Scienza, filosofia, politica: la ricerca sulle cellule staminali

L’amico Cantor, in un commento al dibattito oramai europeo sulle ricerche sulle cellule staminali, cita la mia recensione del testo di Severino Sull’embrione.

Il discorso di Severino, e quindi anche la mia recensione, è squisitamente filosofico. Il commento di Cantor, invece, è prettamente politico. La ricerca sulle cellule staminali è infine un problema scientifico.
Scienza, filosofia, politica: come si intrecciano questi tre temi? Continua a leggere

Libri, padri e figli

Fabrizio Galimberti, editorialista del Sole 24 ore, ha scritto un interessante testo divulgativo: L’economia spiegata a un figlio.
Il titolo incuriosisce: Galimberti ha tre figli e decide di spiegare, a loro e a tutti i lettori del libro, il suo lavoro, i meccanismi economici, la natura del denaro e così via. Ovviamente si tratta di un espediente narrativo (o meglio esplicativo): se Galimberti avesse davvero voluto spiegare ai figli cosa è l’economia, si sarebbe limitato a discutere con loro. Continua a leggere

Milano, 25 luglio 2006

L’imperatore romano Tito Flavio Vespasiano, meglio noto come Tito (per differenziarlo da Tito Flavio Vespasiano meglio noto come Vespasiano: che fantasia questi romani!) resse le sorti dell’Impero Romano dal 79 all’81 e dovette affrontare, tra le altre incombenze, la disastrosa eruzione del Vesuvio.

La piazza che Milano gli ha dedicato non ha, per fortuna, nulla di disastroso. Vicino a Tito Livio, che visse circa un secolo prima, a Tertulliano e a Lattanzio, nati rispettivamente uno e due secoli dopo, piazza Imperatore Tito è un piccolo angolo di verde dotato di panchine e spazio giochi per bambini. Continua a leggere

Severino, l’embrione e l’occidente

Emanuele Severino, Sull’embrione, Rizzoli, 2005.

Il primo dicembre del 2004 il Corriere della Sera pubblicò un articolo di Emanuele Severino intitolato La potenza e l’embrione: un intenso distillato di filosofia risultato indigesto a molti lettori, nonostante la bravura espositiva dell’autore.
Il corriere pubblicò altri interventi di Severino in risposta ad alcune critiche ed obiezioni. Gli articoli di Severino sono adesso pubblicati, insieme ad altri testi, in Sull’embrione (Rizzoli 2006), un agile libretto di un centinaio di pagine circa. Continua a leggere

The Fletcher Memorial Home

Take all your overgrown infants away somewhere
And build them a home, a little place of their own.
The Fletcher Memorial Home
for Incurable Tyrants and Kings.

And they can appear to themselves every day
On closed circuit T.V.
To make sure they’re still real.
It’s the only connection they feel.
“Ladies and gentlemen, please welcome, Reagan and Haig,
Mr. Begin and friend, Mrs. Thatcher, and Paisly,
“Hello Maggie!”
Mr. Brezhnev and party.
“Scusi dov’è il bar?”
The ghost of McCarthy,
The memories of Nixon.
“Who’s the bald chap?”
“Good-bye!”
And now, adding colour, a group of anonymous latin-
American meat packing glitterati.

Did they expect us to treat them with any respect?
They can polish their medals and sharpen their
Smiles, and amuse themselves playing games for awhile.
Boom boom, bang bang, lie down you’re dead.

Safe in the permanent gaze of a cold glass eye
With their favorite toys
They’ll be good girls and boys
In the Fletcher Memorial Home for colonial
Wasters of life and limb.

Is everyone in?
Are you having a nice time?
Now the final solution can be applied.

Roger Waters, The Fletcher Memorial Home in Pink Floyd, The Final Cut, 1983

Traduzione infedele ed incompleta:

Portate tutti questi bambini troppo cresciuti da qualche parte
E costruite loro una casa, un piccolo spazio a loro disposizione.
La Fletcher Memorial Home
per re e tiranni incurabili.

E loro potranno apparire a loro stessi tutti i giorni
in una televisione a circuito chiuso
per rassicurarsi di essere ancora reali.
È l’unica relazione che gradiscono.
“Signore e signori, date il benvenuto a Reagan e Haig,
Mr. Begin, Mrs. Thatcher, e Paisly,
“Ciao Maggie!”
Mr. Brezhnev e partito.
“Scusi dov’è il bar?”
Il fantasma di McCarthy,
I ricordi di Nixon.
“Chi è quel tipo pelato?”
“Addio!”
E ora, a metterci pepe, un gruppo di anonimi finocchi latino americani imbrillantinati.

Si aspettano che li trattiano con rispetto?
Loro possono pulire le loro medaglie e affilare i loro
sorrisi, e divertirsi giocando per un po’.
Boom boom, bang bang, buttati a terra sei morto.

Sicuri nei loro sguardi con l’occhio di vetro
Con i loro giocattoli preferiti
Diventano tutti bravi ragazzi e ragazze.
Nella Fletcher Memorial Home per
Svenditori coloniali di vite e arti.

Siete tutti dentro?
Vi state divertendo?
Adesso è possibile attuare la soluzione finale.

Sono ben accetti consigli su come migliorare o completare la traduzione.