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L’eterno scandalo

L’uomo esiste nello spazio e nel tempo: non c’è pensiero che non abbia una estensione spaziale e temporale, non c’è esperienza che non si situi in un luogo e in un tempo, per quanto vaghi e indefiniti essi possano essere.

Solitamente, si considera il vincolo spaziale meno rigido di quello temporale: così ad esempio Kant, che concede al tempo un primato sullo spazio. È tuttavia un primato relativo: non è semplice pensare al di fuori dello spazio, avere un concetto completamente indipendente dal pensiero del luogo.
Persino l’anima, per coloro che credono in una sua esistenza separata dal corpo, occupa comunque uno spazio, è in un qualche luogo più o meno preciso e delimitato: si immagina infatti una anima in grado di vedere, parlare o ascoltare, e sono tutte operazioni possibili solo a partire da un punto di vista o di ascolto. Continua la lettura di L’eterno scandalo

Infinitamente ignoranti

Tutti quelli che cercano la verità giudicano ciò che è incerto paragonandolo e mettendolo in proporzione con ciò che è certo. Ogni ricerca è, dunque, comparativa in quanto impiega come mezzo la proporzione.[…]
Ogni ricerca consiste, pertanto, in una proporzione comparativa, facile o difficile; perciò l’infinito come infinito, sfuggendo ad ogni proporzione, è ignoto.

Nicola Cusano, La dotta ignoranza, Città Nuova, 1991 (traduzione di Graziella Federici Vescovini)

Ogni conoscenza è paragone e comparazione: questo notevole pensiero sconvolse Cusano, che scrisse queste parole nel 1440, soprattutto per l’impossibilità di conoscere l’infinito.
Nel 2006, a me stupisce soprattutto perché comporta che ogni conoscenza è racconto: il racconto di un confronto, di un incontro, di un paragone o proporzione.