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Cattiva divulgazione scientifica

Sto cercando di raccapezzarmi un po’ sulla condanna ai membri della Commissione grandi rischi per il terremoto dell’Aquila.
Se ho capito bene – ed è un grosso se –, la condanna non riguarda il non aver previsto il terremoto, ma l’errata comunicazione dei rischi. Insomma, di fatto è una condanna per cattiva divulgazione scientifica.

La cattiva divulgazione in generale e quella scientifica in particolare è un male, penso che si sia tutti d’accordo su questo. Non credo tuttavia che sei anni di carcere siano un sistema efficace per evitare il ripetersi di simili errori.

Aggiornamento

Di seguito alcuni articoli che ho letto e che ho trovato interessanti:

Darwin è morto

Non solo l’uomo di scienza – che oramai ci ha lasciati da centotrenta anni – ma la bella rivista che leggevo, anche se saltuariamente, con molto interesse.

Mi sembra che tutto quello che di sensato si possa dire sulla faccenda sia stato scritto su Il pianeta delle scimmie:

Dalla TAV alle celluli staminali le informazioni richiedono un incremento di conoscenza che va supportato da un editoria (Nature o di Science, tanto per citare esempi autorevoli), digitale e/o cartacea, autorevole e di peso per orientare il dibattito pubblico in modo corretto e trasparente. Solo se si hanno tutte le informazioni e si conoscono tutti i termini di una questione si può costruire un dibattito ampio e partecipato e sperare che le decisioni prese in un determinato ambito corrispondano ad un “consenso informato”.

Polemiche con i fiocchi (parte seconda)

Quasi un anno fa avevo ripreso una piccola polemica sulle punte dei fiocchi di neve: in genere sono sei, possono essere tre o dodici ma mai otto.
Da allora ho occasionalmente controllato la correttezza scientifica delle immagini dei fiochi nelle quali mi sono imbattuto.
Oggi ho trovato il mio iPhone pieno di fiocchi di neve a otto punte.

Sto per scrivere una recensione negativa di questa app sviluppata da Apple.

A proposito di una vignetta

Lisa Benson
Una infreddolita signora, costretta dalle basse temperature a vestire il suo adorato chihuahua con un delizioso golfino, si difende dal freddo bruciando alcuni libri sul riscaldamento globale, primo fra tutti Una scomoda verità (An Inconvenient Truth) di Al Gore. Continua la lettura di A proposito di una vignetta

Polemiche con i fiocchi

Accadde che sul sito della prestigiosa rivista Nature è apparso un fiocco di neve con ottagonale. Otto punte, invece delle classiche sei. Otto impossibili punte: a volte si formano fiocchi con tre o dodici punte, ma mai con cinque o otto: è fisicamente impossibile.
E così il professor Thomas Koop ha scritto una lettera a Nature,1 lamentando la presenza di questi impossibili fiocchi.

Il Guardian, nel riportare la notizia, parla di divisione tra le due culture: una esagerazione, tenendo conto che gli impossibili fiocchi sono soprattutto presenti in comunicazioni pubblicitarie – e la pubblicità non è proprio il prodotto di punta della cultura umanista.
Di certo è un problema di diffusione del sapere scientifico. Soprattutto perché, cercando con google “fiocco di neve 8 punte”, ho trovato i fiocchi di neve ottogonali creati, con la carta colorata, da bambini di prima e seconda elementare.
Certo, la creazione di fiocchi a sei punte è più complicata (anche se non eccessivamente, almenoa giudicare da questo video) e avrebbe richiesto un maggior impegno da parte dei maestri, e ovviamente non è ritagliando fiocchi di neve scientificamente corretti che si diffonde la scienza. Se fossi il padre di uno di quei bambini, avrei fatto comunque notare la cosa agli insegnanti – facendomi odiare da tutto il corpo docenti.

  1. Lettera accessibile a pagamento; non l’ho letta. []

L’origine delle specie in cento parole

Posto che la consegna – riassumere il testo di Darwin in un centinaio, per quanto abbondante, di parole – è impossibile da rispettare, cosa ve ne pare di questo riassunto?

Come spiegare la varietà degli esseri viventi e il loro splendido adattamento all’ambiente? La tesi di Darwin è la famosa selezione naturale. Le risorse, in natura, sono limitate, e alcuni individui, per svariati motivi, risultano più avvantaggiati di altri: una pianta con delle radici che si spingono in profondità, una lumaca con il guscio più robusto, e così via. Questi individui avranno più discendenti degli altri, e questo porterà alla diffusione, all’interno della popolazione, di quelle caratteristiche. Tutto ciò, ovviamente, finché l’ambiente non muta e, ad esempio, le radici profonde e il guscio robusto diventano un inutile impiccio. Una spiegazione semplice, elegante e incredibilmente potente, talmente potente da modificare radicalmente la nostra visione del mondo.

Si accettano consigli, opinioni e anche insulti (se motivati).

La crisi delle scienze italiane (senza neppure la consolazione della fenomenologia trascendentale)

Nel dicembre del 2006 mi abbonai a Newton.
Tra le riviste di divulgazione scientifica, era la mia preferita e la leggevo sempre con grande piacere. Era una delle poche riviste di divulgazione scientifica che voleva spiegare la scienza, non stupire (o spaventare) le persone con improbabili successi della tecnoscienza.

Qualche mese prima dello scadere dell’abbonamento, la RCS-Periodici ha iniziato a sollecitare, con una certa insistenza, il rinnovo dell’abbonamento. Non che non volessi pagare – semplicemente sono solito aspettare lo scadere dell’abbonamento, quindi dicembre.
Un mese dopo il rinnovo, è uscito il numero di gennaio 2008, l’ultimo numero di Newton. E qui un po’ di commenti sulla serietà della RCS-Periodici si potrebbero fare: davvero l’ufficio abbonamenti non sapeva che la loro rivista avrebbe chiuso i battenti di lì a poco? Continua la lettura di La crisi delle scienze italiane (senza neppure la consolazione della fenomenologia trascendentale)