Darwin Rocks!

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 8 mesi 4 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

darwinrockslogoIo non so se quella di Darwin sia davvero una idea pericolosa o no.
Quello che so è che è una idea terribilmente semplice eppure terribilmente difficile da capire.

Mi spiego meglio.
Per alcune settimane ho fatto il supplente di filosofia in una scuola superiore elvetica. Grazie alla libertà di un programma cantonale molto generico, ho deciso, in una classe, di parlare di evoluzionismo. L’intenzione era di limitarmi agli aspetti filosofici: mica mi hanno chiamato per una supplenza in biologia! Aspetti filosofici che certo non mancano: dall’abbandono delle cause finali al problema dell’eccezione umana passando per l’ordine della natura, senza dimenticare gli aspetti ontologici, etici e politici dell’evoluzionismo.
Non sono riuscito ad affrontare quasi nessuno di questi temi: mi sono arenato molto prima, precisamente all’idea di un processo contingente (ho accuratamente evitato il termine “casuale”) in grado di generare tutti gli esseri viventi che compongono l’arredamento naturale di questo pianeta. Ho potuto solo accennare al fatto che l’uomo non è l’essere più evoluto, perché l’espressione “più evoluto” è priva di senso.

Oggi ho scoperto Darwin Rocks, dei pazzi (non trovo un altro termine) che applicano i meccanismi dell’evoluzione tramite selezione naturale alla musica.
Un software genera una melodia e poi ne propone delle varianti, che in un certo senso sono la prole della melodia originaria. L’utente può ascoltare e valutare le varie melodie e quelle alle quali ha dato un voto favorevole hanno maggiori oppportunità riproduttive. È impressionante vedere come, grazie a delle semplici scelte, senza alcuna indicazione su come migliorare la musica ascoltata, si arrivi relativamente in fretta a un brano musicale decisamente gradevole. Gradevole nel senso di adattato ai gusti dell’utente, che rappresenta l’ambiente.

Certo, c’è ancora l’intervento di una intelligenza esterna, ma il ruolo di questa intelligenza è molto stupido e decisamente poco creativo: scartare ciò che non piace a accettare quello che piace.

26 pensieri su “Darwin Rocks!

  1. Secondo le teorie memetiche, poi, c’entrerebbe ben poco il “piacere dell’intelligenza”: si propaga ciò che ha più probabilità di sopravvivere e persistere. In tal senso un tormentone cacofonico può avere più chance di una raffinata armonia classica o classicheggiante. (Non è un caso se tutti (ri)conoscono Beethoven per l’incipit della Quinta…)

    Del resto nessuno direbbe che l’ambiente è intelligente: è già inappropriato dire che ha delle “esigenze”, o che è “spietato”…

  2. Merda! Perché non ho avuto te come insegnante di filosofia? 🙁

    (Hai scritto: “ho accuratamente evitato il termine “caUSale””, non che che intendevi caSUale?)

  3. “Lo sai che scrivi benissimo? Non capisco come mai tu non abbia ancora vinto il premio Nobel…”

    hahahahaha

    comunque grazie della segnalazione, sembra una cosa molto interessante!

  4. @Tommy David: E vogliamo parlare di Bach? Tutti a citarlo per la toccata e fuga in re minore, dimenticando l’arte della fuga e le variazioni Goldberg…
    Scherzi a parte, credo che tutto dipenda dal tipo di “selezione ambientale”: io certa musica semplice la evito!

    @alex: E chi ha detto che gli universitari non possono essere pazzi? 😉

    @Ferrigno: Dici così perché non mi hai visto a lezione…
    ho corretto l’errore: grazie!

    @vaaal: Io ci ho giocato per un quarto d’ora e ne è venuto fuori un risultato niente male…

  5. @zar : Grazie.

    Sembra interessante… ma ad una primissima impressione sembra “macchiarsi” di finalismo…

    Tale successione di generazioni evolve verso una soluzione ottimale del problema assegnato

    Prometto di tornarci sopra, spero sul mio blog
    (non questa settimana)… ovviamente vi darò notizia.

  6. ottimale magari in senso adattivo e contingente. ottimale per quella situazione specifica, e se cambia la situazione non è più una soluzione ottimale.

    fino al ’75 la gente ascoltava prog-rock e sembrava ottimale, poi per fortuna è esploso il punk 🙂

  7. @Ivo Silvestro:

    io certa musica semplice la evito!

    Tu. 😉 (L’ambiente, nella società, lo fa la turpe maggioranza…)

    @alex: io rimpiango ancora l’epoca degli Yes, dei King Crimson e dei Genesis. Altro che Sex Pistols! (Che però hanno il pregio di essere di gran lunga più memetici…)

  8. @ Alex : Quoque tu Bruti filii mii…
    La parte della frase che non mi piaceva era del problema assegnato, non certamente il concetto di ottimale.
    Come già sia altrove che qui espresso è proprio il concetto di uno strano mostruoso spaghetto volante 😀 che introduce il concetto finalizzato…
    Ottimizzazione, esattamento e simili termini (che non amo 😉 ) non sono a priori finalistici, lo diventano nel momento in cui diventano passi VERSO la soluzione di un problema (Di chi? Perchè? Come lo hai capito?) 😎 .

    P.S. La stima per il tuo lavoro resta invariata, ma questo, perdonami, lo posso giudicare uno svarione da parte di qualcuno che apprezzo per la sua precisione (il tuo post sulla statistica è sempre al centro de miei ricordi)….

  9. @ Ivo: bei tempi, ma non sei un po’ troppo giovane… se comunque menzioni queste band non ne tralascerei due che ancora mi emopzionano : Canned Heat e Pink Floyd…

    Per quanto riguarda i Sex Pistols… non li amo un granchè … ho un feeling più prossimo a The Clash.

  10. @Tommy David: Già, la turpe maggioranza… però a volte la turpe maggioranza segue qualche illuminata elite…

    @il più Cattivo: Beh, negli algoritmi genetici, se ho capito cosa sono, il finalismo c’è: il ricercatore ha creato il tutto per risolvere un problema. Non c’è, ovviamente, nelle mutazioni del software.

  11. @ Ivo : Mah… andando a leggere wiki sembrerebbe che le mutazioni sono invece “direttive”. Comunque se da un punto di vista informatico la cosa mi solletica da un punto di vista evoluzionistico mi puzza un po’ di abuso. A questo punto sarebbero emuli di un Progetto Intelligente 🙁 .

    Buona Pasqua…

  12. @Tommy David: i pistols sono il punk. i clash sono il gruppo senza il quale oggi non esisterebbe niente (né il buono né il cattivo – lasciamo stare il brutto 😉 )
    ma il punk mica finisce lì.
    comunque sapevo di stuzzicarti su questa cosa 😀

  13. @alex: mica il punk non lo ascolto! Però tra Pistols e Crimson… decisamente questi ultimi.

    P.S. Avverto sempre una certa riluttanza verso i Sez Pistols; per contro apprezzo molto i Clash, almeno quelli di London Calling.

  14. @Tommy David e Alex: Mi consigliate un po’ di canzoni? Una sorta di “punk for dummies”…

    @il più Cattivo: Può essere che ci sia un po’ di intelligent design, ma non ci vedo nulla di male, in questo caso. Non sono lì per corroborare la teoria dell’evoluzione per selezione naturale, ma per risolvere un problema!

  15. @ Ivo: Perseguire uno scopo è solitamente il motivo per cui si scirve un programma. 🙂

    Quello che mi lasciava in disappunto non è cosa siano gli algoritmi genetici. Piuttosto è legarvi il nome di Darwin. Il progetto musicale mi sembra molto più interessante.

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