Ragazza guadagna 2000€ al giorno con i Bitcoin

Non so bene perché: forse è colpa della mancanza di inserzionisti seri, forse sono io che non rientro nei profili standard – sta di fatto che da qualche settimana mi imbatto in pubblicità truffa.
Roba tipo: “Quando [Nome di personaggio famoso] lo ha detto non credeva di essere in onda e adesso la gente guadagna fino a [numero a tre zeri] al giorno” oppure “Ragazza di [Città a caso] guadagna [numero a quattro zeri] al mese con i Bitcoin” (solo femmine, nessun maschio, immagino per attirare l’attenzione).

Continua a leggere Ragazza guadagna 2000€ al giorno con i Bitcoin

Che mangino petrolio

Leggo che “il prezzo del petrolio è diventato negativo per la prima volta nella storia”, il che significa “che i produttori di petrolio stanno pagando gli acquirenti per disfarsi delle loro scorte”.
Non ho le competenze per dire cose sensate sulle cause e soprattutto sulle conseguenze di questo crollo e lascio volentieri il compito ad altri.

Il prezzo incredibilmente basso – addirittura negativo – del petrolio mi ha ricordato i batteri di Ananda Chakrabarty. Il nome non dirà molto, ma si tratta del microbiologo indiano naturalizzato statunitense al quale si deve il primo brevetto di un organismo geneticamente modificato, un batterio in grado di “digerire” il petrolio. Ufficialmente, lo scopo era la gestione delle fuoriuscite di idrocarburi, dove con “ufficialmente” intendo che quello è lo scopo che troviamo nella richiesta di brevetto.

Continua a leggere Che mangino petrolio

La fine della globalizzazione e dell’urbanizzazione

Ho fatto una lunga chiacchierata con una persona convinta che il mondo non sarà più lo stesso, dopo l’epidemia.
Non perché – come anch’io mi auguro accada – assumeremo come individui e come società abitudini più igieniche; penso al lavarsi spesso e approfonditamente le mani, a non andare al lavoro in caso di sintomi anche lievi, a non considerare disdicevole non stringere la mano alle persone (cose utili anche per contenere la “banale” influenza). E neanche perché, conclusa l’emergenza sanitaria, ci sarà un tessuto economico da ricostruire.

Più che nuove abitudini, secondo il mio interlocutore, avremo nuovi abiti – nel senso di inclinazioni, attitudini, indoli. Mettendo in crisi i due pilastri su cui si negli ultimi cinquant’anni si è retta l’evoluzione sociale: la globalizzazione e l’urbanizzazione. Non si tratta di utopistici ritorni al passato, ma di pratiche e stili di vista molto diversi da quelli attuali: una minore mobilità, un’economia più locale e legata al territorio, la ricerca di spazi e stili di vita meno affollati.

Continua a leggere La fine della globalizzazione e dell’urbanizzazione

Del falso bilanciamento tra salute ed economia

Si discute sempre più di allentare le misure di contenimento della pandemia, di ripresa e riapertura. Discussioni che per molti sono sul giusto equilibrio tra salute ed economia.
Non so voi, ma io mi immagino una bilancia, con “la salute” da una parte e “l’economia” dall’altra, oppure una leva, un’altalena basculante del parco giochi.

Continua a leggere Del falso bilanciamento tra salute ed economia

Abbiamo raggiunto il picco – o il fondo?

Sempre a proposito di nuovo coronavirus e metafore, c’è un particolare che mi colpisce – e questo, ne sono sicuro, interesserà solo me e qualche altro maniaco del tema. Intendo la questione del picco, della necessità di abbassare la curva (dei contagi/ricoveri) eccetera.

Si tratta di un esempio di quelle che Lakoff e Johnson chiamano “metafore di orientamento”:

Continua a leggere Abbiamo raggiunto il picco – o il fondo?

Leggere notizie

Ho finito di leggere ‘Smetti di leggere notizie – Come sfuggire all’eccesso di informazioni e liberare la mente’ di Rolf Dobelli (tradotto in italiano da Silvia Albesano e pubblicato dal Saggiatore).

Di un infelice esempio fatto dall’autore ho già scritto.
Nel complesso, come ho trovato il libro? In quattro parole: condivisibile, confuso, manicheo ed elitario.

Continua a leggere Leggere notizie

Smetti di leggere il libro che dice di smettere di leggere notizie

Ho iniziato a leggere Smetti di leggere notizie di Rolf Dobelli.
La tesi di fondo si può condensare nel perfettamente condivisibile “al giorno d’oggi l’informazione non è più una risorsa limitata, l’attenzione invece sì”. Da qui Dobelli costruisce la sua proposta: dovremmo completamente rinunciare alle notizie – che credo di capire siano gli articoli di cronaca, escludendo quindi gli approfondimenti che al contrario invita a leggere – perché sono una perdita di tempo.

Continua a leggere Smetti di leggere il libro che dice di smettere di leggere notizie

Letture in autoisolamento – o della scomparsa dei giornali

L’epidemia, la distanza sociale, l’autoisolamento come influiscono sulla vostra “dieta mediale”, insomma su quello che guardate, ascoltate e leggete?

Io ad esempio ho praticamente azzerato radio e audiolibri – che del resto ascoltavo soprattutto in viaggio –, la lettura di libri (cartacei ed ebook) è sostanzialmente invariata mentre la visione di film e serie tv credo sia leggermente aumentata. La televisione è sempre a zero

Ma il cambiamento principale – e quello che giustifica questo post – riguarda l’informazione.

Continua a leggere Letture in autoisolamento – o della scomparsa dei giornali