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Naturisti e progressisti

Screenshot 2016-05-18 23.55.24 Quello che mi diverte di più, delle votazioni popolari svizzere, è guardare la propaganda. Uno dei temi su cui si voterà riguarda la Legge federale sulla medicina della procreazione, modifica che permette – a determinate condizioni – la diagnosi preimpianto degli embrioni.

Tema eticamente divisivo, che riguarda questioni come l’eugenetica – che non è di per sé una cosa cattiva –, lo statuto morale e giuridico degli embrioni, la procreazione consapevole e così via.
Questioni complesse, meglio convincere i votanti con argomenti diretti e magari un po’ terrorizzanti. Come gli OGM che anche loro di per sé non sarebbero una brutta cosa, ma evocano brutte cose. E quindi, ecco che il ripugnante mais geneticamente modificato viene associato a un altrettanto ripugnante bambino OGM.

Tralasciando che la legge in votazione non riguarda le manipolazioni genetiche di embrioni umani – che al più possono essere tirate in ballo con un lunghissimo e scivolosissimo piano inclinato –, che cosa accomuna il MON810 alla diagnosi preimpianto?
Risposta facile: la violazione di un (presunto) ordine naturale dell’universo, un ordine in realtà molto umano nel quale non trovano posto procreazione medicalmente assistita, organismi transgenici e, immagino, neppure matrimoni omosessuali.
Non è semplice rifiuto o diffidenza verso le novità, e neppure la ricerca di una qualche volontà divina: è proprio la convinzione di una natura buona e giusta dalla quale non ci si deve allontanare.
Per questo credo non sia giusto descrivere questa ostilità verso le novità tecnologiche e sociali – novità non necessariamente buone, sicuramente non buone a tutti i costi – come conservatrici o integralismo, ma più semplicemente naturiste (con buona pace dei nudisti).

Aggiornamento 24 maggio

Mi segnalano quest’altro manifesto:

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Non ci sono gli OGM; in compenso, abbiamo una specie di Barbie ariana e l’inversione vagamente poetica “estrema legge”.

Tette contro la scienza

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By Irene – original work, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=17002318

Potrei iniziare citando Agostino d’Ippona, ma meglio invece mettere in chiaro che nessuno, qui, è contrario all’allattamento, né io né le due autrici di “Unintended Consequences of Invoking the ‘Natural’ in Breastfeeding Promotion“, Jessica Martucci e Anne Barnhill.

Certo, sembra che i benefici effettivi e “scientificamente dimostrati” siano esagerati (le due autrici citano in proposito questo articolo) e l’esaltazione dell’allattamento può portare a uno stigma sociale verso le donne che non vogliono o non possono allattare, ma non è questo il punto. Semplicemente, le due autrici invitano le autorità a non far più propaganda insistendo sul fatto che l’allattamento sia naturale. Continua la lettura di Tette contro la scienza

L’unica naturale che voglio è l’acqua minerale

Avevo iniziato a scrivere questo articolo mesi fa. “Moratoria naturale” era il titolo provvisorio. Poi l’ho cambiato con “Sì, i gay sono davvero contronatura” e adesso quello che leggete qui sopra, che non rispecchia molto il contenuto, ma mi piace per cui lo tengo.

Già, perché anche il contenuto è cambiato – o meglio le mie idee sul possibile contenuto, perché di scritto c’era ben poco, prima di oggi.
Ero partito dall’idea di una moratoria sul termine naturale. Troppo ambiguo, troppi significati impliciti: io dico “naturale” intendendo qualcosa che non ha richiesto particolari interventi umani, e tu pensi a qualcosa di buono, di bello, di sacro. Insomma, un casino. Volevo anche proporre una serie di espressioni alternative. “Famiglia cattolica” invece di “Famiglia naturale”; “Parto vaginale” invece di “Parto naturale” e così via. Continua la lettura di L’unica naturale che voglio è l’acqua minerale

Una visita a Montecristo

Montecristo

Ho avuto il privilegio di sbarcare sull’isola di Montecristo.
Privilegio perché l’isola è una riserva naturale integrale, dove quell’integrale significa (quasi) inaccessibile all’uomo. Solo mille persone l’anno — seicento studenti, quattrocento privati con precedenza alle associazioni — possono visitare l’isola. Io non sono stato tra questi fortunati mille: oltre al permesso di visita, per il quale un privato può aspettare pare anche tre anni, esiste il più accessibile permesso di approdo, che concede la possibilità di sbarcare sull’isola e visitare Cala Maestra. Una visita completa, con tanto di escursioni, è sicuramente più interessante, ma anche per il solo approdo vale la pena affrontare le ore di navigazione necessarie per raggiungere Montecristo. Continua la lettura di Una visita a Montecristo

Volpi e cani

La notizia è di qualche giorno fa: nel Grigioni italiano un cacciatore, convinto di sparare a una volpe, uccide un cane. E così Gico, un incrocio Bovaro bernese, di colore scuro, è morto.

Una notizia poco allegra, che non può non sollecitare emotivamente – e sollecitare in maniere molto diverse, a seconda della simpatie e antipatie nei confronti della caccia e degli animali.
Credo che se c’è qualcosa che la filosofia deve fare, è cercare chiarezza al di là delle emozioni, e questo vale sia per la grandi questioni morali che per questioni più piccole, come questo incidente di caccia. Continua la lettura di Volpi e cani

La rinaturalizzazione contro natura

Ieri sera in consiglio comunale di Lugano si è discusso di alcuni interventi di rinaturazione o rinaturalizzazione alla foce del fiume Cassarate (per i non luganesi: la foce è in pieno contesto urbano, a confine tra il parco Ciani e il porto turistico).
Il mio personale eroe del giorno è il consigliere liberale-radicale Peter Rossi , il quale ha dichiarato: «la rinaturalizzazione di un fiume inurbato va contro natura».
Sintesi efficacissima delle difficoltà di usare sensatamente un termine vago come naturale.

Contronatura

Morales OGM

Pare che il presidente boliviano Evo Morales abbia dichiarato che mangiare OGM causi calvizie e omosessualità.

OGM, calvizie, omosessualità: quale è il legame che tiene insieme tutto ciò? All’elenco potremmo aggiungere, seguendo un politico (geograficamente) più vicino a noi, la pillola del giorno dopo?

Io ho un sospetto: l’essere contronatura. Non avere capelli è contronatura. Essere omosessuali è contronatura. Modificare il dna è contronatura. Abortire è contronatura.
Mi inquieta non poco pensare che un principio così debole possa guidare davvero l’azione politica delle persone.

Naturalmente famiglia

La Convenzione [ONU sui diritti dell’infanzia], nel preambolo, indica la famiglia “quale ambiente naturale per la crescita e il benessere di tutti i suoi membri e in particolare dei fanciulli”. Ebbene, è proprio la famiglia, fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, l’aiuto più grande che si possa offrire ai bambini.

Così Benedetto XVI ai partecipanti alla XIX Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Famiglia.
L’aiuto più grande per un bambino è una famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna. È l’ambiente naturale, qualsiasi cosa il termine naturale, qui, voglia dire. L’uomo è un animale naturalmente culturale: contrapporre natura e cultura non ha molto senso. Non ha quindi molto senso neppure l’accostamento tra le parole del papa e la notizia nella quale mi sono imbattuto oggi:

Una coppia di albatros femmine, hanno fatto schiudere con successo un uovo nella colonia neozelandese del Royal Albatross Centre.
Il padre appartiene alla colonia degli albatros reali, ma non si sa esattamante chi sia.
Certamente ora le due mamme si prenderanno cura del loro pulcino.
Lyndon Perriman del Dipartimento di conservazione della Nuova Zelanda, ha detto che per i prossimi sei mesi i genitori si alterneranno, scambiandosi i ruoli ogni due giorni: uno proteggerà il figlio dai predatori, mentre l’altro andrà a cacciare in mare.

Non è detto che quello che accade agli albatros abbia una qualche importanza per “l’ambiente naturale per la crescita e il benessere” degli esseri umani. Certo è interessante pensare che, forse, come uomini potremmo avere più possibilità di quelle di cui dispongono gli albatros.

La natura non è cattiva

C’è del buono nell’articolo di Claudio Risé per Il mattino di Napoli «La natura è cattiva?».
Lo psicoterapeuta milanese rifiuta infatti ogni dicotomia tra uomo e natura:

Il fatto è che la natura non è altro, diverso da noi; noi stessi siamo, anche, natura.

Il problema è che questa interessante affermazione (dalla quale discende una condanna verso la noncuranza della natura) viene intesa da Risé come la necessità di un ritorno alle origini, una lontana età dell’oro nella quale vigeva l’armonia tra l’uomo e la natura, armonia spezzata dall’illuministo di De Sade (!).
La natura non ci è nemica: non nel senso che la natura non è né buona né cattiva, ma nel senso che ci è amica, è buona con noi se noi siamo buoni con lei.

Ecco un problema interessante: come dovrebbe comportarsi una persona che considera insensate queste affermazioni sull’armonia tra uomo e natura ma apprezza la condanna dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali?

Uomo e[‘] natura

Del recente discorso di Monsignor Fisichella avevo commentato (con eccessiva pignoleria) l’imprecisione sugli embrioni non umani, lasciando da parte il resto.

Oggi Marco Ferrari rimedia a questa mia mancanza, mettendo a fuoco il problema di fondo dell’approccio di Fisichella (e della chiesa cattolica in generale): la supremazia umana. L’uomo è creatura eccezionale, unica e, soprattutto, in posizione privilegiata rispetto agli altri esseri viventi:

“[il papa] esige anche che ci sia la difesa della vita umana in tutta la sua pienezza. Vanno bene le leggi per salvaguardare i lupi o gli scimpanzè, ma prima di tutto occorrono leggi per salvaguardare l’uomo, dalla sua nascita naturale alla sua fine naturale”. Eccoci, questo è il clou: prima l’uomo, poi, casomai, il resto del mondo. Se c’è un’alternativa, e l’alternativa c’è sempre, prima si danno i fondi per “salvare” bambini e città, monumenti e anziani, poi forse parchi nazionali e animali in via d’estinzione. E’ ovvio che di questo passo per “lupi e scimpanzé” non avanza niente.

In poche parole: l’uomo è parte della natura o – per evitare l’impiego del compromesso termine “natura” – l’uomo è un essere vivente sullo stesso livello degli altri, non vi sono salti ontologici, non c’è un particolare privilegio.

PS Detesto scrivere e’ invece di è – utilizzare l’apostrofo come accento è una cosa che posso tollerare, ma non approvare, se chi scrive si ritrova con una tastiera priva di accenti. Nei miei sogni il titolo di questo post sarebbe stato Uomo è natura con l’accento, ma non la e, rossa:
Schermata 2009-09-16 a 10.01.00
Purtroppo non è possibile farlo nel titolo, e ho usato – orrore! – l’apostrofo come accento mettendolo tra parentesi quadre. Un gesto del quale mi vergognerò a lungo.