Archivi tag: Democrazia

Una parte di me ci spera, che vinca Trump

Trump (foto di Michael Vadon)
Trump (foto di Michael Vadon)

Lo confesso, una parte di me spera che a vincere le elezioni statunitensi sia il candidato repubblicano Donald Trump.
Non perché lo consideri migliore di Hillary Clinton o perché speri che una batosta elettorale possa spingere i democratici a cambiare. Tutt’altro: per quanto Clinton sia tutt’altro che perfetta – ma chi lo è, visto che in politica la perfezione significa spesso “la pensa esattamente come me”? – credo sarà un’ottima presidente degli Stati Uniti. E, siamo onesti, la storia del “non ti voto così impari la lezione” ha mai funzionato? Continua la lettura di Una parte di me ci spera, che vinca Trump

Del giornalismo del 21º secolo

Secondo me, se il giornalismo ha un senso, oggi, è quello di fare da traduttore all’interno della società.

Con giornalismo intendo, qui, chi dà notizie quotidianamente: gli approfondimenti sono un altro discorso, perché appunto non danno la notizia, ma forniscono gli strumenti per comprenderla. Il problema è che non è detto che questi strumenti siano alla portata di tutti e non è detto che interessino a tutti. Due aspetti che non è il caso di trascurare: una società in cui tutti riescono a comprendere tutto sarebbe bellissima, ma se non ci si ricorda che è un’utopia quello che si ottiene è una società in cui metà della popolazione crede di sapere tutto perché due anni fa ha letto un articolo su Internazionale e l’altra metà odia quelli che leggono Internazionale perché si sentono trattati da capre ignoranti (senza dimenticare un’altra metà che neppure sa che cosa sia Internazionale, e un’altra metà ancora che non conosce le frazioni). Continua la lettura di Del giornalismo del 21º secolo

La maggioranza decide

Piccolo appunto di… boh, non so se chiamarla politica, civica o semplice buon senso.

Leggo e sento spesso – mi riferisco alla situazione elvetica, ma ovviamente il discorso non si applica solo alla Svizzera, per cui evito riferimenti diretti – leggo e sento spesso, dicevo, critiche a volte anche aspre (e a volte anche veri e propri insulti) verso chi critica o semplicemente non approva l’esito di una qualche votazione (perlopiù popolare, ma non è quello l’importante). Continua la lettura di La maggioranza decide

Io non sono l’altro 49,7%

Vedo su Facebook questa immagine:

1653972_10201547920400005_906689798_n

Si riferisce all’esito della votazione di domenica, nella quale – dati della Confederazione – 1’463’954 cittadini hanno approvato l’iniziativa popolare “Contro l’immigrazione di massa” e 1’444’428 persone, pari appunti al 49,7% dei votanti, l’hanno respinta. Continua la lettura di Io non sono l’altro 49,7%

Confusioni parlamentari

Non capita tutti i giorni che analisi sulla situazione politica – nazionale o internazionale poco importa, oramai – coinvolgano nomi come Simone Weil, Hans Kelsen o Norberto Bobbio. Uno vede quei nomi all’interno di un lungo testo (quasi diecimila battute) e pensa “ecco una analisi interessante, che merita di essere letta attentamente”.
La lettura attenta non è cosa che si improvvisa mentre si aspetta che inizi il radiogiornale o  si attende la risposta a una mail: occorre tempo e concentrazione, e così quel testo, intitolato In difesa dei partiti e scritto da Fabio ‘ilNichilista’ Chiusi, ha aspettato qualche giorno prima di essere affrontato con il dovuto impegno. Continua la lettura di Confusioni parlamentari

Premesse implicite

Indiscrezioni sulle dimissioni di Berlusconi hanno un effetto salutare sui mercati finanziari: sulle reti sociali abbondano immagini come questa:1

Immagine interessante – a parte il fatto che nessuno (per quanto ne so) ha specificato che nello stesso periodo temporale non sia successo nulla, dalle stime dei danni provocati dai nubifragi a risultati finanziari di qualche grande azienda.
Mi chiedo tuttavia quali siano le premesse implicite di quei grafici. Forse che il capo di un governo deve dimettersi se la sua presenza non è gradita ai mercati finanziari? Che la politica e la democrazia sono addirittura meno di una sovrastruttura dell’economia?
Molto probabilmente no. Ma allora vorrei che qualcuno mi spiegasse, esattamente, quali sono le premesse implicite e quali è le conclusioni.

  1. Nello specifico, quella qui riportata è del Nichilista. []

Socialdemocrazia

Che cos’è la democrazia? Un sistema di strutture e istituzioni che incoraggiano la trasparenza e la responsabilità dei governanti di fronte al proprio operato. Le istituzioni e le strutture delle nostre democrazie sono invenzioni del XVII e del XIX secolo. Oggi abbiamo bisogno di nuovi modelli e nuovi metodi perché, grazie anche ai social network, è aumentata la domanda di trasparenza e di responsabilità. La sfida del nostro tempo sta nel trovare forme democratiche che sappiano utilizzare le tecnologie, da Facebook ai sistemi satellitari, farne parte viva del processo politico, della scelta e della messa in pratica delle decisioni.

Steven Livingston intervistato da Mauro Buonocore

Spazio fondato sui valori

Il dittatore libico Muammar Gheddafi, durante la visita al suo omologo italiano (omologo per quanto riguarda il ruolo istituzionale di capo dello stato: su altre somiglianze tra i due capo di stato non mi pronuncio), ha dichiarato qualcosa del tipo “è tempo che l’Europa diventa islamica”.
La portavoce della Commissione Europea Angela Filote ha risposto a Gheddafi sottolineando che l’Unione Europea “non è uno spazio fondato sulla religione ma sui valori”.
Una risposta interessante, sicuramente più interessante della riscoperta delle radici cristiane dell’Europa o degli inviti alla conversione al cattolicesimo, magari con accenti preconciliari.

Tuttavia c’è qualcosa che mi lascia perplesso in questa risposta.

Fondare uno spazio pubblico sulla religione non è una grande idea non solo per il sorgere di conflitti religiosi: anche ammettendo che tutte le persone coinvolte abbiano la stessa fede, rimane il problema dell’eccessiva rigidità di una simile società. Sarebbero numerosi i temi sottratti alla discussione pubblica, temi sui quali sarebbe difficile trovare un accordo in caso di conflitto, mediando tra i vari interessi in campo.
Sostituite alla religione i valori non mi sembra risolvere questi problemi. Certo, i valori si possono definire con maggiore precisione, il che potrebbe aiutare a limitare i contrasti, ma rimane la sostanziale incapacità di affrontate i conflitti cercando di conciliare i vari punti di vista. Il che, in alcune circostanze, potrebbe anche andare bene: se di alcuni interlocutori ho scarsa fiducia, potrei voler evitare il dialogo, e probabilmente Gheddafi è uno di questi interlocutori.