Il disagio dell’ebreo

Tempo fa sono andato al Piccolo teatro di Milano vedere Il mercante di Venezia di William Shakespeare, regia di Luca Ronconi, scene (notevoli) di Margherita Palli.

Durante la pausa ho sentito una signora dire all’amica: «Ho visto in sala Gad Lerner – poverino, chissà come si sente a disagio, con tutte quelle battute sugli ebrei.»
Tralasciando che si dimostrano immensamente più gretti e vili i cristiani – a iniziare da Bassanio, innamorato del patrimonio di Porzia – dell’ebreo Shylock, credo che il disagio per l’antisemitismo presente nella commedia di Shakespeare non debba riguardare Gad Lerner in quanto ebreo, ma tutti noi in quanto esseri umani.

Nulla, a parte il nichilismo

La vita è solo un’ombra che cammina,
un povero attorello sussiegoso
che si dimena sopra un palcoscenico
per il tempo assegnato alla sua parte,
e poi di lui nessuno udrà più nulla:
è un racconto narrato da un idiota,
pieno di grida, strepiti, furori,
del tutto privi di significato!

Così il povero Macbeth, nel finale dell’omonima tragedia di Shakespeare (atto V, scena V, trad. it. di Goffredo Raponi).
L’immagine è potente: la vita è solo un’ombra che cammina (a walking shadow), non esiste se non nel suo opporsi alla luce, e nulla rimarrà di essa, è come il racconto di un idiota: privo di significato. Perché l’attorello sussiegoso (poor player) continua a dimenarsi sul palcoscenico? Che senso ha continuare a recitare una parte priva di significato? Continua a leggere Nulla, a parte il nichilismo

I’ll teach you differences

Re Lear, dopo aver abdicato in favore delle figlie Regan e Goneril, è ospite di quest’ultima. Nonostante abbia mantenuto il titolo di re, non ha più alcuna autorità, e Osvaldo, servo di Goneril, gli manca di rispetto.
Kent, fedele servitore di Lear, interviene in favore del suo re stendendo con uno scambetto Osvaldo e scacciandolo con le seguenti parole: Come, sir, arise, away! I’ll teach you differences: away, away! Continua a leggere I’ll teach you differences