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L’invenzione dell’omosessualità

Nel dicembre del 20091 Reset ha proposto una intervista a Joseph Massad della Columbia University e autore del saggio Desiring Arabs sul tema dell’omosessualità nel mondo arabo.

La tesi è, in soldoni, che l’omosessualità è una invenzione occidentale: nel mondo arabo non esistono “gay” ma semplicemente “uomini e donne che hanno rapporti con lo stesso sesso”.

Qual è allora in sintesi la differenza tra omosessualità “occidentale” e quella che lei chiama, nel suo libro, la pratica e il desiderio dello stesso sesso?

In definitiva, la prima è un’identità che rivendica una comunità socialmente riconosciuta insieme a diritti politici, mentre l’altra è una delle tante forme di intimità sessuale che va alla ricerca del piacere corporale.

La mia prima reazione è quella di una sofisticata e intellettuale (nel senso brutto) giustificazione della dichiarazione, rilasciata un annetto prima, di Mahmud Ahmadinejād: “Non esistono omosessuali in Iran”. Continua la lettura di L’invenzione dell’omosessualità

  1. Questo testo ha avuto un periodo di incubazione molto lungo []

La crisi dell’occidente un anno dopo

Circa un anno fa Marcello Pera lanciò un commuovente appello per salvare l’occidente in crisi:

Attaccato dall’esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida. Minato dall’interno da una crisi morale e spirituale, non trova il coraggio per reagire.

Questo è quello che rimane, oggi, del suo appello:

Per l’occidete - un anno dopo

L’occidente è proprio in crisi.

Su Internet Archive si può trovare il testo dell’appello, salvato dall’oblio e dal rinnegamento dei costumi millenari della nostra storia…

Il mondo senza Dio

Etsi Deus non daretur, come se Dio non ci fosse.
Questo motto caratterizza la modernità, l’illuminismo, e infatti Benedetto XVI, da sempre critico nei confronti della modernità, ha in più occasioni proposto il capovolgimento di questo principio: anche i non credenti dovrebbero agire come se Dio ci fosse.
Del rapporto tra cristianesimo e modernità si occupa una puntata di Fiumi dell’Eden, la trasmissione della radio svizzera dedicata alle religioni. A discutere sul tema vi è, oltre al teologo e pastore valdese Paolo Ricca, il sociologo delle religioni Carlo Prandi, il quale propone una lettura diametralmente opposta a quella di Ratzinger.

La modernità, ossia l’agire in autonomia, come se Dio non ci fosse, non è in opposizione al cristianesimo, bensì la diretta conseguenza: è la religione cristiana ad aprire la strada alla modernità e al laicismo.
Questo passaggio avviene in due mosse.
La prima mossa è l’introduzione di una temporalità lineare, in opposizione alla visione circolare del tempo:vi è un inizio e, soprattutto, una fine e, banalmente, senza di essi non vi può essere progresso.
La seconda mossa è la caduta: Adamo viene cacciato dal paradiso terrestre, per l’uomo non c’è più l’Eden divino, ma un mondo autonomo, desacralizzato, nel quale deve agire. Da questa seconda mossa nasce la scienza, la grande conquista della modernità.

Questi elementi, tuttavia, caratterizzano anche ebraismo ed islamismo, religioni alle quali è difficile cucire addosso il motto etsi Deus non daretur, motto che è comunque difficile legare ai cristiani ortodossi.
Carlo Prandi, almeno nei limiti della intervista radiofonica, sembra aver identificato una condizione necessaria ma non sufficiente, e la domanda di base rimane aperta: cristianesimo e modernità, o fede e ragione.

Il declino dell’occidente

Al Caffé filosofico, un tempo ritrovo affollato, Simplicio beve una tazza di té e legge alcune carte quando arriva Benedetto, suo caro amico.

Benedetto: Buongiorno, caro Simplicio. Ti dedichi alle sudate carte, vedo.
Simplicio: Definirle sudate è forse eccessivo, ma sono comunque faticose. Sono gli indici di una rivista, Il tramonto dell’Occidente. Il direttore ha deciso che tutto l’archivio deve essere reso accessibile su web entro un anno. Il tempo non è molto, e devo ancora identificare categorie e parole chiave per la catalogazione degli articoli.

Benedetto: Il tramonto dell’Occidente? Che titolo curioso. Continua la lettura di Il declino dell’occidente

Purezza

Nel 1939 il compositore spagnolo Joaquín Rodrigo scrisse il bellissimo Concierto de Aranjuez. Lo strumento solista di questo concerto è la chitarra, ed è una scelta insolita, per la musica classica. Diverso il caso della musica leggera o popolare, dove la chitarra è forse lo strumento più diffuso. Continua la lettura di Purezza

Musica e spiritualità

Breve resoconto dell’incontro su Musica e spiritualità, tenutosi presso l’aula magna Università degli Studi – Milano Bicocca il 19 marzo 2006.

Il tema centrale dell’incontro, dedicato alla memoria di Alessandro Nangeroni, studioso e ricercatore di temi antropologici e religiosi, è la musica come linguaggio spirituale e quindi universale, segno di unione dei popoli. Gli organizzatori hanno giustamente pensato di inserire, tra un intervento e l’altro, degli interessanti momenti musicali e spirituali. Continua la lettura di Musica e spiritualità

Ragionevolmente cristiani

Rodney Stark, professore di Scienze sociali in Texas, si lascia intervistare da Elena Molinari di Avvenire. Ne esce una interessante discussione su cristianesimo, ragione, democrazia e libero mercato.
Non è chiara la relazione tra ragione e capitalismo, a parte forse criticare il famoso saggio di Weber sul nesso tra capitalismo ed etica protestante. E non è neppure chiaro se secondo Stark l’Impero Romano si limitava ai dintorni di Roma, visto che “l’affermazione della civiltà occidentale avviene quando il cristianesimo ne diviene la religione dominante”.