Concedere alla ragione un temporaneo vantaggio

Feyerabend al lavoro

Feyerabend al lavoro

Ho ripreso in mano Contro il metodo di Paul Feyerabend.
L’avevo letto anni fa, prima ancora di laurearmi, e mi sembrava interessate riconfrontarmi, adesso, con la sua teoria anarchica della conoscenza scientifica.

Questa rilettura, iniziata pochi minuti fa, mi ha già riservato – alla conclusione dell’introduzione – una piccola sorpresa:

[…] Cominceremo il nostro discorso presentando le grandi linee di una metodologia anarchica e di una corrispondente scienza anarchica. Non c’è motivo di temere che l’assenza di considerazione per la legge e per l’ordine nella scienza e nella società che caratterizza un anarchismo di questo ebete possa condurre al caos. […] Potrà venire ovviamente un tempo in cui sarà necessario concedere alla ragione un temporaneo vantaggio e in cui sarà saggio difendere le regole a esclusione di ogni altra cosa. Non penso però che noi viviamo già oggi in un tale tempo.

Contro il metodo è del 1975. Sono passati quasi quaranta anni.
Vedendo un po’ come se la passa la scienza – dal “è un prodotto naturale, non fa male” al “se dai testate contro il muro non ti viene il cancro, ma la medicina ufficiale lo nasconde per venderti la chemio” –, forse è arrivato il tempo in cui anche un anarchico come Feyerabend si metterebbe a “difendere le regole a esclusione di ogni altra cosa”.

Hello Ivo Silvestro

Mi è appena arrivata un’email da Amazon:

Hello Ivo Silvestro,
An updated version of your past Kindle purchase of The Greatest Show on Earth: The Evidence for Evolution by Richard Dawkins is now available.

[…] You can get the updated version of this book by going to Manage Your Kindle. […] All your devices that have the eBook currently downloaded will be updated automatically.

È disponibile una nuova versione di un libro elettronico che ho acquistato e loro gentilmente mi avvisano e mi spiegano la procedura per aggiornarlo. Potrebbero farlo automaticamente, ma – forse memori del passato1 – mi avvisano, lasciando a me la scelta se aggiornarlo o no.
Si tratta, come specificato in una parte di mail che non ho riportato, della correzione di alcuni errori di battitura e della migliore qualità delle immagini: non ci sono nuovi capitoli, ma è comunque un’opportunità interessante.

Quanti librai ti chiamano tre anni dopo (il libro l’ho acquistato nel marzo del 2010) dicendo che c’è una nuova edizione disponibile e se ti interessa avere le correzioni?

  1. Qualche anno fa ritirò un ebook – 1984 di Orwell – dal proprio negozio, cancellandolo dai dispositivi dei clienti che lo avevano già acquistato. []

La più brutta del mondo

Il 9 giugno 2013 il popolo ticinese1 voterà sull’iniziativa popolare costituzionale del 22 marzo 2012.

Nella carta costituzionale, nell’atto normativo fondamentale della Repubblica e Cantone Ticino potrebbe apparire l’art. 90a:

Il Cantone adotta le misure necessarie per la realizzazione di una galleria stradale di circonvallazione del Basso Malcantone tra Manno/Bioggio e Ponte Tresa con uscite intermedie in zona Magliasina.

Il Ticino non avrà mai un Benigni che canterà la costituzione definendola La più bella del mondo.

  1. Rectius: i cittadini aventi diritto di voto; rectius del rectius: quei pochi cittadini aventi diritto di voto che si degneranno di votare. []

Angelina Jolie

Avendo soltanto visto qualche film da lei interpretato ed essendomi  imbattuto in qualche articolo di gossip a lei consacrato, mi ero fatto un pregiudizio moderatamente negativo di Angelina Jolie.

Poi ho letto questo My Medical Choice sul New York Times, malamente ripreso con titoli tipo “Angelina Jolie si fa asportare tutti e due i seni“.
Confrontando quello che leggo sul New York Times con l’immagine che mi ero fatto di Angelina Jolie, tutto quello che mi viene in mente è un piccolo motto di cui ignoro l’autore: “molti uomini pensano che più grossi sono i seni di una donna, minore sia la sua intelligenza. In realtà, più grossi sono i seni di una donna, minore diventa l’intelligenza degli uomini”.

Aggiornamento: qui un’approfondita riflessione di Anna Meldolesi.

L’educatore tradizionalista

Mio figlio ha due anni e mezzo.
Dopo aver visto una puntata di Peppa Pig nella quale i protagonisti grugnivano giocando con una videocamera, ho dato disposizioni al parentado per non fargli più vedere questo cartone animato, che trovo terribilmente stupido e diseducativo.

Sono invece felice quando mio figlio guarda le Looney Tunes, i cartoni animati con Tom e Jerry che, quando sono di buon umore, si prendono a randellate e infilano uno la coda dell’altro della presa elettrica, con Bugs Bunny che per fare uno scherzo a Taddeo lo fa cadere dal quarantesimo piano di un palazzo e così via.1

Il mio unico argomento in proposito è: le Looney Tunes sono una tradizione, conformemente alla definizione di Stephan Pastis.

  1. Per conflitto di interessi non dico che cosa capita al Gatto Silvestro. []