Non c’è modo di sfuggire alla contingenza

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 30 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

«There is no way to escape contingency – Non c’è modo di sfuggire alla contingenza».
Ad affermarlo è George Levine, in Darwin Loves You.1
La citazione completa è la seguente:

There is no way to escape contingency, and while the tendency of criticism has been to assume that once contingency is discovered the validity of the theory is called into question, I want to argue that contingency is the condition for any knowledge and may in fact contribute importantly to the possibility of developing that knowledge at all.

Identificare i pregiudizi e le influenze storiche o psicologiche che stanno dietro una teoria non significa metterne in dubbio la validità, perché sono questi fattori a rendere possibile lo sviluppo della teoria.

Per quale motivo Levine chiama queste “condizioni di contorno” contingenza? Perché non sono aspetti necessari alla teoria, che pur essendo nata in un determinato contesto può convivere e adattarsi ad altri contesti sociali e culturali.

Non c’è modo di sfuggire alla contingenza: la purezza della conoscenza è nella loro longevità e capacità di adattarsi, di mutare nel tempo.

  1. Voglio anche io un adesivo “Darwin ti ama” da appiccicare all’auto. []

10 pensieri su “Non c’è modo di sfuggire alla contingenza

  1. Sono completamente d’accordo con quello che hai scritto. 🙂

    No, davvero. Questa volta hai in pieno il mio (ma penso non solo mio) plauso.

    Un Sorriso

    P.S. se li trovi (gli adesivi) prendine uno anche per me, altrimenti troviamo il sistema di stamparli!!!

  2. C’è un bellissimo saggio in “Risplendi grande lucciola”, in cui SJ Gould spiega che Darwin, probabilmente influenzato dal fatto di vivere in una società sovraffollata con elevati livelli di competizione per le risorse come era l’Inghilterra già all’epoca, non abbia potuto far altro che sviluppare l’aspetto “struggle for life”. E questo lo sanno tutti.

    Ma Gould spiega anche che un russo (russia: spazi, steppe etc), partendo dalle stesse premesse (i motori dell’evoluzione) ha finito per dare più risalto ai comportamenti altruistici, tipici degli habitat ipoaffollati.

  3. Darwin loves you l’hanno tradotto, con lo stesso titolo. Bene anche. L’ha fatto la casa editrice Aboca, quella delle erbe.
    Ah, e Levine sarà a Sansepolcro per una conferenza venerdì.

  4. @il più cattivo: Grazie.
    Per gli adesivi: sono tentato di farli fare da qualcuno.

    @renzo: No! Non mi puoi citare così un libro di Gould che non ho letto: adesso ho un irresistibile desiderio di comprarlo e leggerlo!

    @Marco Ferrari: Lo sapevo già, che l’hanno tradotto in italiano: ne ha parlato un certo
    giornalista scientifico sul suo blog… 😉

  5. “I want to argue that contingency is the condition for any knowledge” :

    Come sempre, nel campo delle scienze umane gli americani scoprono l’acqua calda.

    Sull’argomento, per chi non lo avesse ancora letto e ha voglia di buttarsi in una lettura mooolto impegnativa: Hans-Georg Gadamer, Verità e metodo, 1960

    Ciao

  6. @Ivo Silvestro. Ops, pensavo di leggerlo solo io…
    Comunque domani vado a Sansepolcro e se ne esco vivo (ci sono anche due dottissimi ospiti) magari racconto cos’ho sentito.

    Marco F

  7. @Stefano: Feyerabend è uno di quegli autori che mi piacerebbe rileggere, per vedere che effetto mi fa adesso (lessi molto di suo ai tempi dell’università, oramai 10 anni fa – mi chiedo se lo apprezzerei come lo apprezzai allora).

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