In difesa di Darwin 2.0

Un altro motivo di non gradimento dei pamphlet è che invecchiano male.

Prendiamo l’ottimo Contro Ratzinger di Isbn Edizioni: uscito ad aprile 2006, la verve di Benedetto XVI ha a dicembre reso necessario Contro Ratzinger 2.0, una sorta di aggiornamento da incollare alla fine del primo libro, da intendersi proprio come gli aggiornamenti dei software.

Similmente dovrà fare Telmo Pievani per In difesa di Darwin, anche se la tradizionalista Einaudi difficilmente seguirà la strada della esuberante Isbn.
Si potrebbe rimediare tramite internet: il primo capitolo di questo In difesa di Darwin 2.0 è in effetti già pronto: Sylvie Coyaud, alias Oca Sapiens, ci informa delle curiose reazioni alla mostra “La scimmia nuda” (che è anche il titolo di un bellissimo libro di Desmond Morris) allestita presso il museo tridentino di scienze naturali.

La rassegna stampa presente sul sito della mostra è notevole, il titolo che preferisco è Darwin? Sbaglia L’origine è divina.

Bestiario antidarwiniano

Telmo Pievani In difesa di DarwinNon sono un amante dei pamphlet: per quanto interessanti e ben scritti possano essere, possiedono solo la pars destruens limitandosi, quando va bene, ad un accenno di pars costruens. Si critica e si sbeffeggia l’avversario, ma si dice poco o nulla di se stessi; si descrivono le miserie dell’esercito avversario, tacendo i meriti e i demeriti dei propri commilitoni.
Quando si arriva all’ultima pagina, si rimane insoddisfatti, si vuole sapere di più.

In difesa di Darwin. Piccolo bestiario dell’antievoluzionismo all’italiana di Telmo Pievani (Einaudi 2007, 8 €) è un pamphlet e come tale si concentra sull’antievoluzionismo, lasciando da parte l’evoluzionismo. L’autore ha tuttavia un ottimo motivo per farlo: l’evoluzionismo è una teoria scientifica, e come tale ha bisogno di critiche scientifiche, non di critiche alla scienza. In nome di una banale, ma non scontata, autonomia disciplinare, che siano i biologi a parlare della sintesi neodarwiniana, mentre teologi e filosofi discutano delle implicazioni filosofiche dell’evoluzionismo oppure, volendo, dei suoi limiti concettuali. Una filosofia e una teologia dell’evoluzione non possono che essere delle riflessioni che partono dal fatto, ed eventualmente dalla teoria scientifica, dell’evoluzione. Continua a leggere Bestiario antidarwiniano

Immorale e amorale

È l’altra faccia del naturalismo greco tornata plausibilmente a vivere nella modernità: quella che ci riconsegna per sempre il volto non immorale, ma amorale, di una natura sovranamente e spietatamente indifferente a speranze, gioie e sofferenze di ogni essere vivente. Avere sempre ben presente nella mente anche questo volto di una natura segnata da sofferenze, sprechi e lotte per sopravvivere – quelle che Nietzsche irrideva sostituendole con la sua lotta per l’accrescimento della potenza –, anche a Darwin risultava ben difficile.

Orlando Franceschelli, Dio e Darwin, Donzelli Editore, pag. 89

Nietzsche forse sbagliava a irridere Darwin, anche se sospetto avesse motivazioni più elaborate di quelle riassunte da Franceschelli, però un dubbio su quel volto della natura è molto probabilmente necessario.

La natura non né morale né immorale, bensì amorale, né amica né nemica dell’uomo, bensì altra (aldilà del bene e del male, verrebbe da dire); sarebbe questa la lezione di Darwin. Ma è possibile pensare davvero questa amoralità, questo andare oltre i, o meglio fermarsi prima dei, valori umani? Già le parole impiegate nel testo suggeriscono il contrario: «spietatamente indifferente a speranze» eccetera. Perché spietatamente? E perché indifferente, termine che comunque richiama un orizzonte di moralità (quante volte si è sentito dire “non si può restare indifferenti di fronte a…”)?

Pensare questo volto della natura non è forse difficile, ma impossibile.

Educazione intelligente

Infuria la diatriba sul disegno intelligente o Intelligent Design (abbreviato con ID).

Secondo questa discussa teoria, la vita e l’universo in generale presentano un tale grado di perfezione e di armonia da rendere necessario, o comunque ragionevole, postulare l’esistenza di una intelligenza divina. L’esempio classico è: se trovate un orologio sulla spiaggia, non ritenete forse ragionevole l’esistenza di un orologiaio?
Purtroppo non è chiaro come il grande orologiaio attui il suo disegno intelligente. Se attraverso l’evoluzione o intervenendo in maniera più diretta. Nel primo caso la teoria non sarebbe del tutto incompatibile con l’evoluzionismo darwiniano, nel secondo caso sì. Continua a leggere Educazione intelligente