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Conosci te stesso con il test del DNA

Qualche giorno fa mi trovavo a Milano e, nella stazione della metropolitana di Missori, un manifesto pubblicitario ha attratto la mia attenzione.

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Un manifesto abbastanza brutto, ma ad avermi colpito non sono state né la scarsa estetica né la scarsa grammatica, bensì l’immagine positiva che si è voluta dare al DNA, molecola la cui cattiva fama, evidentemente, si limita agli OGM.

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Naturalmente chimico

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I poster che mostrano gli ingredienti presenti in alimenti come uova e banane mi sembrano molto belli e ben fatti.
Sicuramente utili per sfatare alcuni miti – ricordo un giornalista che fece analizzare un milkshake di McDonald’s riscontrando la presenza di molte sostanze chimiche, una scoperta terrorizzante solo per chi crede che gli esseri viventi non producano, in maniera perfettamente naturale, sostanze chimiche più o meno innocue.1 Continua la lettura di Naturalmente chimico

  1. Non ritrovo il riferimento preciso per cui le cose potrebbero essere diverse da come le ricordo. []

Gli OGM e la chimica

Se penso a chi, in Italia, fa divulgazione sui famigerati organismi geneticamente modificati –  per la cronaca: oggi è prevista la prima semina legale di mais OGM in Italia; chissà se arriverà al raccolto – se penso, dicevo, a chi fa divulgazione sugli OGM, i primi due nomi che mi vengono in mente sono Dario Bressanini e Silvano Fuso.
È una questione di biografia personale, anche recente – Silvano Fuso era a Genova all’incontro Italia per la scienza –, e ovviamente un altro avrà in mente i nomi, per esempio, di Anna Meldolesi o di Francesco Sala o di Antonio Pascale o di altri che ora non mi ricordo. Continua la lettura di Gli OGM e la chimica

Congiunzioni

Mi sono nuovamente imbattuto nella già incontrata rivista per i consumatori.

Un articolo denunciava la presenza di vitamine sintetiche in vari succhi di frutta.
«Le vitamine sintetiche sono presenti in dosaggi elevatissimi nei succhi di frutta. Questo non è sano.» Leggendo bene l’articolo si intuisce che il problema non è tanto la natura sintetica delle vitamine, ma la loro eccessiva presenza nei succhi esaminati – ma l’articolo rimane comunque ambiguo.

Un altro articolo riguarda il vaccino dell’influenza suina: uno studio dimostra che l’adiuvante squalene non è responsabile della sindrome della Guerra del Golfo. Sarebbe in ogni caso meglio non fare uso di vaccini con squalene, perché non si conoscono bene gli effetti.

Infine, una notizia sui rischi durante la gravidanza: «In gravidanza fate attenzione a certe piante. Alcune erbe e piante possono essere fatali per il feto. Se siete incinte consultate uno specialista. Durante la gravidanza, Pamela beveva ogni giorno una tazza di tè della salute alla consolida acquistato via internet.» Il figlio è nato morto.
Il titolo della notizia? “Naturali ma fatali”. In quella congiunzione avversativa c’è tutto il pregiudizio nei confronti dell’artificiale. Pregiudizio che, seppure indirettamente, ha avuto una tragica conseguenza (ammesso che la storia di Pamela sia vera e non ci siano stati altri fattori). Fortunatamente qualcosa di artificiale si è trovato: la tisana è stata acquistata via internet.

Contro gli scienziati

Giorni fa ho avuto modo di assistere a un simpatico dialogo tra il proprietario di una catena di solarium e un dermatologo.

Il proprietario di solarium sosteneva che la luce solare fa bene perché è naturale; alle obiezioni del dermatologo sulla pericolosità, soprattutto per chi ha la pelle chiara, dei raggi UV, il proprietario di solarium ha ribattuto che sì, alcuni raggi sono pericolosi, e infatti vengono filtrati dalle lampade artificiali, che lasciano passare solo quelli benefici.
In poche parole, andare in un solarium è salutare perché è naturale e artificiale allo stesso tempo. Continua la lettura di Contro gli scienziati

L’artificio

 Orarel, a proposito della recente sentenza su Eluana Englaro, scrive:

L’Unità online: «va sospesa l’alimentazione forzata che la tiene artificialmente in vita». Un bambino nutrito con il biberon è tenuto artificialmente in vita?

Premesso che artificiale e naturale sono termini abbastanza privi di senso e, in ogni caso, non implicano un giudizio di valore, come Orarel e forse l’articolo dell’Unità sembrano indicare (naturale è meglio di artificiale), io, alla domanda, risponderei di sì: un neonato nutrito con il biberon è tenuto artificialmente in vita, non a caso si parla di allattamento artificiale.1

Il problema non riguarda l’essere naturale o artificiale di determinate operazioni: la questione, qui, riguarda la volontà di una persona.

  1. Semplificando: in realtà si può riempire il biberon con il latte materno. []

Nulla è più artificiale del naturale

Giulio [Giorello]: Di fatto, non vi è nulla di più artificiale, di più culturale della definizione di naturale. In termini generali potremmo dire che la natura non è altro che l’insieme dei “poteri” delle cose, ovvero l’insieme dei fenomeni di cui facciamo esperienza. Sotto questo aspetto, l’artificiale è natura quanto qualsiasi altra cosa. Per fare un celebre esempio, la nave che costruiamo sta a galla per le stesse leggi dell’idrostatica che consentono a un albero sradicato dal vento e caduto in acqua di galleggiare. O, se si preferisce, il grano che coltiviamo a scopo alimentare produce le sue spighe sulla base di quegli stessi principi che consentono alla rosa selvatica di fiorire. Nemmeno i cosiddetti OGM eludono i vincoli della fisica e della biologia! Se fossero davvero “innaturali”, non vi sarebbero. Quando si contrappone naturale ad artificale, si vuole fare intendere che sia non naturale tutto ciò che è squisitamente umano, cioè ottenuto dalla volontà, dall’intelligenza e dalla forza dell’Homo sapiens, il quale è appunto anche faber – come se, castori a aparte, la capacità tecnica non fosse a sua volta una componente della natura, qualcosa che è emerso, assai lentamente, nel processo evolutivo.[…]

Umbero [Veronesi]: Natura, quante sciocchezze di dicono in tuo nome!
Giulio Giorello, Umberto Veronesi, La libertà della vita, Milano, Raffaello Cortina Editore, 2006, pagg. 30-35

Ashley

Ashley è una bambina di tre mesi, o meglio di nove anni.
La prima età è quella mentale, la seconda fisica: a causa di una encefalopatia di origine sconosciuta, non vi è praticamente stato alcuno sviluppo psichico, mentre il corpo non presenta problemi. Giusto per inquadrare bene la situazione, Ashley «non è in grado di tenere sollevata la testa, di cambiare posizione mentre dorme, di tenere in mano un giocattolo, mettersi a sedere, parlare, camminare, o alimentarsi autonomamente» (Giuseppe Regalzi su Bioetiche).

I genitori di Ashley hanno deciso, semplificando una questione in realtà molto più complessa, di cercare di bloccare la crescita fisica della figlia, con il fine dichiarato del benessere della piccola (per ulteriori dettagli si rimanda al giò citato articolo di Bioetiche). La scienza medica permette anche questo.
Il problema non è, ovviamente, solo medico. Prima di procedere, i genitori hanno consultato il comitato etico dell’ospedale e hanno recentemente aperto il sito The “Ashley Treatment”, nel quale raccontano le proprie esperienze. Continua la lettura di Ashley

Amore originale

Prima di Romeo & Giulietta c’erano Tristano & Isotta

Così è possibile leggere sulle locandine del film Tristano & Isotta di Kevin Reynolds, nelle sale dal 7 aprile. A parte la terribile e commerciale (“&”), che fa tanto pensare ad un legal thriller e non ad una storia d’amore, leggendo questo testo uno potrebbe chiedersi per quale motivo la precedenza temporale dovrebbe invogliare le persone ad andare al cinema. Continua la lettura di Amore originale

Naturalmente artificiale, artificialmente naturale.

Rocce di basaltoL’occhio ama giocare con le nubi e con le loro forme. Soffermando lo sguardo qualche secondo, è possibile scoprire strani e familiari aspetti: una nave, uno stivale, l’Irlanda, un angelo, il volto di un amico o di un parente. L’autore di queste eteree sculture è ovviamente lo sguardo, che appunto gioca con le masse di vapore acqueo: sappiamo bene che non vi è alcun demiurgo celeste che si diverte a scolpire le nuvole. L’unico lavoro è quello compiuto dalla nostra immaginazione: è infatti sufficiente distrarsi un attimo, o fissare il cielo da un altro punto di vista, e tutto svanisce: le nuvole sono forme stupide, casuali, talmente vuote di contenuto da essere in grado di accogliere qualsiasi aspetto. Continua la lettura di Naturalmente artificiale, artificialmente naturale.