Archivi categoria: Micromoralia

Farla pagare ai neri

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Per chi non conoscesse l’inglese: come misura cautelare, in parte dovuta ad una recente serie di furti, i clienti afroamericani sono tenuti a pagare una tassa aggiuntiva di 1,50 $ per acquisto.

Si tratta di quello che gli inglesi chiama hoax, una bufala o scherzo di dubbio gusto. Un indizio chiaro (chiaro per chi vive negli States, ovviamente) è il numero di telefono riportato sul foglio: non è quello di McDonald’s, ma del concorrente KFC.

Lo scherzo è riuscito: in molti si sono giustamente scandalizzati di fronte all’idea che a pagare le esternalità di furti (le maggiori spese legate agli ammanchi, alla sorveglianza eccetera) sia uno specifico gruppo etnico. Anche ammettendo che gli autori dei furti siano in maggioranza afroamericani, è ingiusto scaricare su di loro le spese, quasi che a commettere il furto non sia il singolo individuo ma il gruppo etnico.
Curiosamente desta meno scandalo il fatto che, in alcuni paesi, le donne pagano meno per l’assicurazione auto, visto che nonostante il luogo comune “donna al volante pericolo costante” fanno meno incidenti, mentre i giovani pagano di più perché propensi a fare più incidenti. Sempre per le assicurazioni, in alcuni parsi chi dichiara di non bere nessun tipo di bevanda alcolica, neppure mezzo bicchiere di vino durante il pasto, può usufruire di un ulteriore sconto.
E non desta affatto scandalo il fatto che le esternalità dei furti e degli atti violenti che avvengono nei vari ritrovi pubblici siano a carico di tutta la collettività: l’hamburger di McDonald’s potrebbe costare meno se non ci fossero le spese di sorveglianza. Sarebbe forse più giusto che a pagare queste maggiori spese siano i ladri e i violenti che vengono effettivamente presi: hai rubato? Bene, oltre a risarcire la merce rubata, paghi anche parte dello stipendio della guardia giurata che ti ha sorpreso a rubare, e magari anche parte delle spese dell’impianto di videosorveglianza.

L’impressione è che questo scherzo ai danni di McDonald’s abbia scoperchiato alcune piccole incoerenze o incertezze nei giudizi morali sulla responsabilità collettiva: a volte l’idea di pagare per comportamenti altrui ci ripugna, altre volte l’accettiamo senza grossi problemi.

L’ultimo chiuda la miniera

Sono tutti i salvi i trentatré minatori rimasti imprigionati per oltre due mesi in una miniera in Cile.

La capsula Phoenix utilizzata per il riportare in superficie i minatori permette il trasporto di una sola persona alla volta.
Ecco un problema etico di non poco conto: in che ordine risalire? In base a quale criterio scegliere? Prima i più malati? Oppure meglio privilegiare chi ha meno da perdere, dando la precedenza ai padri di famiglia rispetto ai single? Oppure è meglio ricorrere a un sorteggio? Qual è, se c’è, la soluzione più giusta?

L’ultimo a salire è stato Luis Urzua, il caposquadra. Evidentemente, almeno per la posizione più difficile e pericolosa, ha prevalso un ragionamento di responsabilità.

Per una informazione a prova di deficiente

Quando, tra qualche minuti, pigerò sul pulsante “Publish”, tutti potranno leggere queste parole.
Tutti. Beh, tutti quelli che possiedono un dispositivo per navigare su internet e conoscono l’italiano: diciamo qualche milione di persone.  Un numero enorme. Di lettori potenziali, certo: i lettori attuali saranno qualche migliaio se va bene, qualche centinaio se va male.
Ma sono i lettori potenziali, qui, a interessarmi. Che cosa so dei possibili lettori di questo post? Nulla.
Su questa pagina potrebbe capitare un ricercatore universitario interessato all’argomento, uno studente liceale a caccia di informazioni per una ricerca o un alunno delle elementari che non sa se il futuro di pigiare è pigerò o pigierò.

Questa ignoranza può essere un problema etico. Continua la lettura di Per una informazione a prova di deficiente

Esagerazioni sessuali

Tallinn, estate 2007, manifestazione anti gay pride
Tallinn, estate 2007, manifestazione anti gay pride

La nostra società è ricca di pregiudizi sessuali.
Pregiudizi verso le donne e verso gli omosessuali.

Giusto un esempio: pare sia molto difficile trovare film nei quali, se ci sono due donne che parlano, non parlano di un uomo.1
Per quanto riguarda gli omosessuali, al silente disagio di chi ha fastidio nel vedere due uomini o due donne manifestare reciproco affetto spesso si aggiunge la violenza – e se contro questi eccessi c’è il codice penale, nessuna legge agisce contro i pregiudizi.2
È importante sottolineare come questi pregiudizi siano silenti, agiscono a livello di tacite aspettative: senza pensarci, uno si aspetta che le donne non parlino, o parlino esclusivamente di faccende sentimentali; senza pensarci, uno si aspetta che i gay siano eleganti e ben vestiti. Continua la lettura di Esagerazioni sessuali

  1. Un commentatore di Feminist Philosophers nota che alcuni film porno superano questo test. []
  2. Per fortuna, potrebbe affermare un liberale. []

Sinceramente alcolico

A proposito del (consigliato) divieto di consumare alcol durante la gravidanza, mi sono chiesto se affermare il falso a fin di bene sia una strategia moralmente corretta.

Il sogno di ogni moralista è che ciò che considerano moralmente sbagliato sia anche dannoso.
Nel mio caso, il sogno si è realizzato.

Le campagne per ridurre il consumo di alcol nelle scuola americane si sono rivelate scarsamente efficaci. Alcuni studiosi hanno provato a cambiare approccio: invece di dire agli studenti «bevete meno» o, addirittura, «non bevete», si sono limitati a informarli su quanto realmente bevono gli altri.
Il contesto è particolare (i college americani, vedi Animal House per ulteriori dettagli) e quindi i risultati potrebbero non essere generalizzabili. Rimane comunque interessante come, almeno in alcuni casi, essere sinceri sia una strategia più efficace delle bugie a fin di bene.

Gravidanza in stato di ebrezza

no-drinking-while-pregnant-sign-300x300Durante la gravidanza è buona cosa essere prudenti.

Meglio evitare di fumare crack, soprattutto se si è donne afroamericane nel South Carolina.

Meglio non eccedere neppure con l’alcol. Non eccedere significa che si può bere con moderazione: un bicchiere di vino alla settimana non sembra causare danni al nascituro (anzi: secondo una recente ricerca, i bambini le cui madri bevevano con moderazione durante la gravidanza stanno leggermente meglio). Continua la lettura di Gravidanza in stato di ebrezza