Perché i filosofi non ci sono arrivati prima?

closeQuesto articolo è stato pubblicato 4 anni 4 mesi 13 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Perché si è dovuto aspettare un naturalista inglese dell’Ottocento per avere la teoria dell’evoluzione per selezione naturale? Perché i filosofi non ci sono arrivati prima?

Con questa domanda – in realtà un’accusa, ma non sottilizziamo – Richard Dawkins ha celebrato su Twitter il Darwin Day 2014.

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Al di là dello sfottò ai filosofi – i quali potrebbero rispondere che non ci sono arrivati neppure gli scienziati –, la domanda mi pare interessante.

Qui butto qualche riflessione. Criticate e integrate nei commenti.

Escluderei che prima di Darwin non ci fossero uomini abbastanza intelligenti da pensarci.
Rimangono due possibilità: o mancavano le conoscenze, o mancavano le idee.

Gli studi sulla natura, gli animali e le piante immagino ci fossero anche prima di Darwin. Per cui forse mancavano le idee.
L’idea di una evoluzione o trasformazione dei viventi non mancava, perché qualche filosofo l’aveva già tirata fuori. Non era inedita neppure l’idea di un albero della vita e quindi di una connessione tra tutte le creature viventi. Diffusa anche l’idea di una scala della natura, dagli esseri più semplici ai più complessi, ma questa concezione non piace molto ai biologi per cui lasciamola perdere.

Un’idea che probabilmente mancava era quella che si potesse ottenere conoscenza anche sporcandosi le mani, incrociando esemplari e vedendo quel che succede. Roba da allevatori, non da scienziati.

Altra idea che mancava e che forse è essenziale è il ruolo dell’individuo nella collettività. L’origine delle specie è uscito nello stesso anno di Sulla libertà di John Stuart Mill, e forse non è un caso perché in entrambi i testi si parla della produttività del conflitto tra il singolo e gli altri.

Aggiornamento

Questi alcuni tweet successivi di Dawkins:

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Sembra, dal secondo tweet riportato, che per Dawkins il problema sia essenzialmente lo sporcandosi le mani.

Aggiornamento 2

Il tweet di Massimo Pigliucci:
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11 pensieri su “Perché i filosofi non ci sono arrivati prima?

  1. Perché non è (al contrario di quello che dicono certi personaggi) roba da filosofi. Dawkins ha toppato ancora una volta. Poi sul fatto che i filosofi non si sporchino le mani… introduciamo prima di tutto il concetto di mano, essenza o presenza? nominalista o positivista? (vabbé, sto scherzando, butto parole a caso, sia chiaro!) Mica si può parlare così alla leggera… 😀

  2. Lascerei perdere la frecciata ai filosofi – in un tweet successive ha comunque aggiunto “It’s precisely BECAUSE philosophers did so many other brilliant things that I expressed amazement that they missed natural selection” – e mi concentrerei sulla domanda di fondo: perché prima dell’Ottocento nessuno ha tirato fuori la teoria dell’evoluzione per selezione naturale e improvvisamente ci sono arrivati sia Darwin sia Wallace?

  3. Scusa Ivo, con tutto il dovuto rispetto, ma mi sembra che la domanda sia un po’ oziosa.
    E allora, sullo stesso presupposto, perché nessuno è arrivato prima di Einstein alla relatività? O prima di Newton alla gravitazione universale? O prima di Keplero alla teoria eliocentrica?

  4. @lector: La domanda non mi pare oziosa ma al contrario punto di partenza interessante per la storia della scienza e delle idee.
    Per Einstein direi che è un banale problema di conoscenze: un secolo prima di Einstein non c’era nulla da dire sulla compatibilità tra fisica newtoniana ed equazioni di Maxwell – con un po’ di pop-scienza, il motivo per cui Albert ha fatto quello che ha fatto – semplicemente perché le equazioni di Maxwell non c’erano.
    Newton e, prima di lui, Galileo aprono tutto il discorso sulla cosiddetta rivoluzione scientifica, e scusa se è poco.
    Aristarco di Samo propose una teoria eliocentrica molto prima di Keplero e Copernico.

  5. Buon anniversario a Tutti!!!
    Le domande spesso servono per scuotere le coscienze e per stimolare ragionamenti (ci era arrivato un tale secondo quanto raccontava Platone)
    Io non l’avrei composta in quel modo (ed infatti non sono Dawkins).
    Mi sarei chiesto invece se le elaborazioni filosofiche sulla scienza avrebbero mai portato a scoprire “l’idea pericolosa di Darwin” senza un elemento esterno, ovvero osservazioni indipendenti della natura e dei rapporti tra le popolazioni. Chiaro che è una domanda retorica… ma i filosofi ci sono abituati.
    un Sorriso

  6. Ivo, scusami ma non ti capisco bene… L’evoluzione non è banale, tanto che ancor oggi moltissime persone, anche di ottima cultura, non l’hanno capita. Semmai ci potremmo stupire del fatto che sia stata scoperta così presto! Darwin non aveva idea di come si trasmettesse l’eredità, non aveva idea di quale fosse la storia della vita, non aveva idea di quanto fosse antico il pianeta!
    Ma l’idea non nasce dal nulla. Nasce da un corpus di conoscenze biologiche, geologiche, biogeografiche che prima dell’Ottocento non esisteva. L’impero coloniale inglese è l’occasione: il primo impero davvero globale permette di avere uno sguardo solo sul mondo intero. Senza quello sguardo è impossibile mettere insieme i pezzi. Troppo complicato se si guardano solo i dettagli, inutilmente caotico se si guarda tutto senza un’idea unificante.
    Darwin ci medita su per quasi trent’anni! E viene costretto da Wallace a partorire la sua grandiosa idea quando nella sua (di Darwin) testa è ancora prematura.
    Non c’è molto di filosofico, mi pare. È la ricerca del meccanismo, come quando un ragazzino smonta un motore per capire come funziona. Lavoro, curiosità, intuizione, instancabile lavoro.
    Le teorie vengono dopo, Darwin è induttivista, cerca di accumulare montagne di dati, non gli bastano mai…
    Il risultato è fantastico, un distillato prezioso del significato di ogni singolo pezzettino unito agli altri…
    Buon Compleanno, Charles!!!

  7. http://www.talkorigins.org/faqs/precursors/precursnatsel.html
    i filosofi ci erano arrivati (Empedocle). Non erano teorie complete, ma comunque l’idea girava. E non solo quella dell’evoluzione, ma anche quella della selezione.
    Lo dice Darwin stesso http://www.victorianweb.org/science/darwin/darwin_sketch.html (la primissima nota segnata * cita Aristotele, commettendo un errore tra l’altro perché Aristotele non parlava della propria teoria ma di quella di Empedocle appunto, con la selezione di tratti casuali e la sopravvivenza del più adatto). Ma magari Dawkins non ha letto Darwin 😀

  8. @Dave Bowman: “L’evoluzione non è banale, tanto che ancor oggi moltissime persone, anche di ottima cultura, non l’hanno capita”. Lo stesso si può dire per il calcolo infinitesimale o l’astronomia di base, tutte scoperte avvenute prima di Darwin…
    Citi Wallace, e proprio lui dimostra come l’evoluzione non poteva che essere scoperta in quegli anni, visto che ci sono arrivati in maniera indipendente due ricercatori. Davvero non ci vedi nulla di filosoficamente interessante in questa storia delle idee?

    @alex: Sulla fisica aveva fatto cilecca, ma sulla biologia Empedocle aveva capito tutto…

  9. @Ivo
    La filosofia è un mio limite. Sarà la mia formazione poco filosofica, ma non riesco a capire cosa ci sia di filosofico nella scoperta dell’evoluzione. Nelle implicazioni successive, in quelle certamente si può trovare spunto per fare filosofia. Mi spieghi cosa intendi tu? Mi interessa molto, davvero.

  10. @Dave Bowman: Intendo qualcosa che potremmo definire “storia delle idee”. O analisi dei presupposti concettuali.
    Quella cosa per cui – banalizzando un po’ – Galileo ha scoperto che la Luna hai crateri non perché vedesse cose diverse da quelle che vedevano gli aristotelici suoi contemporanei, ma perché aveva strumenti concettuali diversi che gli dicono che la Luna è come la Terra.

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