Archivi tag: Libertà

La libertà impossibile

Libertà e verità sono due concetti filosofici decisamente complessi; un discorso serio non può esimersi dall’operazione preliminare di tentare una definizione.
Quello che segue, evidentemente, non è un discorso serio perché si accontenta delle definizioni, ingenue e molto probabilmente inesatte, di libertà come assenza di costrizioni o impedimenti esterni e di verità come proprietà di alcuni discorsi di riferirsi correttamente alla realtà. Continua la lettura di La libertà impossibile

Paternalismo libertario

Leggendo Le Scienze di agosto scopro l’esistenza del paternalismo libertario.
Arrivo in ritardo: il libro Nudge: Improving Decisions About Health, Wealth, and Happiness di Richard H. Thaler  e  Cass R. Sunstein è uscito nel 2008, mentre la traduzione italiana è nelle librerie da maggio; ne hanno inoltre parlato Roberto Casati e Simona Morini.

L’idea è semplice: dal momento che l’uomo non è un essere razionale e spesso prende decisioni irrazionali e illogiche, è necessario aiutarlo. Secondo il paternalismo classico, questo aiuto consiste nel prendere le decisioni al suo posto; secondo il paternalismo libertario, basta aiutarlo a scegliere bene, fornendo tutte le informazioni necessarie nella forma più chiara possibile e ricorrendo ad alcune spinte (in inglese Nudge) per indirizzare le persone verso la scelta corretta.
Si lascia la libertà di scelta ma si aiutano le persone a scegliere bene: ecco sciolto l'(apparente?) ossimoro. Continua la lettura di Paternalismo libertario

Libertà religiosa e libertà scientifica

Se non fossimo convinti della irriducibile pluralità delle concezioni ultime, e se fossimo convinti, al contrario, che asserzioni religiose, etiche e politiche sono dimostrabili come teoremi (ancora una volta era l’illusione dei giusnaturalisti, di un Hobbes, ad esempio, che chiamava “teoremi” le leggi naturali), i diritti alla libertà religiosa o alla libertà di pensiero perderebbero la loro ragione di essere, o per lo meno acquisterebbero un altro significato: sarebbero non il diritto di avere la propria religione personale o di esprimere il proprio pensiero politico, bensì il diritto di non essere distolti con la forza dal perseguire la ricerca dell’unica verità religiosa o dell’unico bene politico. Si ponga mente alla profonda differenza che esiste tra il diritto alla libertà religiosa e il diritto alla libertà scientifica. Il diritto alla libertà religiosa consiste nel diritto a professare qualsiasi religione o anche a non professarne nessuna. Il diritto alla libertà scientifica consiste non nel diritto a professare qualsiasi verità scientifica o anche a non averne nessuna, ma essenzialmente nel diritto a non esser ostacolati nel perseguimento della ricerca scientifica.

Norberto Bobbio, L’età dei diritti, Einaudi 1990, p. 10

Andando in giro per la città

Alpha: Hai trovato il testo del decreto legge antistupro?

Beta: Ti riferisci alle misure urgenti in materia di pubblica sicurezza e di contrasto alla violenza sessuale?

Alpha: Esattamente. L’hai trovato? Voglio leggerlo per cercare di capirci qualcosa: non mi fido di quello che riporta la stampa.

Beta: Beata ingenuità: secondo te certe cose basta leggerle, per capirle? Ecco una breve citazione del decreto:

all’articolo 380, comma 2, dopo la lettera d) è inserita la seguente: «d-bis) delitto di violenza sessuale previsto dall’articolo 609-bis, escluso il caso previsto dal terzo comma, e delitto di violenza sessuale di gruppo previsto dall’articolo 609-octies del codice penale»

Alpha: …

Beta: Deluso? Continua la lettura di Andando in giro per la città

Sempre meglio che bombardarli

Alphaleggendo il giornale: È una vergogna!

Beta: Sono d’accordo, è una vergogna!

Alpha: …

Beta: Di preciso, cosa è una vergogna?

Alpha: Questa storia delle Cina: siccome sono una nazione potenzialmente ricca, allora non facciamo nulla, non protestiamo per il Tibet, facciamo finta di nulla sulle violazioni dei diritti umani, quando ci parlano di campi di prigionia cinesi, i terribili laogai che nulla hanno da invidiare ai gulag sovietici, giriamo la testa dall’altra parte…

Beta: E immagino che le Olimpiadi siano un altro motivo di arrabbiatura.

Alpha: Sì, certo. Mi ricordano tanto le Olimpiadi di Berlino. Continua la lettura di Sempre meglio che bombardarli

La sicurezza economica è più importante di tutto il resto

Ero invece fin dal principio in completa sintonia con il programma democratico della socialdemocrazia austriaca, che in linea di principio di fondava sul marxismo ma che nella prassi non aveva nulla in comune con la teoria anarchica dello Stato di Marx ed Engels. Come individualista, in un primo tempo avevo assunto un atteggiamento negativo davanti al suo programma economico di nazionalizzazione dell’economia. Però in seguito, soprattutto sotto l’impressione degli sconvolgimenti economici provocati dalla [prima guerra mondiale], divenni sempre più propenso ad ammettere che il sistema del liberismo economico, così come era stato realizzato nelle circostanze date, non offriva alcuna garanzia di sicurezza economica per la massa non abbiente e che – nella situazione di allora – la sicurezza economica si poteva raggiungere soltanto con l’economia pianificata, il che in ultima analisi significava nazionalizzare la produzione.
Ero allora, e lo sono tuttora, pienamente consapevole della difficoltà di collegare la nazionalizzazione della produzione con la libertà politica dell’individuo; ma credo anche di dover essere tanto obiettivo da riconoscere che, per la grande massa, la sicurezza economica è più importante di tutto il resto: quindi non ho il diritto di attivarmi politicamente per tenere in piedi un sistema economico in cui io e i miei consimili ci troviamo bene, né per contrastare un sistema economico che devo ritenere operante nell’interesse della grande massa e al quale io credo che appartenga il futuro, piaccia o non piaccia a noi che usufruiamo della libertà economica. Così, dal punto di vista personale, provo piena simpatia per un partito che sia socialista e, al tempo stesso, democratico, né ho mai fatto mistero di questa mia simpatia. Però più forte di questa simpatia è il mio bisogno di indipendenza politico-partitica nella mia professione. Come io non ammetto che lo Stato limiti il diritto alla libertà di ricerca e alla libertà di espressione, così non ammetto che un partito politico limiti questi stessi diritti attraverso la volontaria sottomissione alla disciplina di partito.

Hans Kelsen, Scritti autobiografici, Diabasis, Reggio Emilia, 2008, p. 100

Il buon senso

«Il buon senso è, fra le cose del mondo, quella piú equamente distribuita»: così inizia il Discorso sul metodo di Cartesio.
Un inguaribile ottimista, certo, tuttavia due recenti affermazioni mi stanno convincendo che tutti i torti, il vecchio Cartesio, non li ha. Continua la lettura di Il buon senso

Che cosa è la libertà

Commentando una certa fotografia, giowind si interroga sul concetto di libertà:

Il concetto di libertà è assai complicato. Mi ricordo di un professore che la definì: la capacità di scegliere il bene. Un altro docente mi ha insegnato che la libertà è una proprietà degli atti umani volontari e coscienti.

Il concetto di libertà si ritrova così apparentato con quelli di bene, di volontà, di coscienza e l’elenco potrebbe continuare, ad esempio, con la responsabilità.

Questa linea argomentativa non mi dispiace, però mi sembra giusto ricordare un altro approccio, meno qualitativo e più quantitativo, ma non per questo filosoficamente meno interessante:

La domanda non è se siamo liberi, ma quanto siamo liberi.
La libertà è il numero di possibili risposte a uno stimolo. Di fronte a una minaccia, ad esempio il bastoncino dello sperimentatore, il lombrico ha solo due risposte possibili, mentre l’uomo ha una enorme ricchezza di reazioni.

Così, grosso modo, si è espresso Edoardo Boncinelli durante un recente convegno.

La libertà è un concetto assai complicato. Una buona idea potrebbe essere semplificare il complicato, cercando di non perdere l’essenziale.

Stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa

Sua santità Benedetto XVI, durante l’Incontro con le autorità e il corpo diplomatico di Vienna (7 settembre 2007) ha dichiarato:

Una grande preoccupazione costituisce per me anche il dibattito sul cosiddetto “attivo aiuto a morire”. C’è da temere che un giorno possa essere esercitata una pressione non dichiarata o anche esplicita sulle persone gravemente malate o anziane, perché chiedano la morte o se la diano da sé.

Come cantava Giorgio Gaber (Il corrotto), «stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa». La preoccupazione di Joseph Ratzinger è condivisibile: chi crede nella libertà, ossia nella autodeterminazione delle persone, deve prestare particolare attenzione alle pressioni che, se particolarmente invasive, possono di fatto costituire una limitazione della libertà individuale. Continua la lettura di Stranamente su questa teoria son d’accordo col Papa

Cosa prevede la legge

Il professo Franco Castelli di Milano scrive una lettera ad Avvenire (scovata grazie alle ultimissime dell’UAAR):

Direttore carissimo,
sono un diversamente abile con invalidità del 100%, ho vissuto la mia condizione sforzandomi di fare, con le diverse abilità disponibili e nel modo a me possibile, quello che fanno i normodotati. Sono diventato papà e docente universitario di ruolo. Ho lavorato sette ore e mezzo al giorno per i giovani laureandi fino al termine dei settantuno anni. Che cosa prevede la 194 per un embrione nelle mie condizioni, cioè con previsione d’invalidità del 100%?
I recenti gravissimi fatti di cronaca hanno riaperto in me una ferita sanguinante dall’entrata in vigore della 194. Per me è stato come se mi avessero tolto la cittadinanza italiana. La 194 prevede l’aborto terapeutico e se si prospetta la nascita di un figlio con invalidità del 100% di fatto lo si elimina. Quindi l’Italia non accetta come proprio cittadino un diversamente abile al 100% come me.

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