Archivi tag: Comunicazione

Problemi di comunicazione

Per accedere a questo sito è necessario compiere una scelta:
Flash o HTML?

Flash o html?
Lasciando da parte il supereroe dei fumetti, per moltissime persone il flash è semplicemente quello della macchina fotografica, e la scelta da compiere è più enigmatica dell’amletico “Essere o non essere?”.
Per quale motivo una persona che vuole visitare un sito qualsiasi (non un sito di tecnologia, per il quale forse sarebbe lecito presupporre un certo livello di conoscenze informatiche) deve sapere che cosa significano le parole HTML e FLASH?

È come se un grosso cartello informasse i clienti di un benzinaio che il carburante è per “motori termici di tipo volumetrico ad accensione comandata”. Uno cosa fa? Prende la bicicletta: troppe cose da sapere, per usare l’auto.

Una immagine curiosa

Dedica Missili Israele Libano

Perché scrivere sui missili? Perché dare a dei bambini dei penarelli con i quali scrivere sulle bombe che, presumibilmente, verranno presto lanciate sul territorio libanese?

Un testo scritto, ingenuamente, è un messaggio che qualcuno invia a quacun altro. Ma che razza di messaggio è quello affidato ad una bomba? Nessuno potrà mai leggere il testo, dal momento che le bombe hanno la insana tendenza ad esplodere.
Un testo può anche essere una registrazione, una informazione che tutti o quasi sanno ma che è utile registrare per usi futuri. Ma anche in questo caso, e per gli stessi motivi di prima, una bomba non è il supporto adatto.

Se non è un messaggio e neppure una registrazione, cosa sono quelle scritte?
Forse sono un rito: una cerimonia sociale ed identitaria.
Viene in mente un’altra immagine, da lasciare priva di commenti.

Stanley Kurick: Dottor Stranamore

Nell’universo

L’uomo è un animale sociale: trascorre la sua vita in stretto contatto con altri individui.
La convivenza non sempre è pacifica e quasi mai priva è di problemi: quando le cose vanno bene si discute, quando vanno male si litiga, quando vanno molto male si combatte e quando vanno malissimo ci si ritrova soli, perché l’altro è stato eliminato.
La scala di valore qui proposta non è chiaramente vincolante: è perfettamente lecito preferire, anche solo in certe situazioni, la guerra ai dibattiti.
Credo tuttavia che anche i più agguerriti nemici delle discussioni avvertano la necessità di comunicare e di capirsi, fosse anche solo per organizzare i piani di battaglia con gli alleati. Continua la lettura di Nell’universo

Io parlo. Io penso.

Lo Newspeak o Neolingua è il linguaggio immaginato da George Orwell nel suo romanzo 1984. Lo scopo che il regime si prefigge, attraverso l’introduzione di questa nuova lingua, è quello di rendere impossibile anche solo pensare atti di ribellione: il vocabolario e la grammatica di questo linguaggio sono infatti ridotte all’essenziale, e i pensieri eretici risultano quindi non solo proibiti, ma anche privi di senso.
L’assunto che muove questa invenzione di Orwell è che l’uomo pensa attraverso le parole e quindi che senza parole non si possono neppure avere i pensieri. Continua la lettura di Io parlo. Io penso.

Lettere sulla sabbia

In una comunicazione, così insegnano i manuali, è possibile identificare alcune componenti, generalmente l’emittente, il ricevente, il codice, il canale e, infine, il contenuto.
Emittente e ricevente non sono concetti problematici: il primo è la fonte del messaggio, l’autore, lo scrittore mentre il secondo è il destinatario, il lettore, l’ascoltatore. Con codice si intende un insieme di simboli e di regole per la loro manipolazione, ad esempio l’alfabeto latino e la grammatica italiana: anche qui nulla di complicato, almeno apparentemente. Il canale è invece il mezzo fisico grazie al quale ha luogo la comunicazione: l’aria, nel caso due persone si parlino, carta e inchiostro nel caso di scrivano, bit nel caso si spediscano email. Il contenuto è, infine, l’oggetto della comunicazione. Continua la lettura di Lettere sulla sabbia

Scrivere per scrivere

Una delle tesi sviluppate da Ferraris in Dove sei? riguarda il rapporto tra scrittura e comunicazione.
Indubbiamente la scrittura serve a comunicare: una lettera, uno sms, un appunto lasciato al partner sul frigorifero sono indubbiamente tutte comunicazioni scritte. E tutte comunicazioni che potrebbero più o meno agevolmente avvenire oralmente: una telefonata, un messaggio sulla segreteria telefonica. Continua la lettura di Scrivere per scrivere

Annuncio di morte in diretta

Un tempo i mass media, i mezzi di comunicazione di massa, si limitavano a diffondere notizie.
Il loro ruolo, la loro importanza, consisteva nell’annunciare un evento, nel far sapere che cosa è successo e, se possibile, anche il perché è successo e le conseguenze di quel che è successo. In altre parole, giornalisti erano narratori di un passato così vicino da essere ancora presente.
Questo una volta. Prima della radio, prima della onnipresenza televisiva (un televisore in ogni casa e in ogni bar, sempre pronto ad essere acceso, ad ogni ora del giorno e della notte), prima di internet, dei cellulari con fotocamera incorporata. Continua la lettura di Annuncio di morte in diretta