Infinitamente ignoranti

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 2 mesi 5 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Tutti quelli che cercano la verità giudicano ciò che è incerto paragonandolo e mettendolo in proporzione con ciò che è certo. Ogni ricerca è, dunque, comparativa in quanto impiega come mezzo la proporzione.[…]
Ogni ricerca consiste, pertanto, in una proporzione comparativa, facile o difficile; perciò l’infinito come infinito, sfuggendo ad ogni proporzione, è ignoto.

Nicola Cusano, La dotta ignoranza, Città Nuova, 1991 (traduzione di Graziella Federici Vescovini)

Ogni conoscenza è paragone e comparazione: questo notevole pensiero sconvolse Cusano, che scrisse queste parole nel 1440, soprattutto per l’impossibilità di conoscere l’infinito.
Nel 2006, a me stupisce soprattutto perché comporta che ogni conoscenza è racconto: il racconto di un confronto, di un incontro, di un paragone o proporzione.

2 pensieri su “Infinitamente ignoranti

  1. credo che ogni tanto ci piaccia viaggiare nell’ignoranza, meglio dare ragione a chi ne sa più di noi e/o parlare per luoghi comuni piuttosto che conoscere. Ps per quanto riguarda melissa p e bambi: un conto è passare da bambi al sesso, un conto l’inverso. E poi, permettimi, se devo leggere un saggio preferisco qualsiasi altro autore a Melissa, così tanto per… 🙂

  2. L’ignoranza è una cosa stupenda, se presa a piccole dosi e se, socraticamente, si sa di non sapere.

    Sul ps (riferito ad un mio commento ad un post sul tuo blog):
    Felix Salten ha scritto prima le gesta erotiche di Josefine Mutzenbacher (interessanti, oggi, per comprendere il rapporto di un’epoca e di una società con il sesso: meglio di Freud!) e poi, molto poi, 17 anni dopo, Bambi.
    Per la serie: le persone sono imprevedibili, e un giudizio, contrariamente ai diamanti, non può essere per sempre 😉

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