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Riflessioni anticipate sul premio Nobel per la fisica

Domani alle 11.45 (at the earliest, scrivono sul sito), si saprà il vincitore del premio Nobel 2013 per la fisica.

Che cosa deciderà l’Accademia reale svedese delle scienze? Sembra abbastanza scontato – ma non si sa mai – che la scoperta sarà quella del bosone di Higgs, giornalisticamente noto come “Particella di Dio”.

Ma chi premiare? Continua la lettura di Riflessioni anticipate sul premio Nobel per la fisica

La supercazzola

Il testo che segue non è stato scritto per questo sito, pertanto lo stile è, rispetto agli altri articoli, un po’ insolito. Tenetene conto nei commenti.

Iniziamo da una domanda: che cosa è un cerchio? Domanda bizzarra, e tra poco andremo ad affrontare la bizzarria di questo interrogativo. Prima, però, la risposta: il cerchio è il luogo geometrico dei punti del piano che hanno distanza uguale o inferiore a un certo valore (il raggio) da un determinato punto (il centro). Così lo definiscono i matematici; gli altri non è che abbiano una diversa definizione di cerchio: semplicemente ne fanno a meno. Non c’è bisogno di una definizione per riconoscere che la ruota della bicicletta, prima di schiantarsi contro il palo della luce, era un cerchio, mentre dopo l’impatto non lo è più. Per questo la domanda ‘che cosa è un cerchio’ è così bizzarra. Continua la lettura di La supercazzola

Le biotecnologie nel 1895

[…] Noi curiamo il miglioramento delle piante e degli animali che preferiamo – e sono pochi – a gradi e per mezzo di allevamenti selezionati, producendo ora una varietà di pesche dalle caratteristiche migliori, ora una qualità di uva senza semi, ora fiori più grandi e più belli, ora capi di bestiame derivati da incroci razionali. Questi miglioramenti li realizziamo a poco a poco, perché procediamo per tentativi e perché le nostre cognizioni sono assai limitate; anche la natura, infatti, diventa pigra e recalcitrante nelle nostre mani maldestre. Ma con l’andare del tempo tutto verrà organizzato molto meglio: nonostante i vortici, bisognerà pur seguire il corso della corrente. L’umanità intera diverrà più intelligente, meglio educata e più incline alla cooperazione; si tenderà sempre più a soggiogare la natura, e alla fine si riuscirà a sottomettere la vita animale e vegetale alle necessità dell’uomo.

H. G. Wells, La macchina del tempo, capitolo V

Intellettuali in grado di capire i significati e gli obiettivi della scienza

Io amo la scienza (PaulSizer)
Io amo la scienza (PaulSizer)

Il Canton Ticino sta discutendo l’adozione di una Legge sul sostegno alla cultura.1
Lo scopo della legge è quello di “promuovere e sostenere la vita culturale e la progettualità artistica in Ticino, nonché la salvaguardia e la valorizzazione del patrimonio collettivo, materiale e immateriale”, come si legge nel primo capoverso dell’articolo 2 della legge. Continua la lettura di Intellettuali in grado di capire i significati e gli obiettivi della scienza

  1. Legge che, visti i precedenti, verrà abbreviata LCul. []

L’errore del marziano

Marvin il marziano (©Warner)
Marvin il marziano (©Warner)

Riprendendo la barzelletta sul metodo, l’errore del marziano non è affermare che l’acqua faccia ubriacare i terrestri – affermazione più che sensata, visti gli elementi che aveva a disposizione – ma il considerare questa affermazione più di una semplice ipotesi e soprattutto non cercare e valutare spiegazioni alternative.

Del resto, non è detto che la scienza marziana sia uguale a quella terrestre.

Metodo scientifico

Un marziano arriva sulla Terra per studiare l’umanità (che cosa ci sarà poi ti così interessante nell’umanità non lo so, ma diamo per assodato che gli esseri umani sono più interessanti di delfini, muschi o Escherichia coli).

Per studiare l’umanità, si reca – munito di un utile mantello dell’invisibilità – in un bar e nota che le persone che bevono vino iniziano ad avere difficoltà motorie e cognitive. Osserva lo stesso fenomeno nelle persone che bevono birra, tequila, rum, vodka. Il marziano è uno scienziato e decide di studiare che cosa causa questo stordimento.
Il problema è che queste bevande hanno tutte origini diverse: uva, cereali, agave, canna da zucchero, patate.
L’unico elemento in comune è l’acqua, utilizzata nella preparazione delle bevande o, nel caso del vino, aggiunta di nascosto dall’esercente prima di servire il costoso calice di rosso pregiato, per motivi che il marziano ovviamente non può sospettare.

Il marziano ritorna sul proprio pianeta informando la comunità scientifica marziana che i terrestri si ubriacano con l’acqua.

Per la scienza

La giornata genovese per una corretta informazione scientifica è finita.
La cosa positiva è che né la mia moderazione né gli esagitati interventi di alcuni antivivisettori hanno irrimediabilmente rovinato l’evento.
Alcune considerazioni sparse aspettando un treno che spero mi porterà a casa:

  • troppi eventi in programma, il che – viste anche le contestazioni – ha significato poco tempo e troppa stanchezza per seguire e commentare come meritavano le ultime relazioni. Colpa ovviamente anche mia;
  • ci sono stati alcuni momenti di dialogo tra persone provenienti da realtà diverse – ricercatori, giornalisti, cittadini sensibili al problema della corretta divulgazione scientifica – molto interessanti e sui quali varrebbe la pena insistere;
  • in più occasioni ho avuto la sensazione che ciò che il pubblico chiedeva era una guida alla lettura delle notizie scientifiche, un aiuto a distinguere le informazioni buone da quelle cattive.

Io punterei soprattutto sull’ultimo punto per le prossime iniziative.

La superba scientifica

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Domani in molte città italiane si svolgeranno eventi “per una corretta divulgazione scientifica”.

Curiosamente per l’appuntamento genovese han deciso di far moderare l’incontro da un giornalista filosofo – che cosa ne sanno di scienza i giornalisti e i filosofi? – e insomma ci si vede, per chi vuole, al Museo civico di storia naturale G. Doria alle 14.30. Qui il pdf del programma genovese, sul sito Italia Unita per la Scienza quello nelle altre città.

Concedere alla ragione un temporaneo vantaggio

Feyerabend al lavoro
Feyerabend al lavoro

Ho ripreso in mano Contro il metodo di Paul Feyerabend.
L’avevo letto anni fa, prima ancora di laurearmi, e mi sembrava interessate riconfrontarmi, adesso, con la sua teoria anarchica della conoscenza scientifica.

Questa rilettura, iniziata pochi minuti fa, mi ha già riservato – alla conclusione dell’introduzione – una piccola sorpresa:

[…] Cominceremo il nostro discorso presentando le grandi linee di una metodologia anarchica e di una corrispondente scienza anarchica. Non c’è motivo di temere che l’assenza di considerazione per la legge e per l’ordine nella scienza e nella società che caratterizza un anarchismo di questo ebete possa condurre al caos. […] Potrà venire ovviamente un tempo in cui sarà necessario concedere alla ragione un temporaneo vantaggio e in cui sarà saggio difendere le regole a esclusione di ogni altra cosa. Non penso però che noi viviamo già oggi in un tale tempo.

Contro il metodo è del 1975. Sono passati quasi quaranta anni.
Vedendo un po’ come se la passa la scienza – dal “è un prodotto naturale, non fa male” al “se dai testate contro il muro non ti viene il cancro, ma la medicina ufficiale lo nasconde per venderti la chemio” –, forse è arrivato il tempo in cui anche un anarchico come Feyerabend si metterebbe a “difendere le regole a esclusione di ogni altra cosa”.