Amore originale

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 1 mese 21 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Prima di Romeo & Giulietta c’erano Tristano & Isotta

Così è possibile leggere sulle locandine del film Tristano & Isotta di Kevin Reynolds, nelle sale dal 7 aprile. A parte la terribile e commerciale (“&”), che fa tanto pensare ad un legal thriller e non ad una storia d’amore, leggendo questo testo uno potrebbe chiedersi per quale motivo la precedenza temporale dovrebbe invogliare le persone ad andare al cinema.

Tristano & IsottaIniziamo con il chiederci a quale priorità temporale ci si riferisce. Quella narrativa è da escludere: è vero che la Cornovaglia dell’VIII secolo è antecedente alla Verona del 1500, ma se così fosse allora Reynolds avrebbe dovuto dirigere Adamo & Eva: senza ombra di dubbio la prima storia d’amore.
Rimane la priorità della narrazione: il ciclo bretone, da cui è tratta la storia di Tristano e Isotta, è del XII secolo, e riprende materiale ancora più vecchio, mentre le pene d’amore di Romeo e Giulietta vennero narrate la prima volta nel 1476 da un certo Masuccio Salernitano, anche se gli sfortunati amanti si chiamavano Mariotto e Ganozza e abitavano a Siena.

Rimane il dubbio: perché l’antichità di una storia d’amore è un merito? È la negazione del mito del progresso e l’affermazione del mito dell’età dell’oro: meglio l’origine del moderno, meglio il prima del dopo.
Trattandosi di storie d’amore la ricerca dell’archetipo può anche avere un senso, ma può essere esercizio utile notare alcune differenze tra l’amore di Tristano e Isotta e quello di Romeo e Giulietta.
Entrambe le coppie si innamorano e, alla fine, muoiono perché non possono tollerare una vita senza l’amato o l’amata. Tuttavia Tristano e Isotta si innamorano per colpa di un filtro d’amore e la morte per amore avviene in maniera naturale (nell’omonima opera di Wagner la Liebestod di Isotta è una delle pagine più belle del compositore), mentre per Giulietta e Romeo avviene il contrario: innamoramento naturale e morte provocata dal veleno. Non è roba da poco: viene capovolta la differenza tra naturale e artificiale, tra spontaneo e tecnico.
Siamo disposti a tollerare un simile capovolgimento? Wagner non lo era, e infatti il suo Tristano e la sua Isotta erano già innamorati senza saperlo. E neppure Reynolds lo è: a giudicare dalla sinossi presente sul sito del film, non vi è alcun riferimento alla pozione d’amore.
Ma allora di quale origine si va alla ricerca?

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