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Il concetto di malattia non è mai innocente

Definire cancro un fenomeno è un incitamento alla violenza. L’uso del cancro nel discorso politico favorisce il fatalismo e giustifica provvedimenti «severi», oltre a rafforzare notevolmente la convinzione diffusa che la malattia sia necessariamente mortale.

Ho appena (ri)letto Malattia come metafora di Susan Sontag. Nonostante sia stato scritto 40 anni fa – quando se ne sapeva molto meno sia di Aids e di cancro, sia di metafore1 – l’ho trovato straordinariamente lucido e attuale nella sua analisi della mitologia delle malattie, dalla romantica tubercolosi che consuma al cancro che invade il corpo e al quale dobbiamo fare guerra, bombardandolo di raggi o usando armi chimiche.
Perché, come scrive nell’ultimo capitolo, «il concetto di malattia non è mai innocente».

L’ho trovato molto attuale perché questa dimensione concettuale e metaforica, questa mitologia moderna – che non riguarda solo la malattia – mi pare ancora sottovalutata. Da chi è convinto che contino solo i fatti, non le parole e i concetti, per cui è indifferente se quello che facciamo è “prendersi cura” del paziente o “muovere guerra” alla malattia. E sottovalutata anche da chi quelle facili e grossolane metafore le accoglie e le usa senza fare caso a tutto quello che c’è dietro, rinforzando questa mitologia.

  1. Metafora e vita quotidiana di Lakoff e Johnson sarebbe uscito solo due anni dopo. []

L’automobile nucleare

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Una Opel Kadett Olympia del 1968, via Wikimedia Commons

I Verdi svizzeri hanno iniziato – con largo anticipo – la campagna per la votazione popolare del 27 novembre sul nucleare. Campagna che si basa, al momento, su una Opel Olympia del 1969, anno di entrata in servizio della centrale nucleare di Beznau.
La lettura proposta è semplice: come quell’auto è tecnologicamente superata e, per gli standard attuali, pericolosa, così lo è anche la centrale che andrebbe quindi chiusa definitivamente.

Il problema è che io vedo almeno tre letture alternative, tutte non favorevoli ai Verdi. Continua la lettura di L’automobile nucleare

Giro di vite sulle lucciole

Giro di vite sulle lucciole

Non so, quando si mettono insieme due metafore forse vale la pena verificare che i significati letterari siano vagamente compatibili, perché non riesco a togliermi dalla testa1 l’immagine di un povero insetto avvitato con forza a un qualche supporto, e per quanto non sia un animalista, la cosa mi turba un pochino.

  1. Altra metafora. []

Metafore incompiute

Rhynchophorus ferrugineus (fonte:WIkipedia)
Rhynchophorus ferrugineus (fonte: Wikipedia)

Oggi ho intervistato un regista, uno di quelli importanti, che vincono ai concorsi internazionali.
Nel suo ultimo film, c’è un insetto che divora delle piante. Non trattandosi di un documentario di botanica (quelli non vincono ai concorsi, di solito), l’insetto e la pianta rappresentano qualcosa di diverso. Uno dei personaggi, a un certo punto del film, lo dice, che la pianta è l’umanità, impotente di fronte all’ingordigia degli insetti divoratori. Continua la lettura di Metafore incompiute

Dagli OGM all’Intelligent design

Homeless Jack's sign
Homeless Jack’s sign

Quello che segue prendetelo un po’ come la supercazzola del lunedì mattina o – per usare un linguaggio più aulico – come una audace ipotesi concettuale che forse vale la pena approfondire.

C’è un filo rosso tra gli organismi geneticamente modificati e la negazione dell’evoluzione tramite selezione naturale. Non nel senso che mangiare OGM abbia strani effetti sul cervello per cui mi mangio un po’ di soia transgenica (o del formaggio prodotto con latte munto da una mucca che ha mangiato quella soia) e improvvisamente mi convinco che Dembski sia più intelligente di Dawkins.
Il filo rosso è concettuale, e richiede una piccola premessa. Continua la lettura di Dagli OGM all’Intelligent design

Un simbolo per l’Europa

Lisa Benson
Lisa Benson

Al di là dell’analisi politica sulla situazione in Ucraina, rappresentata da questa vignetta in maniera completamente passiva, è interessante notare come la Russia sia raffigurata con un orso mentre l’Unione europea con Angela Merkel che, se non sbaglio, non ricopre alcuna carica all’interno dell’Ue: il presidente è José Barroso e la Presidenza del Consiglio spetta alla Grecia.
Da notare la fascia nera al braccio della cancelliera tedesca.

Metafore circolatorie

Nei giorni scorsi è stato fermato un camion che viaggiava a 159 km/h in autostrada.

Immagino affascinato dall’analogia tra la circolazione stradale e la circolazione sanguigna, ho sentito un funzionario di polizia1 paragonare il camion che viaggiava a elevata velocità a un aneurisma. Guardando la definizione di aneurisma, non riesco proprio a cogliere la base comune della metafora. Continua la lettura di Metafore circolatorie

  1. Non ricordo e non riesco a ricuperare lo spezzone del notiziario, per cui non so esattamente chi è stato ad avventurarsi in questa metafora. []

Il saggio, il dito, la luna

Quando il dito indica la luna, lo stolto guarda il dito

Questo proverbio cinese1 è una delle risposte  ricorrenti quando si esprime perplessità verso le iniziative politiche dai toni un po’ accesi, tipo insultare gli avversari politici e invitare i propri sostenitori a farli – metaforicamente? – fuori.

Non fare lo stolto che guarda il dito, non prestare troppa attenzione ai termini usati, non badare alle forme propagandiste, considera la sostanza – dicono.
La mia risposta, per restare all’immagine del dito e dello stolto,  è che lo stolto rischia di sopravvivere più del saggio, se quel dito che indica la luna è anche appoggiato sul grilletto di una pistola.

Post scriptum

A quali politici mi riferisco? Grillo? Berlusconi? Lega Nord? Lega dei ticinesi?
Non fare lo stolto che guarda il dito, guarda la luna…

  1. Ammesso che sia davvero un proverbio cinese. Wikipedia lo cita come tale, per cui mi fido abbastanza da citarlo così nel testo, limitandomi a manifestare qualche dubbio qui in nota. []

Parliamo di sesso

Parliamo di sesso.
O, per essere più precisi, parliamo di come parliamo di sesso.

Pare che negli Stati Uniti ci si riferisca al sesso principalmente con metafore relative al baseball. Almeno così dice l’educatore di Philadelphia Al Vernacchio, che in un suo interessante Ted talk elenca alcune di queste metafore. Continua la lettura di Parliamo di sesso

Figure retoriche

Flicorno! Chi era costui?
Flicorno! Chi era costui?

Le sue parole risuonarono nella mia mente come il cupo assolo di flicorno nel Requiem di Johann Sebastian Bach.

Curioso come si capisca perfettamente il senso di questa frase, nonostante Bach – da quel che mi risulta – non abbia mai scritto un Requiem e, anche se lo avesse fatto, non avrebbe comunque potuto inserirvi un assolo di flicorno, strumento inventato nella prima metà dell’Ottocento.