Negare l’evidenza

Commissariato di polizia. Una giovane ed affascinante signora entra e si rivolge all’agente di guardia.

Agente: Buongiorno, in cosa posso esserle utile?

Sofia: Buongiorno, mi chiamo Sofia e dovrei fare una denuncia. Continua a leggere “Negare l’evidenza”

Non credere ai propri occhi

Al mondo esistono solo due generi di cose: le sostanze e gli accidenti; se una cosa non è né l’una né l’altra, allora semplicemente non è una cosa, non esiste, è un non-ente.

Così argomentava Don Ferrante nei Promessi Sposi e, grazie ai suoi argomenti, dimostrava, sul finire del XXVII capitolo, l’inesistenza del contagio: la peste non si propaga, si manifesta. Non ha quindi alcun senso la prevenzione, come bruciare le vesti degli ammalati e rintanarsi in casa, essendo tutta una questione di cattiva influenza degli astri.
La storia è nota: alla fine il contagio vi fu, e Don Ferrante morì “come un eroe di Metastasio, prendendosela con le stelle”. Continua a leggere “Non credere ai propri occhi”

Mostra e dimostra

Quando si vuole dimostrare l’esistenza delle idee, si ricorre quasi sempre al teorema di Pitagora. Il ragionamento, grosso modo e in forma vagamente sillogistica, è il seguente: il teorema di Pitagora è sempre vero, anche se si pensa ad altro o se si crede nella sua falsità; il teorema di Pitagora è sempre vero, anche senza registrazioni su un supporto fisico; ciò che esiste indipendentemente dal pensiero ha realtà oggettiva; ciò che esiste indipendentemente da ogni supporto fisico è ideale; il teorema di Pitagora è quindi oggettivo e ideale; il teorema di Pitagora è una idea in senso platonico.

Tutto corretto. Ma il discorso si esaurisce qui? Immaginiamo una lezione di geometria. Continua a leggere “Mostra e dimostra”

I’ll teach you differences

Re Lear, dopo aver abdicato in favore delle figlie Regan e Goneril, è ospite di quest’ultima. Nonostante abbia mantenuto il titolo di re, non ha più alcuna autorità, e Osvaldo, servo di Goneril, gli manca di rispetto.
Kent, fedele servitore di Lear, interviene in favore del suo re stendendo con uno scambetto Osvaldo e scacciandolo con le seguenti parole: Come, sir, arise, away! I’ll teach you differences: away, away! Continua a leggere “I’ll teach you differences”

Razionalmente ignoranti

Dal 1987 esiste, in Italia, la UAAR, Unione degli Atei ed Agnostici Razionalisti. Lo scopo dell’associazione, il cui comitato direttivo è composta, tra gli altri, da Margherita Hack, Piergiorgio Odifreddi e Sergio Staino, è promuovere la conoscenza delle teorie atee ed agnostiche, sostenere il confronto tra le varie visioni del mondo e opporsi fermamente ad ogni intolleranza e discriminazione. Continua a leggere “Razionalmente ignoranti”

Alta fedeltà

Tutti gli uomini per natura tendono al sapere.
Così Aristotele iniziava, qualche secolo fa, uno dei testi fondamentali della cultura occidentale.

Gli uomini tendono al sapere, ma perché avviene ciò? Che garanzia abbiamo che questa tendenza, questa suprema e fondamentale tendenza non sia destinata al fallimento? Aristotele precisa per natura: è indubbio che questa precisazione sia, a suo modo, una garanzia. Ma in realtà è garanzia dell’autenticità di questa ricerca, non del suo coronamento futuro. Continua a leggere “Alta fedeltà”

La sottile linea di gesso

Ancora sul dialogo tra Teganistene e Brasmenide.
Il dialogo inizia con una linea di gesso, o meglio con l’intenzione di tracciare una linea di gesso: una linea dovrebbe separare il reale dall’irreale (o inverosimile), il razionale dall’irrazionale, il dimostrabile dall’indimostrabile
Continua a leggere “La sottile linea di gesso”

Reale e razionale: dialogo senza lieto fine

Quando due filosofi discutono di reale e di razionale, non si sa mai come può andare a finire. Se i due filosofi in questione sono Tegatistene e Brasmenide la sorpresa finale è assicurata (anche se non è ancora finita). Continua a leggere “Reale e razionale: dialogo senza lieto fine”

Dimostrazioni

Il mio articolo Un’idea è per sempre ha evidentemente incuriosito Massimo Adinolfi: dopo aver scritto un commento, al quale ho risposto, ha adesso dedicato al tema uno scritto sul suo blog. Continua a leggere “Dimostrazioni”

Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio

Una dimostrazione è un ragionamento corretto che, partendo da alcune premesse considerate valide, ha come conclusione la verità di una determinata tesi che è stata, a questo punto, confermata. Una volta che una tesi è stata dimostrata, essa è da considerarsi vera, una solida conoscenza acquisita che può essere utilizzata come valida premessa di ulteriori dimostrazioni.
Da questa breve definizione risulta evidente che vi sono due condizioni necessarie affinché una dimostrazione abbia valore: la correttezza, ossia non deve contenere errori di ragionamento, e la validità, ossia le premesse iniziali devono essere vere. Vi è tuttavia un terzo requisito, meno evidente ma non per questo meno necessario degli altri due: la tesi deve riguardare una conoscenza oggettiva e razionale. Continua a leggere “Sull’inutilità di ogni dimostrazione dell’esistenza di Dio”