Il bracciale dei miracoli

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 11 mesi 20 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Lo definiscono “il braccialetto tormentone dell’estate“, e io mi sento subito fuori dal mondo1 perché non avevo mai sentito parlare del bracciale Power balance prima di oggi.

Sembra la versione tecnologica dei bracciali di rame contro i reumatismi.2 Il rame è aumentato di prezzo, e allora ad avere proprietà curative è un ologramma che interagirebbe con il campo energetico naturale del corpo umano.

Comunque, la società che commercializza in Italia questo prodotto dovrà fornire prove sulla efficacia del bracciale – prove scientifiche: non basta il video con un tizio in equilibrio su un piede solo.

Se ho capito bene, ad essere sotto accusa non è il prodotto in sé, ma le false affermazioni sulle proprietà del prodotto. Il che mi sembra sensato: i bracciali in silicone e neoprene sono innocui e non causano danni, ma le false informazioni ingannano le persone.
La volontà di ingannare, qui, è ininfluente: non si tratta di stabilire se c’è un intento doloso da sanzionare, ma solo se i potenziali acquirenti hanno tutte le informazioni necessarie per decidere se prendere o no quel bracciale.

Le difficoltà, secondo me, sono due.
La prima è l’esistenza di uno standard comune di razionalità – un procedimento minimo, accettato da tutti, per distinguere il falso dal vero. Un procedimento minimo c’è: mettere alla prova le proprie teorie; ma non mi sembra essere accettato da tutti. Gli altri saranno gonzi, ma cosa puoi farci, se non seguono questo standard minimo? Forse potrebbe essere una idea non lasciare loro la tessera elettorale, ma è un altro discorso.
La seconda  difficoltà riguarda la verità: non sempre è necessaria o importante. Per usare un parolone, non tutti i discorsi sono apofantici, in particolare molta pubblicità non è apofantica. Per usare un linguaggio più semplice: molta pubblicità dice un sacco di cazzate che vengono riconosciute come tali da tutti, senza grossi problemi per nessuno. La pubblicità del Power balance non sembra essere uno di questi casi: qui le affermazioni sul campo energetico (purtroppo) pretendono di essere vere, ma in altri casi il gioco linguistico non prevede una verifica degli enunciati. Anche per questo credo che la proposta, avanzata da qualcuno, di mettere sotto inchiesta anche alcune organizzazione religiose per affermazioni non scientificamente provate, non possa funzionare: non sono affermazioni apofantiche.

  1. Questo blog si intitola “L’estinto” mica per caso. []
  2. Per un certo periodo ho portato anche io un bracciale di rame – perché mi piaceva. Ho smesso di indossarlo perché stanco di sentirmi chiedere se soffrissi di reumatismi. []

26 pensieri su “Il bracciale dei miracoli

  1. Fammi capire.

    1. Dici che “non apofantico” significa, papale papale, “che spara cazzate”.

    2. Poi dici che “alcune” organizzazioni religiose “non fanno affermazioni apofantiche”.

    Ne posso inferire che, per te, “la Chiesa spara cazzate”? 😉

    Battute a parte, che differenza c’è tra la ditta che promette il braccialetto dei miracoli, e chi i miracoli li promette davvero? 😉

    Un salutone.

  2. @Lorenzo Pantieri: La premessa maggiore del tuo sillogismo non è “non apofantico = cazzata”, ma “alcuni discorsi non apofantici sono cazzate”. La conclusione, ovviamente, cade: non necessariamente la chiesa spara cazzate.

    Alcune pubblicità dicono che se prendi la tal gomma da masticare ottieni un soffio (o altro) congelante tipo quello di superman: qualcuno ci crede? Ovviamente no.
    Altre pubblicità affermano che la tal auto fa tot chilometri con un litro – e qui io ci credo e se scopro che non è vero mi sento danneggiato.
    Le affermazioni della chiesa in quale dei due estremi si situa?

  3. La mia era una provocazione, Ivo: fra l’altro, la premessa minore del sillogismo era che “alcune organizzazioni religiose”, eccetera. Quindi a rigore non si poteva concludere nulla sulla Chiesa…

    La domanda, però, l’ho fatta io per primo: in che cosa alcune affermazioni della Chiesa cattolica si differenziano dalla pubblicità ingannevole?

    Elenco così, alla rinfusa, alcune proposizioni che non ammettono alcun controllo scientifico.

    1. Gesù è risorto.
    2. Nell’Eucarestia, la presenza di Cristo è “vera, reale, sostanziale e transustanziale”.
    3. Chi vive cristianamente ha l’anima salva.
    4. Con la pratica delle indulgenze, è possibile ottenere la remissione della pena temporale per peccati commessi.
    5. A Lourdes ci sono state 67 guarigioni miracolose.
    6. San Francesco e Santa Caterina hanno avuto le stimmate.

    Alcune di queste (la 3 e la 4) sono vere e proprie promesse. La 5 è una mezza promessa. La 1 non è una promessa, ma è comunque un’affermazione centrale, senza cui la “vana è la fede”. La 2 e la 6 sono affermazioni inverificabili, e ben poco verosimili…

    Eccetera.

  4. In un mondo dove gran parte delle medicine commercializzate non supera la prova placebo, diventa parecchio difficile incriminare il bracciale che cura i reumatismi.

    Il mio concetto di “truffa” cerca di evitare i sempre pericolosi “criteri oggettivi della scienza”, meglio limitare il loro uso, almeno in tribunale, un luogo dove si deve esercitare una coercizione fisica su alcuni individui. Preferisco vedere la scienza protagonista in agoni dove gli uomini agiscono liberamente, dove è chiamata a convincere anzichè a manganellare.

    Vediamo allora un’ alternativa.

    Se Wanna Marchi credesse sinceramente nelle virtù curative delle sue creme, per me le sue compravendite non sarebbero affatto truffe, ed ecco che il metodo scientifico è congedato.

    Secondo te chi compra i numeri del lotto dal Mago pensa di essere garantito da particolari protocolli scientici di sperimentazione? Inutile accusare il Mago di non fornire garanzie che nessuno si sognerebbe mai di chiedergli. Anche il Mago onesto pensa ad altri criteri di garanzia. E allora, è una ben odiosa interferenza quella che, in nome di una Scienza da imporre con i fucili, turba questo pacifico negozio tra adulti consenzienti.

    Prova a contraris: Tizio vende un braccialetto curativo pensando di rifilare una bufala. In realtà il braccialetto è efficacie e la cosa è dimostrabile scientificamente. Forse che per questo solo fatto Tizio non è condannabile. Tizio è un pericolo sociale, come si condanna il tentato omicidio, si condanna anche la tentata truffa.

    Quanto alla religione, sono ancora più scettico. Non perchè il discorso religioso non sia apofantico, quanto perchè si occupa principalmente di un particolare genere di verità, quelle per me più urgenti e significative che, purtroppo, non sono certo sottoponibili a test empirici.

  5. Ho imparato una nuova parola…

    E’ interessante che a detta di chi lo usa (e ne ho vista una dimostrazione dal vivo, quasi demenziale) il braccialetto funziona nonostante sia in contrasto con la “scienza ufficiale”, e anzi oserei dire che il suo valore è aumentato dal fatto che è un oggetto quasi magico, che l’estabilishment scientifico non è in grado di decifrare.

    Se nel pubblicizzarlo il venditore dicesse: “il braccaialetto che ha osato sfidare la scienza”, sarebbe più accettabile la “truffa”?

  6. Chi si ricorda del “kirò”, l’elettrostimolatore che curava anche l’impotenza? (almeno secondo il ridicolo “piccolo imprenditore del nord-est” che, vestito in camice da medico, ne propagandava gli effetti miracolosi, sulle tv private, all’alba della televisione commerciale).
    A (s)proposito: perché il link al sito del Disinformatico, mi manda in blocco il computer?

  7. @Lorenzo Pantieri: Le chiese affermano molte cose – alcune sono enunciati chiaramente apofantici. Altri no, hanno un ruolo all’interno del gioco linguistico per il quale la verità o la falsità è poco importante (mischio Aristotele e Wittgenstein, ne esce un papocchio orribile ma sorvoliamo).
    Certo, questa è anche una soluzione di comodo…

    @Broncobilly: Neppure a me piace l’idea di una Scienza da imporre con i fucili.
    Infatti nel post ho parlato di uno standard minimo di razionalità – meno esigente.

    @tomate: Una presentazione dal vivo? Ma solo io non ne ero proprio a conoscenza, di ‘sto coso?
    Come nota Broncobilly, un mago onesto non pensa a procedure scientifiche (ma pensa – visto che è onesto – che le sue magie funzionano), e se l’acquirente è d’accordo, non ci dovrebbero essere problemi. Il Power balance, da quel che mi dici, si spaccia come un curioso misto tra scienza e anti-scienza…

  8. Eccezionale! Una memoria storica che fa venire i brividi e che mi ricorda “Terminator salvation” e il suo prequel “Judgment day”.
    Penitenziagite, finché siete in tempo, fratelli!

  9. Ebbene, sì, lo ammetto. Io ho proprio il vizio di estremizzare, trasformando le cose nella loro caricatura, anche quando magari non se lo meritano …..

  10. Uhm.. interessante il fatto che nei giorni successivi al post il valore del Rame sul mercato mondiale sia sceso.

    http://www.cash.ch/boerse/kursinfo/charts/Nichteisenmetal/1493352/212/333/MONTH1

    Qual’era la tua idea sul rame il 1.gennaio 2009?
    Inizio della ri-salita di prezzo del Rame dopo i massimi storici di fine 2008?

    9.8.2010 valore più alto negli ultimi 3 mesi: 7’425$/mton

    Poco rispetto a confronto dei valori di aprile:
    7’951$/mton

    Ti ricordi forse l’idea che avevi sul rame ad inizio 2009? (risalita del costo del rame dopo un tonfo successivo ai massimi valori di fine 2008?)

  11. @Broncobilly: credo che dovere di una società evoluta sia difendere i cittadini da truffe, siano esse volontarie o involontarie, innanzi tutto informando ed educando ma anche imponendo degli standard di scientificità in situazioni che lo richiedono. Tu dici “Se Wanna Marchi credesse sinceramente nelle virtù curative delle sue creme, per me le sue compravendite non sarebbero affatto truffe, ed ecco che il metodo scientifico è congedato”. Invece sarebbero truffe comunque, non volontarie se vuoi, ma truffe, perchè si tratta comunque di una vendita che trae vantaggi dall’ignoranza, dalla dabbenaggine, dalla credulità altrui, e questo è comunque sbagliato (e criminale): avrebbe dovuto accertarsi della reale efficacia delle creme.

    Il metodo scientifico risulta essere in questi casi un criterio oggettivo e di buon senso.

    Il braccialetto in questione è un caso altrettanto negativo, perchè fa promesse tirando in ballo argomenti a sapore vagamente scientifico, ma in sostanza assolutamente pseudoscientifi, al solo scopo – ovviamente – di convincere l’acquirente. Se l’acquirente è ignorante, il venditore sta approfittando della sua ignoranza e questo secondo me è un comportamento truffaldino.

    Purtroppo i casi sono molti e non sempre puniti (chi si ricorda la “biowashball”?).

    P.S. E’ la prima volta che intervengo ma leggo l’estinto da qualche tempo, complimenti, vi trovo sempre spunti interessanti!

  12. Caro Francesco, hai una concezione della scienza diversa dalla mia.

    Per me la scienza non è un oracolo. Un testimone da convocare in tribunale affinchè ci sveli ragioni e torti, verità e falsità.

    Per me è una conoscenza fallibile che, in quanto tale, non puo’ mai escludere le altre. E’ una pratica di libertà che consente a tutte le idee di concorrere affinchè tutte, nel bene e nel male, contribuiscano all’ avanzamento della conoscenza generale.

    La scienza non silenzia ma dà voce.

    Nel rispetto reciproco ognuno puo’ pensare cio’ che vuole e, al limite, sbattere contro i muri che desidera, non è dalla scienza che deve ricevere censure.

    Costringerla a questo ruolo significa abusarne.

    La posizione paternalistico/autoritaria, quella che non si fa bastare il “consenso tra adulti consenzienti”, cade secondo me in questo abuso, ed è uno degli inconvenienti per cui la respingo.

    Un abuso, poi, che se spinto troppo in là mette a repentaglio la stessa pratica scientifica, in fondo l’ argomento contro vannamarchi, opportunamente riadattato, va bene poi contro qualsiasi posizione critica o minoritaria.

  13. Bè, non sono un relativista.

    Ad ogni modo vedo l’ oggettività come un movimento “verso” che non puo’ mai escludere brusche retromarce. Ciò non toglie che le conclusioni fin troppo radicali di Feyerabend debbano oscurare i buoni argomenti che mette in campo.

    Comunque c’ è anche la questione di cosa intendiamo per “scienza”.

    Nel significato “lato” dovremmo ritenere il termine come sinonimo di “sapere rigoroso”, per quanto vago, e allora infilarci dentro anche la logica, la matematica, la filosofia, la metafisica, la teologia, l’ economia, l’ etica ecc. ovvero tutti quei saperi su cui la scienza in senso stretto, quella che si occupa della materia, non ha nulla da dirci.

    Feyerabend, come tutta l’ epistemologia moderna, limita il suo discorso al significato più ristretto del termine

  14. Il punto è che non sempre sono consenzienti in maniera consapevole.

    Allora, secondo me è meglio limitare il rischio di far cadere in truffe-tranelli-fregature chi non ha gli strumenti per difedersi, e in certi campi riferirsi alla scienza può essere un buon criterio, che non significa assolutamente che la scienza sia “Un testimone da convocare in tribunale affinchè ci sveli ragioni e torti, verità e falsità”. La scienza non può dare verità assolute per sua stessa natura.

    Ma se dici che, in quanto “conoscenza fallibile” allora “non può escludere le altre”, ti chiedo: in quest’ottica, perchè non rendiamo pratiche di guarigione magiche come alternativa che possa essere scelta rispetto a cure mediche? Così possiamo escludere reati quali l’abuso della professione medica, perchè non è giusto chiamare l'”oracolo” della scienza medica in tribunale a dire quale metodo di cura sia accettabile e quale no. Così se tra adulti consenzienti si accetta che per guarire dalla polmonite mi posso curare pregando il mio bisavolo in ginocchio sui ceci mentre un mago (molto ben pagato) mi benedice con l’olio di frittura, va bene così, no?

    Secondo me invece la società (non la scienza) deve intervenire, aiutandosi talvolta, dove ha senso farlo, coi criteri della scienza, perchè il metodo scientifico non sarà infallibile ma al momento è il miglior strumento che abbiamo per indagare la natura.

    Sulla mia concezione di scienza, poi, si può discutere (e lo faccio volentieri, sono sempre pronto a cambiare punto di vista…): io, per formazione e professione – sono un fisico e insegnante – credo molto nel ruolo educativo della scienza, quindi valuto come fondamentali la divulgazione e la didattica, anche per dare strumenti ai futuri cittadini per poter fare scelte consapevoli, quindi forse tendo spontaneamente a concentrarmi molto su questi aspetti, però non ritengo di avere una concezione paternalistico/autoritaria della scienza.

    Il tuo discorso sulle posizioni critiche e minoritarie secondo me parte da un errore di fondo: la scienza non è democratica.

    Le “posizioni critiche e minoritarie” hanno l’onere di dimostrarsi valide. Nel momento in cui un’ipotesi viene dimostrata con i criteri del metodo scientifico, per minoritaria che sia va accettata, ma non c’è spazio per alternative in senso generico.

    Mi spiego meglio: qualunque idea, a priori, è accettabile e vale la pena di essere vlautata, verificata e vagliata.

    Poi però il metodo scientifico dirige la scelta tra quali idee vanno portate avanti, quali scartate, quali ulteriormente approfondite.

    Nel momento in cui una ipotesi viene falsificata, anche se ci fossero nostalgici minoritari che vorrebbero mantenerla, quell’ipotesi non ha diritto di essere ascoltata, ed in questo senso la scienza non è democratica. Certe idee vanno semplicemente scartate, una volta dimostrate false.

  15. Ma se dici che, in quanto “conoscenza fallibile” allora “non può escludere le altre”, ti chiedo: in quest’ottica, perchè non rendiamo pratiche di guarigione magiche come alternativa che possa essere scelta rispetto a cure mediche?

    Ma infatti non mi sognerei mai di usare violenza verso chi opta per quell’ alternativa. E spererei che la società segua questa mia impostazione liberale.

    Direi che questa risposta possa sintetizzare le diverse visioni.

  16. Quindi se un tuo parente scegliesse di farsi curare con tecniche alternative/irrazionali, tu – per non “fargli violenza” – lo lasceresti morire?

    Secondo te quindi non è giusto che la società tuteli le persone?

    Secondo il tuo modo di vedere, l’obbligo delle cinture di sicurezza è una violenza sulla possibilità di scegliere di non usarle.

    Eppure, è accertato che riducono il rischio in incidenti, quindi la società – giustamente – interviene per tutelare i cittadini.

    Idem l’obbligo del casco in moto.

    Sono anch’io per una impostazione liberale della società, per il rispetto delle minoranze, ma qui non è proprio la stessa cosa: si tratta – ripeto – di tutelare la gente, che mi sembra doveroso.

  17. Scusa, avevo smesso la lettura pensando di essere già arrivato al nodo della questione con il post precedente.

    Continuando a leggere mi sembra che tu accogli quello che molti considerano “il mito dell’ esperimento cruciale“. Francamente , dopo i resoconti storici di Feyarebend (qui sì che viene bene), Lakatos, Khun, Laudan ecc. ecc. penso che questa posizione sia a dir poco… ingenua.

    Carnap voleva “verificare” una volta per tutte, e questo era piuttosto ingenuo, Popper voleva confutare una volta per tutte, e questo era forse ancora pù ingenuo.

    Una credenza puo’ essere accantonata in seguito alla sua confutazione ma MAI scartata del tutto, potrebbe riapparire in forme diverse e prendersi le sue rivincite.

    Insomma, l’ “esperimento cruciale” non esiste [la tesi duhem-quine poi affianca l’ ampia rassegna storica e s’ incarica di dimostrare logicamente questa impossibilità]

    La scienza non è democratica ma non è nemmeno un un burocrate con il timbro in mano!

    Assomiglia di più ad un mercato delle idee dove ciascuno compra quella che ritiene più convincente. Il mercato cumula conoscenza ma le fortune sono alterne, spesso assistiamo a dei crack e a delle retromarce per poter poi avanzare meglio (Khun).

    Morale della favola, gli esperimenti non devono finire mai e nessuno puo’ speculare con certezza sul futuro: questo basta per adottare la soluzione liberale.

  18. Quindi se un tuo parente scegliesse di farsi curare con tecniche alternative/irrazionali, tu – per non “fargli violenza” – lo lasceresti morire?

    Puo’ darsi che lo aiuterei… ma non certo chiedendo una legge alla Politica!

    Secondo te quindi non è giusto che la società tuteli le persone?

    Forse… ma non certo attraverso politiche paternaliste!

    Secondo il tuo modo di vedere, l’obbligo delle cinture di sicurezza è una violenza sulla possibilità di scegliere di non usarle?

    Lampante!

    Eppure, è accertato che riducono il rischio

    E’ il rischio di Trilussa, a me interessa il mio. E poi che ne sai tu di quanto io sia avverso al rischio? Poi, perchè mai diminuire i rischi dovrebbe essere qualcosa di auspicabile (in sè)?

  19. “Una credenza puo’ essere accantonata in seguito alla sua confutazione ma MAI scartata del tutto, potrebbe riapparire in forme diverse e prendersi le sue rivincite.”

    Su questo sono perfettamente d’accordo, ma finchè non accade, non metto sullo stesso piano tutto quanto!

    Inoltre non accolgo affatto il mito dell’esperimento cruciale (tanto per dire una banalità, il dualismo onda particella e l’influenza dello sperimentatore sull’esito dell’esperimento mi pare lascino poco spazio a questa idea…).

    Io faccio solo una riflessione (lo ammetto, di livello moooooolto più basso dello standard delle discussioni che leggo su questo blog, ed anche delle tue risposte) sul fatto che putroppo molte persone cadono in truffe, raggiri, che spesso vanno a toccare le loro finanze, e sarebbe poco, ma anche la loro salute, e quando se ne rendono conto, probabilmente pensano che avrebbero accettato di buon conto politiche paternalistiche.

    Inoltre mi danno molto fastidio gli approcci pseudoscientifici, come quello del braccialetto oggetto del post, che vogliono porsi al pubblico meno accorto con una vaga aria di scientificità: chi è preparato, sa parare il colpo, ma non tutti sono in grado di farlo. Sarebbe meglio se tutti fossero sufficientemente educati ed informati in modo da rendere superflue “politiche paternalistiche”, ma purtroppo non è così.

    L’obbligo delle cinture di sicurezza sarà anche una violenza (mah…), ma è giustificata dal fatto che salva delle vite. Forse per te non è un motivo sufficiente, per me si.

    Comunque, ti faccio un esempio interessante e mi piacerebbe sapere cosa ne pensi.

    Nella mia provincia (Trento) è stata recentemente tolta l’obbligatorietà dei vaccini ai neonati, seguendo in questo l’esempio di molte altre regioni e stati europei. Tuttavia, è stato chiarito che tale legge, in fase sperimentale, rimarrà valida fintanto che il numero di vaccinazioni non sarà eccessivamente ridotto; nel qual caso, si tornerebbe all’obbligatorietà.

    L’idea che c’è dietro è che, se Caio può scegliere di non far vaccinare il bimbo, è perchè Tizio, Sempronio e molti altri invece lo fanno, e quindi le malattie come polio, difterite, morbillo, che possono causare vere stragi, rimangono lontane.

    Anche qui, l’idea che obbligare alla vaccinazione sia un atto di violenza è abbastanza diffusa, ma questa sperimentazione mi sembra abbia un’impostazione interessante.

    Per me non è un atteggiamento paternalistico, ma parte semplicemente dalla considerazione che nonostante le vaccinazioni non siano privi di rischi, i benefici sono nettamente superiori, e che – come ho detto sopra – se qualcuno può scegliere di non vaccinare è perchè la maggior parte degli altri invece scelgono la vaccinazione.
    Personalmente credo che la scelta di non vaccinare, se non motivata da motivazioni mediche, sia semplicemente a causa di ignoranza, e chi rischia di farne le spese sono i bambini (che non hanno scelto nulla sulla loro vaccinazione)

    Cosa ne pensi a riguardo?

    Dopo questo, smetto di romperti/vi le scatole. Ci provo, almeno.

  20. Vaccinazione, cinture… il problema non è il rischio, a meno che non si abbia una mentalità paternalistica. Il problema potrebbero essere le eventuali esternalità non risarcibili.

    Nel caso delle cinture non esistono “esternalità”, se non in un paese con servizio sanitario socializzato (ma lì, per un liberale, il problema è l’ organizzazione del servizio sanitario, non certo la “cintura”).

    Nel caso di vaccinazioni per malattie infettive potrebbe esistere un problema di coordinamento.

    Molti vaccinerebbero se parecchia gente non lo fa, ma eviterebbe di farlo se parecchia gente si vaccina, è sottointeso il costo della comunicazione. Insomma, è un po’ come scegliere il giorno della settimana in cui uscire ed andare al bar: la maggioranza vorrebbe andare in un locale vitale ma eviterebbe volentieri un locale affollato. Quando uscire? Giovedì? Venerdì? Sabato? E settimana prossima?

    Il problema non ha una soluzione precisa, è meramente empirico.

    Ma diversi esperimenti e varie simulazioni, fatte perlomeno sui bar, dimostrano che la maggioranza risolve spontaneamente in modo brillante i suoi problemi di coordinamento e che quindi non è necessario vessare le minoranze (che non si vaccinerebbero in ogni caso) con proibizioni e obblighi.

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