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Carissimo Toro

Perché volere la corrida?

Da un punto di vista utilitarista, si potrebbe dire perché la sofferenza del toro non raggiunge il piacere provato dagli spettatori – certo, è un utilitarismo cieco e insensibile, che preferisce amputare le gambe a un uomo al dare un calcetto negli stinchi a tutti gli altri esseri umani presenti e futuri, ma ogni meta-etica è bella a mamma sua.

Da un punto di vista deontologico? Quali sono i valori e i principi contenuti nella Corrida? Claudio Risé, su Il giornale di qualche giorno fa, giustifica la corrida come confronto con il lato selvaggio: Continua la lettura di Carissimo Toro

La natura non è cattiva

C’è del buono nell’articolo di Claudio Risé per Il mattino di Napoli «La natura è cattiva?».
Lo psicoterapeuta milanese rifiuta infatti ogni dicotomia tra uomo e natura:

Il fatto è che la natura non è altro, diverso da noi; noi stessi siamo, anche, natura.

Il problema è che questa interessante affermazione (dalla quale discende una condanna verso la noncuranza della natura) viene intesa da Risé come la necessità di un ritorno alle origini, una lontana età dell’oro nella quale vigeva l’armonia tra l’uomo e la natura, armonia spezzata dall’illuministo di De Sade (!).
La natura non ci è nemica: non nel senso che la natura non è né buona né cattiva, ma nel senso che ci è amica, è buona con noi se noi siamo buoni con lei.

Ecco un problema interessante: come dovrebbe comportarsi una persona che considera insensate queste affermazioni sull’armonia tra uomo e natura ma apprezza la condanna dello sfruttamento indiscriminato delle risorse naturali?

Il posto della filosofia

Claudio Risé, sulle colonne de Il Mattino di Napoli e, soprattutto, sulle pagine del suo sito, si chiede: «Perché[…] la religione e la scienza dovrebbero azzuffarsi?».

Già, perché non dovrebbe esserci un dialogo in grado di arricchire entrambe le parti?
Secondo Risé «le loro competenze [di scienza e religione] sono diverse: una si occupa del senso della vita e della morte e l’altra dei possibili modi per migliorarle». Forse Risé non se ne rende conto, ma questo è un ottimo motivo per non dialogare: che cosa mai potrebbero dirsi uno scienziato e un prete, uno impegnato a migliorare la vita umana e il l’altro tutto indaffarato a comprenderne il senso? Continua la lettura di Il posto della filosofia

Naturalmente maschi

Alex Quinn, dell’Università di Canberra, ha scoperto che con il caldo alcune lucertole australiane cambiano sesso: i maschi diventano femmine, mentre le femmine, pare di capire, rimangono tali.

Evidentemente le lucertole non hanno problemi di identità di genere. Gli uomini sì, c’è una ricca letteratura sul maschile e il femminile
Mi chiedo quanto, questa vasta letteratura, sia conscia della natura culturale della differenze di genere, della contrapposizione tra maschile e femminile.
Quando si parla di forze ed opportunità, come fa Claudio Risé in un articolo meno delirante di altri, si ha ben presente che non vi è praticamente nulla di naturale e che si stanno descrivendo due concetti generali, e non due concrete realtà?

Se A allora B

Il modus ponens è forse la regola di inferenza più semplice e immediata:

Se A allora B.
A.
Quindi B.

Se piove la strada è bagnata.
Piove.
Quindi la strada è bagnata.

La fallacia dell’affermazione del conseguente è la versione distorta del modus ponens:

Se A allora B.
B.
Quindi A.

Se oggi è domenica domani devo andare al lavoro.
Domani devo andare al lavoro.
Quindi oggi è domenica.

Riportate così, non è difficile smascherare la fallacia. In un discorso più ampio e articolato è invece facile scambiare la fallacia per l’inferenza, e prendere per dimostrazione quello che, al massimo, può valere come indizio. Continua la lettura di Se A allora B