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Perché i filosofi non ci sono arrivati prima?

Perché si è dovuto aspettare un naturalista inglese dell’Ottocento per avere la teoria dell’evoluzione per selezione naturale? Perché i filosofi non ci sono arrivati prima?

Con questa domanda – in realtà un’accusa, ma non sottilizziamo – Richard Dawkins ha celebrato su Twitter il Darwin Day 2014.

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Di conferenze creazioniste

Ho letto qualche resoconto della conferenza creazionista di Oktar Babuna di Milano.1
Non sono andato all’incontro milanese, ma tempo fa ero andato alla conferenza di Lugano. Ne avevo brevemente scritto sul blog, più un articolo (rimasto finora inedito) che riproduco qui di seguito. Continua la lettura di Di conferenze creazioniste

  1. Ocasapiens: Lo scettro di Otkar è una pizza, Oggi Scienza: Che noia, li turchi!, Query: Creazionisti turchi a Milano, il resoconto. []

Platone, la scimmia e il biscazziere

Oggi, mettendo ordine in libreria, mi sono imbattuto in Scienza come cultura di Massimo Piattelli Palmarini. Un saggio del 1987 nel quale il futuro co-autore di Gli errori di Darwin sembra esporre una panoramica generale delle scienze contemporanee.
C’è ovviamente anche Darwin. Continua la lettura di Platone, la scimmia e il biscazziere

Darwin e Platone

C’è qualcosa di anti-platonico nella teoria dell’evoluzione.

Richard Dawkins, in proposito, parladella morta mano di Platone, ma la stessa tesi è sostenuta, conespressione meno forte, da Stephen J. Gould (credo che entrambi sirifacciano a Ernst Mayr).Questo qualcosa di anti-platonico è il rifiuto dell’essenzialismo: non esiste l’essenza di una specie vivente, qualcosa di unico e caratteristico di quella specie che la differenzia da tutte le altre. Tutti gli esseri viventi hanno un antenato comune, dal quale si sono differenziati per continue, piccole modifiche. Continua la lettura di Darwin e Platone

Non c’è modo di sfuggire alla contingenza

«There is no way to escape contingency – Non c’è modo di sfuggire alla contingenza».
Ad affermarlo è George Levine, in Darwin Loves You.1
La citazione completa è la seguente:

There is no way to escape contingency, and while the tendency of criticism has been to assume that once contingency is discovered the validity of the theory is called into question, I want to argue that contingency is the condition for any knowledge and may in fact contribute importantly to the possibility of developing that knowledge at all.

Identificare i pregiudizi e le influenze storiche o psicologiche che stanno dietro una teoria non significa metterne in dubbio la validità, perché sono questi fattori a rendere possibile lo sviluppo della teoria.

Per quale motivo Levine chiama queste “condizioni di contorno” contingenza? Perché non sono aspetti necessari alla teoria, che pur essendo nata in un determinato contesto può convivere e adattarsi ad altri contesti sociali e culturali.

Non c’è modo di sfuggire alla contingenza: la purezza della conoscenza è nella loro longevità e capacità di adattarsi, di mutare nel tempo.

  1. Voglio anche io un adesivo “Darwin ti ama” da appiccicare all’auto. []

Darwin Free

Per la sua presentazione anti-evoluzionista, il dottor Oktar Babuna ha utilizzato dei portatili Apple (sul palco erano presenti dua MacBook Pro e, a un certo punto, è apparso anche un MacBook Air).
È un aspetto poco noto, ma il cuore del sistema operativo Mac OS X si chiama Darwin. E così, per spiegare alla platea che l’evoluzione è una frode scientifica e che Darwin è la causa di un paio di guerre mondiali, il professor Babuna ha utilizzato del software intitolato al naturalista inglese. Continua la lettura di Darwin Free

L’altro nome dell’illusione

Sono  molto tentato di andarci. Qualcuno mi vuole fare compagnia?Conferenza creazionista 1
Conferenza creazionista 2
Da notare il collegamento in diretta con il famoso (famigerato?) Harun Yahya e gli interessanti temi che verranno affrontati: ingannevoli interpretazioni dei fossili; l’evoluzione di fronte al vicolo cieco della molecola; la termodinamica confuta l’evoluzione, la teoria dell’evoluzione: una predisposizione al materialismo.
Tra l’altro: qualcuno sa cosa sia il vicolo cieco della molecola?

L’origine delle specie in cento parole

Posto che la consegna – riassumere il testo di Darwin in un centinaio, per quanto abbondante, di parole – è impossibile da rispettare, cosa ve ne pare di questo riassunto?

Come spiegare la varietà degli esseri viventi e il loro splendido adattamento all’ambiente? La tesi di Darwin è la famosa selezione naturale. Le risorse, in natura, sono limitate, e alcuni individui, per svariati motivi, risultano più avvantaggiati di altri: una pianta con delle radici che si spingono in profondità, una lumaca con il guscio più robusto, e così via. Questi individui avranno più discendenti degli altri, e questo porterà alla diffusione, all’interno della popolazione, di quelle caratteristiche. Tutto ciò, ovviamente, finché l’ambiente non muta e, ad esempio, le radici profonde e il guscio robusto diventano un inutile impiccio. Una spiegazione semplice, elegante e incredibilmente potente, talmente potente da modificare radicalmente la nostra visione del mondo.

Si accettano consigli, opinioni e anche insulti (se motivati).