta del bosone di Higgs che il grande evento sportivo o le spese militare, non credo che queste critiche siano il segno di un atteggiamento antiscientifico.
Credo che, più banalmente, siano la testimonianza di una attitudine allo schematismo. Ragioniamo per schemi: tendiamo a etichettare, a classificare gli eventi e poi a muoverci esclusivamente all’interno di quella etichetta.
Le spese per le Olimpiadi cado i sotto l’etichetta “sport”, e infatti le domande sugli investimenti per Olimpiadi e Mondiali sono del tipo “non sarebbe più giusto investire parte di questo denaro per gli sport minori o per l’attività sportiva amatoriale?”. Discorso simile per le spese militari: pensiamo all’allocazione delle risorse all’interno della stessa classe.
L’etichetta sotto la quale ricadono le ricerche scientifiche credo sia “conquiste dell’umanità”. Insieme alla pace nel mondo, alla cura di tutte le malattie eccetera. Ecco quindi che ci chiediamo, restando all’interno di questa classe, se non era meglio mandare vaccini in Africa piuttosto che sonde su Marte.

  1. O arrivato? È una sonda, un laboratorio o un robot? []
  2. Ammartaggio? []

5 pensieri su “Riflessioni marziane

  1. Beh, è una spesa qualificata il cui effetto moltiplicativo produce peraltro un considerevole indotto, tutto orientato su attività d’altissimo livello tecnico e intellettuale (chimica, fisica, informatica, ingegneria, ecc. ecc.).
    Se 1/1-c è il moltiplicatore, con una propensione al consumo c pari a 0.8, l’incremento del PIL Y sarà pari a Us$ 3B * 1/0.2 = Us$ 15B
    Come direbbero a Padova .. verghine! [*]

    [*] … avercene!

  2. Senz’altro notevole, come ogni altra iniziativa che riesca a smuovere l’economia. In ogni caso, sarebbero sempre preferibili scelte che producano effetti duraturi e che, una volta dato l’input iniziale, generino attività in grado di procedere senza più alcun intervento pubblico. Tale intervento dovrebbe infatti costituire solo lo start-up al c.d. volano.
    Ritornando alla missione su Marte, gli effetti dell’immissione di denaro legato alla sua realizzazione, saranno effettivamente benefici e addirittura superiori a quelli stimabili con il moltiplicatore keynesiano, se produrranno ricerca e brevetti per tecnologie sfruttabili anche in contesti più “terreni”, come è già avvenuto in passato.

  3. L’indotto delle Olimpiadi é notevole (soprattutto nel campo delle costruzioni) ma si esaurisce al termine delle stesse (o nel giro di qualche mese) non portando “qualcosa di nuovo”…
    ed anche se ultimamente gli organizzatori son diventati maggiormente previdenti molte delle opere costruite appositamente per le Olimpiadi risultano poi esser dei mastodonti abbandonati a loro stessi o comunque di cui non è più sfruttato il potenziale.
    Ed allora perché invece di spendere i soldi per la realizzazione di un nuovo super stadio olimpico non preferire la ricerca/lo sviluppo?

    L’immissione di denaro per la realizzazione, ma ancor prima per la ricerca in relazione a Curiosity sicuramente porta a benefici superiori.
    Senza considerare che alcuni progetti non avranno contribuito alla realizzazione ma avranno dato origine ad altre “ricerche/innovazioni”.

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