Del perché un po’ mi vergogno di fare il giornalista

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E il problema non è che ci sia una persona convinta che la teoria della relatività di Einstein (non si precisa se quella generale o quella ristretta, ma non è questo il problema) non sia ancora stata dimostrata perché finora non si erano trovati gemelli da mandare nello spazio.
Il problema è che a questa persona – sicuramente un competente esperto in qualche altro campo dello scibile umano, chessò la politica internazionale o lo sport – venga affidato un articolo di scienza.

La dolcezza dei portabandiera

F Minus by Tony Carrillo

F Minus by Tony Carrillo

Ragni e serpenti si lamentano dell’irrealistico standard di dolcezza (o carineria, non so bene come tradurre ‘cute’) al quale si uniformano gli acquirenti di animali domestici, attratti unicamente da gattini e cagnolini. Continua a leggere

Chi ha bisogno di Getty Images?

Planck's View of the Whole Sky

Planck’s View of the Whole Sky (ESA, HFI & LFI consortia)

Ieri, cercando un’immagine per impaginare un’intervista di Marco Cagnotti ad Amedeo Balbi sulle onde gravitazionali primordiali, ho scoperto che le bellissime immagini presenti sul sito del Jet Propulsion Laboratory della Nasa si possono utilizzare liberamente.

Dagli OGM all’Intelligent design

Quello che segue prendetelo un po’ come la supercazzola del lunedì mattina o – per usare un linguaggio più aulico – come una audace ipotesi concettuale che forse vale la pena approfondire.

C’è un filo rosso tra gli organismi geneticamente modificati e la negazione dell’evoluzione tramite selezione naturale. Non nel senso che mangiare OGM abbia strani effetti sul cervello per cui mi mangio un po’ di soia transgenica (o del formaggio prodotto con latte munto da una mucca che ha mangiato quella soia) e improvvisamente mi convinco che Dembski sia più intelligente di Dawkins.
Il filo rosso è concettuale, e richiede una piccola premessa. Continua a leggere

Il dovere dell’editore

Introvabile

Sono già tre le persone che su Anobii – il social network dei libri adesso di proprietà Mondadori – mi chiedono se voglio vendere o scambiare Wittgenstein. Il dovere del genio di Ray Monk, testo che effettivamente pare introvabile – e non ne esiste la versione elettronica.

Il libro, purtroppo per loro, non lo cedo; però non posso che chiedermi come mai tutto questo interesse – immagino che i tre che mi hanno contattato siano la punta di un iceberg molto più grande – non si traduce in una nuova edizione o ristampa del volume.

Che cosa è uno sport?

Il bridge non può essere considerato uno sport: a questa conclusione, stando a una notizia d’agenzia che ho letto poco fa è giunto un tribunale britannico:

LONDRA, 25 FEB – Anche se comporta un grande impegno e una memoria d’acciaio il bridge non può essere considerato uno sport. A stabilirlo è stato un tribunale britannico che ha così respinto l’appello lanciato dalla Federazione dei giocatori inglesi, la English Bridge Union, che pretendevano dal fisco di Sua Maestà gli sgravi previsti per le attività sportive. Le loro argomentazioni erano solide: il bridge viene riconosciuto dal Comitato olimpico internazionale, anche se non è incluso nel programma delle gare. Non solo, l’agenzia delle entrate britannica già definisce come sport le freccette e il biliardo. Ma questo non ha convinto i giudici, secondo cui il bridge è ‘solo’ un gioco perché non comporta abbastanza attività fisica. (ANSA)

Pare di capire che uno sport sia un’attività che richiede una certa quantità di attività fisica, altrimenti è semplicemente un gioco.
Una quantità anche bassa – sono sport sia le freccette sia il biliardo, e credo anche la Formula 1 dove l’attività fisica la svolge prevalentemente un motore a scoppio – ma comunque superiore a quella necessaria per mescolare un mazzo di carte.

Come differenza tra sport e gioco ci può stare, anche se mi rimetto all’opinione di filosofi più esperti in tema sportivo.
Tuttavia non capisco per quale motivo uno Stato dovrebbe favorire, con agevolazioni fiscali, le attività sportive e non quelle semplicemente ludiche. Non è una forma di paternalismo?

Ne vedrete delle belle omosessualisti

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Dove aprite bocca voi, la cultura muore. Rappresentate il degrado, la stoltezza dell’autodeterminazione dell’uomo che tende a sostituirsi a Dio. In un confronto etico culturale con chiunque di voi, anche un 13enne uscirebbe vincitore.
Vi dico che nessuno dei miei figli vedrà mai un vostro libro…e se le maestre ne adottassero anche solo uno, giuro sulla testa di mia madre che finirò in galera con il massimo della pena…se riescono a prendermi prima che io arrivi in Russia con la mia famiglia. Ne vedrete delle belle omosessualisti.

Dalla pagina Facebook dell’editore Lo Stampatello, il simpatico commento di una persona preoccupata dal fatto che i bambini possano considerare l’omosessualità una cosa normale.

La prospettiva di una emigrazione di massa di simili deficienti non può che rallegrarmi.

Un simbolo per l’Europa

Al di là dell’analisi politica sulla situazione in Ucraina, rappresentata da questa vignetta in maniera completamente passiva, è interessante notare come la Russia sia raffigurata con un orso mentre l’Unione europea con Angela Merkel che, se non sbaglio, non ricopre alcuna carica all’interno dell’Ue: il presidente è José Barroso e la Presidenza del Consiglio spetta alla Grecia.
Da notare la fascia nera al braccio della cancelliera tedesca.