Gli OGM e la chimica

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 6 mesi 5 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Se penso a chi, in Italia, fa divulgazione sui famigerati organismi geneticamente modificati –  per la cronaca: oggi è prevista la prima semina legale di mais OGM in Italia; chissà se arriverà al raccolto – se penso, dicevo, a chi fa divulgazione sugli OGM, i primi due nomi che mi vengono in mente sono Dario Bressanini e Silvano Fuso.
È una questione di biografia personale, anche recente – Silvano Fuso era a Genova all’incontro Italia per la scienza –, e ovviamente un altro avrà in mente i nomi, per esempio, di Anna Meldolesi o di Francesco Sala o di Antonio Pascale o di altri che ora non mi ricordo.

Io ho presente Bressanini e Fuso che curiosamente sono entrambi chimici. Trasformando un aneddoto in fenomeno sociologico, mi chiedo come mai due chimici si appassionino agli OGM?
Sempre per fare sociologia da quattro soldi, anzi da due, forse è una questione di naturale e artificiale, distinzione ovviamente molto presente nel dibattito sugli OGM. Immagino che chi studia chimica sia più sensibile di chi ha studiato altre discipline alla fallace distinzione tra naturale e artificiale, con il naturale buono e salutare e l’artificiale cattivo e nocivo.

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