Darwin è morto

closeQuesto articolo è stato pubblicato 6 anni 3 mesi 18 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Non solo l’uomo di scienza – che oramai ci ha lasciati da centotrenta anni – ma la bella rivista che leggevo, anche se saltuariamente, con molto interesse.

Mi sembra che tutto quello che di sensato si possa dire sulla faccenda sia stato scritto su Il pianeta delle scimmie:

Dalla TAV alle celluli staminali le informazioni richiedono un incremento di conoscenza che va supportato da un editoria (Nature o di Science, tanto per citare esempi autorevoli), digitale e/o cartacea, autorevole e di peso per orientare il dibattito pubblico in modo corretto e trasparente. Solo se si hanno tutte le informazioni e si conoscono tutti i termini di una questione si può costruire un dibattito ampio e partecipato e sperare che le decisioni prese in un determinato ambito corrispondano ad un “consenso informato”.

2 pensieri su “Darwin è morto

  1. Non amavo quella rivista che consultavo anch’io saltuariamente. La crisi nazionale probabilmente ha colpito ancora. O forse è una questione tecnologica, chi si interessa di questi temi di solito è agganciato ai network o alle riviste internazionali. Faticano anche le monografie scientifiche. Occorrerà accorgersi che il punto di svolta è stato raggiunto.
    Un Sorriso

  2. @il più Cattivo: Perché non la amavi?
    Comunque, visto che la poni in termini di questione tecnologica, mi pare che le riviste cartacee stiano declinando più velocemente di quanto quelle tecnologiche – non parlo di blog o costole internet di testate, ma di vere e proprie riviste che pubblicano online – si stiano sviluppando.

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