Congiunzioni

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 3 mesi 29 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Mi sono nuovamente imbattuto nella già incontrata rivista per i consumatori.

Un articolo denunciava la presenza di vitamine sintetiche in vari succhi di frutta.
«Le vitamine sintetiche sono presenti in dosaggi elevatissimi nei succhi di frutta. Questo non è sano.» Leggendo bene l’articolo si intuisce che il problema non è tanto la natura sintetica delle vitamine, ma la loro eccessiva presenza nei succhi esaminati – ma l’articolo rimane comunque ambiguo.

Un altro articolo riguarda il vaccino dell’influenza suina: uno studio dimostra che l’adiuvante squalene non è responsabile della sindrome della Guerra del Golfo. Sarebbe in ogni caso meglio non fare uso di vaccini con squalene, perché non si conoscono bene gli effetti.

Infine, una notizia sui rischi durante la gravidanza: «In gravidanza fate attenzione a certe piante. Alcune erbe e piante possono essere fatali per il feto. Se siete incinte consultate uno specialista. Durante la gravidanza, Pamela beveva ogni giorno una tazza di tè della salute alla consolida acquistato via internet.» Il figlio è nato morto.
Il titolo della notizia? “Naturali ma fatali”. In quella congiunzione avversativa c’è tutto il pregiudizio nei confronti dell’artificiale. Pregiudizio che, seppure indirettamente, ha avuto una tragica conseguenza (ammesso che la storia di Pamela sia vera e non ci siano stati altri fattori). Fortunatamente qualcosa di artificiale si è trovato: la tisana è stata acquistata via internet.

11 pensieri su “Congiunzioni

  1. Questa presunta santità del “naturale” non riesco proprio a concepirla.

    C’è ben poco di “naturale” nelle piante che coltiviamo o negli animali che alleviamo: sono frutto di selezioni e incroci “artificiali”, sono nutriti con elementi “artificiali”, in condizioni sicuramente non naturali (cosa c’è di meno naturale di una serra o di una stalla?).

    D’altro canto, anche la mela con il verme o la peronospora sono “naturali”, eppure non ci sono appelli che incitano a nutrirsi di mele bacate o di lasciare prosperare le malattie delle piante (almeno spero).

    Ad essere pignoli, nemmeno lavare frutta e verdura è “naturale”. 😉

    Mi sembra che abbiamo trovato una nuova forma di superstizione.

  2. Ah, la (dis)informazione fatta per emozioni a nuances lessicali. Nel mio libretto di logica proposizionale si dice che “ma” è da intendersi come connettivo vero-funzionale senza sfumature avversative, e questo non tutti i lettori della rivista emotivamente coinvolta lo sapranno. 😀
    Il nome della rivista qual è?

  3. E perchè rinunciare all’ ideologia? Nella lunga tradizione (italica, perlomeno) del “sindacato ideologizzato”, quello dei consumatori non fa eccezione. Mi viene in mente il movimento “slow food”, che sembra esserne l’ epitome.

    Certo, sembra strano che la difesa di un interesse conceda tanto all’ ideologia e tanto poco al pragmatismo.

    Invece non c’ è nulla di più naturale. Spesso queste riviste sono emanazione di associazioni che hanno un loro ruolo politico. E con la politica arriva subito anche l’ ideologia. L’ attrazione fatale è ben spiegata in questo libro: in politica le conseguenze marginali del mio consenso (voto) sono irrilevanti; questa felice “irresponsabilità” mi consente di abbandonarmi alle gioie dell’ ideologia

  4. Alla fine ciò che rende naturale un oggetto o un comportamento è solo l’abitudine. Vedere un oggetto fin dalla infanzia lo rende naturale e buono. Ritrovarselo in mezzo alla propria età adulta lo rende alieno ed artificiale quindi cattivo. E questo è un comportamento tipico della età adulta quando naturalmente si diventa conservatori (in politica, etica, religione ecc).
    Ovviamente tutto ciò dovrebbe essere controbilanciato da una buona dose di buon senso e intelligenza. Ma davvero vi aspettate queste due qualità negli Homo sapiens?

    Spero di mantenere il mio spirito anarchico (nel senso più largo possibile del termine) fino alla fine dei miei giorni.

  5. @Kirbmarc: Alla faccenda di lavare la frutta non ci avevo pensato (anche se si potrebbe ribattere: la lavo per riportarla allo stato naturale, togliendo i pesticidi artificiali).
    Non credo, comunque, che si possa definire nuova, questa superstizione.

    @il dizionario dei cazzari: Non ho capito: perché ma non dovrebbe essere avversativo? Ti riferivi solo alla logica?
    La rivista è “scelgo io”. Rivista svizzera: come vedi, non è vero che all’estero si sta sempre meglio.

    @broncobilly: Sempre a buttarla in politica!

    @fabristol: Quello del familiare è uno dei sensi di naturale, probabilmente il principale, certo non l’unico.
    Sull’intelligenza e buon senso negli Homo sapiens: io ci spero sempre!

  6. @troublesleeper: La rivista in questione parlava di rischio dato da betacarotene (precursore della vitamina a) e fumo (dare la colpa al succo di frutta e non alle sigarette è quantomeno curioso). Correlazione che avevo già sentito da altre fonti – ma concordo sulla fulminante analisi: «le info sono completamente sballate». 😉
    P.S: Mi inquieta un po’ quel “caro estinto” subito prima di un discorso sui funghi velenosi…

  7. @Ivo
    Sì, parlavo della sola logica. Grazie per il titolo della rivista. 🙂

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