La moneta truccata

Una cassa contiene diecimila monete. Una di queste è truccata, e lanciandola in aria esce sempre testa, mentre tutte le altre sono normali, con eguali probabilità per testa e croce.
Prendo una moneta a caso e la lancio otto volte, ottenendo sempre testa.
È ragionevole concludere che abbia trovato la moneta truccata? Più in generale, dopo quanti lanci è ragionevole pensare di avere in mano la moneta truccata?

Send to Kindle

Cervello strapagato

Claudio Mésoniat, direttore del Giornale del Popolo, mostra nel suo editoriale odierno l’importanza di studiare matematica.
Nel riassumere i risultati di una ricerca – ricerca sulla cui bontà scientifica non mi pronuncio per mancanza di informazioni –, il direttore di uno dei tre quotidiani ticinesi scrive che “i cervelli strapagati del PNR 58 affermano…”.
I ricercatori che hanno lavorato a questo PNR 58 sono dunque, secondo Mésoniat, strapagati. Quanto? Lo scrive lui stesso all’inizio dell’editoriale:

Vi racconto una barzelletta. Crearla è costato un occhio della testa. Non a me, ma al “Fondo nazionale per la ricerca” che per ben 5 anni ha foraggiato 135 ricercatori, autori di 28 “progetti”, costati al contribuente la tonda cifra di 10 milioni di franchi.

Dieci milioni sono tanti. O no? Beh, facciamo due conti… in cinque anni ci sono sessanta mesi che corrispondono, senza contare le tredicesime, a sessanta stipendi. Dieci milioni diviso sessanta diviso centrotrentacinque (il numero di ricercatori) fa… è un calcolo difficile, di quelli che richiedono la calcolatrice e magari in redazione non ne hanno. Semplifichiamo: facciamo che i ricercatori sono 100 e le mensilità 50. Dieci milioni diviso cinquecento è un calcolo che tutti dovremmo riuscire a fare a mente: fa duemila. Duemila franchi al mese, arrotondati – di molto – per eccesso: in realtà saranno millecinquecento, probabilmente anche meno1 franchi al mese. Questi sono, secondo Mésoniat, i cervelli strapagati.

Send to Kindle
  1. 1.234,57, per la precisione. []

Altalena con pioggia

Sono al parco con mio figlio, quando scoppia un temporale.
Il pargolo si trova sull’altalena e si dondola felice, trasformandosi in una sirena di allarme per bombardamento atomico se provo a farlo scendere.
Decido, per minimizzare i danni della pioggia al piccolo e delle urla alle mie orecchie, di lasciarlo sull’altalena e di coprirlo, il più possibile, con un ombrello.
Ovviamente l’ombrello non è abbastanza ampio per coprire tutta la corsa dell’altalena: riesco infatti a proteggere circa un terzo del percorso che il pargolo compie avanti e indietro, ridendo beato.

Mi chiedo, mentre spero che smetta di piovere, se convenga coprire il terzo centrale oppure uno dei due estremi.

Send to Kindle

Un poliedro per zar

Leggendo un vecchio Urania1 trovato in una bancarella, mi sono imbattuto in questo passaggio (spero si riesca a leggere):

20120415-085839.jpg

20120415-085845.jpg
Un nuovo poliedro per zar e il suo Geomag.

Send to Kindle
  1. Cronomacchina molto lenta, una raccolta di racconti di Ian Watson. []