Archivi categoria: Dialoghi filosofici

Improbabili discussioni filosofiche

Monologo del bosone

Alfa: Il borsone di Higgs!

Beta: Guarda che è il bosone, non il borsone: Higgs studiava le particelle elementari, non le sacche.

Alfa: Ma sì, lo so che è il bosone e non il borsone: è colpa del correttore automatico…

Beta: Ma tu quando parli hai un correttore automatico?

Alfa: Ma io non parlo, e nemmeno tu, del resto: siamo interlocutori immaginari di un dialogo scritto da qualcuno; quando l’autore di questo dialogo scrive una battuta, interviene il correttore automatico.

Beta: Hai ragione: non è colpa tua se hai detto borsone. E, trattandosi di errore creato dal correttore automatico, non mi sento di accusare neppure l’autore.

Alfa: E io non incolperei neppure il programmatore, o i programmatori, del correttore automatico: dopotutto, ci sono più borsoni che bosoni, almeno nei testi che di solito uno scrive.

Beta: D’accordo: scagioniamo anche i programmatori, e torniamo al nostro bosone che non è un borsone: che cosa volevi dirmi?

Alfa: Volevo chiederti se anche tu, come me, hai questa sensazione di aver assistito a un evento molto importante, di quelli che finiranno nei libri di storia, senza averci capito granché.

Beta: Ovviamente sì: siamo entrambi emanazioni dell’autore del dialogo, un povero laureato in filosofia che di fisica delle particelle ne sa poco, per non dire nulla.

Alfa: E dire che l’autore di questo dialogo era appassionato di scienza, da bambino… Comunque, visto che condividiamo la stessa sensazione, posso esporti una mia riflessione sulla scoperta?

Beta: Preferirei di no: temo sarà la solita riflessione superficiale del filosofo che si improvvisa scienziato, credendosi saggio e passando invece per stolto.

Alfa: Che giudizio affrettato: potresti almeno ascoltarmi!

Beta: Non è un giudizio affrettato, ma la conclusione di un semplice ragionamento, la cui premessa dovrebbe piacerti perché è molto filosofica: io esisto. E se io, Beta, esisto in questo dialogo è perché il nostro autore non se la sentiva di scrivere direttamente la sua riflessione e ha preferito mettere in scena questo confronto tra diversi punti di vista. Confronto nel quale io rappresento la cautela scientifica e chiedo a te, che rappresenti la faciloneria filosofica, di tacere.

Alfa: Non credo di rappresentare la faciloneria filosofica, ma passiamo oltre.

Beta: Io veramente mi fermerei qui: non puoi prendere esempio da Socrate, riconoscere che sai di non sapere un bel niente del bosone di Higgs e tacere?

Alfa: A parte il fatto che Socrate era un gran rompiscatole, con questo commento hai centrato il problema.

Beta: Quale problema?

Alfa: Quello della conoscenza.

Beta: …

Alfa: Allora, se ho capito bene, le proprietà di questo bosone erano già conosciute prima della scoperta dei giorni scorsi. I fisici teorici le avevano… calcolate? Si dice così? Non si sapeva se la teoria era corretta, cioè se questo bosone esiste davvero oppure no, ma le proprietà del bosone erano già conosciute, a parte forse il livello energetico. Ti chiederei conferma di questa mia ricostruzione, ma tu ne sai esattamente quanto ne so io.

Beta: Se davvero questo dialogo verrà pubblicato sul sito, forse qualcuno lo leggerà e correggerà eventuali errori. Comunque, ammettiamo che sia andata davvero così.

Alfa: Potremmo dire che ne sappiamo quanto ne sapevamo anche prima. La differenza è che prima non sapevamo di sapere, adesso sappiamo di sapere.

Beta: Perché adesso siamo certi – o sufficientemente sicuri – di una teoria che prima era solo probabile…

Alfa: Esatto. La questione è: possiamo davvero dire di aver aumentato la nostra conoscenza? Oppure quello che sappiamo adesso è uguale a quello che sapevamo anche prima, ma adesso, appunto, ne siamo (più) sicuri?

Beta: Mmmmm… Posso farti una domanda?

Alfa: Ovviamente sì.

Beta: Secondo te il bosone di Higgs è stato scoperto dai fisici teorici anni fa o dai ricercatori giorni fa?

Alfa: Se rispondo “da entrambi” mi accusi di aver sviato la domanda?

Beta: In effetti potrei, ma non lo farò, perché credo sia la risposta migliore. Posso farti un’altra domanda?

Alfa: Ovviamente sì.

Beta: Non pensi che il tuo ragionamento sia troppo semplice? Distingui tra contenuto di una conoscenza e il grado di certezza di questa conoscenza: io non credo che sia sempre così facile distinguere tra questi due aspetti.

Alfa: Non lo credo neppure io, ma il tuo non mi sembra un buon argomento: quando guidi nella nebbia non è semplice distinguere tra la strada e il fosso, ma non per questo puoi trascurare la differenza.

Beta: Quello che voglio dire è che la giustificazione è parte integrante della conoscenza.

Alfa: Conoscenza è un sapere vero e giustificato.

Beta: Esatto.

Alfa: Ma non credi che fossero giustificati anche i calcoli, o come erano poi, dei fisici teorici?

Beta: …

Alfa: …

Beta: Ci sono più cose in cielo e in terra, caro Alfa…

Alfa: Siamo passati da Platone a Shakespeare?

Beta: Per una buona ragione: perché “giustificato” può significare molte cose. Giustificare indica un insieme, temo anche molto eterogeneo, di pratiche diverse.

Alfa: Lo stesso, allora, si può dire per conoscere,

Beta: Direi di sì, anche se questa affermazione mi suona troppo filosofica per i miei gusti.

Alfa: Perché? In fondo abbiamo solo affermato che la scienza è complicata, più delle immagini che a volte uno può farsene.

Andando in giro per la città

Alpha: Hai trovato il testo del decreto legge antistupro?

Beta: Ti riferisci alle misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale?

Alpha: Esattamente. L’hai trovato? Voglio leggerlo per cercare di capirci qualcosa: non mi fido di quello che riporta la stampa.

Beta: Beata ingenuità: secondo te certe cose basta leggerle, per capirle? Ecco una breve citazione del decreto:

all’articolo 380, comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente: «d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’articolo 609-octies del codice penale»

Alpha: …

Beta: Deluso? Continua la lettura di Andando in giro per la città

Leggendo il ddl

Alfa: “La Repubblica tutela la vita umana fino alla morte.”

Beta: Sarebbe difficile tutelare la vita umana dopo la morte. Cosa stai leggendo?

Alfa: Il disegno di legge del governo sul testamento biologico. L’ho trovato sul sito del Sole24ore. Quello che ti ho letto è il primo articolo.

Beta: Direi che è da apprezzare la sobrietà.

Alfa: Cioè?

Beta: Hanno scritto “fino alla morte”: avrebbero potuto affermare “fino a tre giorni dalla morte”. Dopotutto, c’è un precedente storico: un tizio, una volta, è risorto dopo tre giorni… Continua la lettura di Leggendo il ddl

Ostacolare il progresso

Mesopotamia, qualche millennio prima di Cristo.

Alalgar: Buongiorno, Alulim.

Alulim: Buongiorno, Alalgar.

Alalgar: È molto tempo che non ci vediamo.

Alulim: Lo so, lo so, è che ultimamente ho molto da fare.

Alalgar: È sempre così: appena uno fa un po’ di soldi si dimentica degli amici…

Alulim: Soldi? Magari, caro Alalgar, fossi diventato ricco come tu sembri credere! Continua la lettura di Ostacolare il progresso

Sempre meglio che bombardarli

Alphaleggendo il giornale: È una vergogna!

Beta: Sono d’accordo, è una vergogna!

Alpha: …

Beta: Di preciso, cosa è una vergogna?

Alpha: Questa storia delle Cina: siccome sono una nazione potenzialmente ricca, allora non facciamo nulla, non protestiamo per il Tibet, facciamo finta di nulla sulle violazioni dei diritti umani, quando ci parlano di campi di prigionia cinesi, i terribili laogai che nulla hanno da invidiare ai gulag sovietici, giriamo la testa dall’altra parte…

Beta: E immagino che le Olimpiadi siano un altro motivo di arrabbiatura.

Alpha: Sì, certo. Mi ricordano tanto le Olimpiadi di Berlino. Continua la lettura di Sempre meglio che bombardarli

Bruciar bandiere

Alpha: Perché quella faccia corrucciata?

Beta: Sto leggendo il giornale. Denunciati tre ragazzi per aver bruciato la bandiera di Israele durante un corteo.

Alphalegge anche lui l’articolo: Curioso: qui si dice che i tre ragazzi hanno tra i 25 e i 30 anni.

Beta: Fa vedere? È vero, non ci avevo fatto caso. È la nostra età, però io non mi sento un ragazzo.

Alpha: Sai, alcuni sono giovani dentro. Tu evidentemente sei vecchio dentro.

Beta: Se sono vecchio, dovrei anche essere saggio, e come saggio…

Alphalo interrompe: Guarda che non è detto che la vecchiaia porti saggezza. A volte rimbecillisce soltanto. Continua la lettura di Bruciar bandiere

Intelligenza artificiale

Lui: Incredibile!

Lei: Sì, incredibile: con tutto quello che c’è da fare, sei ancora davanti al computer a giocare!

Lui: Non è un gioco. O, meglio, è un gioco ma è molto interessante.

Lei: L’avevo intuito: tutto quello che fai tu è molto interessante, al contrario di quello che faccio io…

Luifacendo finta di non aver sentito: Vedi, è un gioco di intelligenza artificiale. l’ho scoperto praticamente per caso. Tu devi pensare a qualcosa, e questo sito, 20Q, ti pone alcune domande e prova a indovinare che cosa hai pensato. Continua la lettura di Intelligenza artificiale

Il relativismo delle stimmate

Luileggendo un giornale: Io questa storia della crocifissione non l’ho mica capita.

Lei: Lo sospettavo. Provo a spiegartela in poche parole: Dio ha mandato il proprio figlio sulla terra a morire per i peccati dell’uomo.

Lui: …

Lei: …

Lui: Io mi riferivo alla polemica che, a quanto pare, sta infuriando tra i sudditi di Sua Maestà: la BBC ha trasmesso, o ha annunciato che trasmetterà, una trasmissione nella quale Gesù viene crocifisso in maniera filologicamente corretta: inchiodato ai polsi, non sul palmo delle mani. Continua la lettura di Il relativismo delle stimmate

Il filosofo ride, il politico piange

Alpha: Leggi l’Unità?

Beta: Sì, la compro tutti i lunedì: in allegato c’è M, il supplemento satirico, “il periodico di filosofia da ridere e politica da piangere”.

Alpha: Curioso abbinamento: il filosofo ride e il politico piange. Quello che non capisco è se il filosofo ride perché non ha capito nulla oppure, al contrario, perché ha capito tutto.

Beta: …

Alpha: Comunque oggi è mercoledì.

Beta: Sì, lo so. Sono un po’ indietro con la lettura…

Alpha: Quel rettangolo verde è la pubblicità del Partito Democratico?

Beta: Sì.

Alpha: Curioso.

Beta: Perché è curioso? L’Unità, se non sbaglio, è il quotidiano del partito del Partito Democratico, quindi è normale che il Partito Democratico vi faccia pubblicità.

Alpha: Normale mica tanto: se il lettore de l’Unità è anche elettore del Partito Democratico, che senso ha fare pubblicità? Devi convincere gli indecisi, mica quelli che hanno già preso una decisione. Io vedo solo due possibilità. O il faccione di Veltroni lì in prima pagina serve semplicemente a riempire le casse dell’Unità…

Beta: …oppure?

Alpha: Oppure non si fidano neppure dei loro (e)lettori.

Beta: …

Alpha: …

Beta: Secondo te, tra le due ipotesi quale è la più probabile?

Alpha: Dipende. Vuoi essere il filosofo che ride o il politico che piange?

Per tutta la vita

Lei: Ho deciso di morire.

Luiarrabbiato: Ma cosa diavolo stai dicendo?

Lei: Ti prego, stai calmo.

Luisempre più arrabbiato: Stare calmo? Vieni qui e con un sorriso idiota mi dici “ho deciso di morire” e pretendi che io stia calmo?

Lei: Non pretendo nulla: ti chiedo solo di ascoltarmi.

Lui: Sono disposta ad ascoltarti, ma solo se dici cose intelligenti. E i discorsi vaneggianti di quei cretini dei tuoi amici che sproloquiano a proposito di ciclo vitale, rigenerazione, eventi naturali eccetera non sono intelligenti: sono stronzate, idee del cavolo che adesso è di moda seguire. E tu, come una deficiente, decidi di morire! Per cosa, poi? Perché lo fanno tutti i tuoi amici? Perché è figo? Continua la lettura di Per tutta la vita