Recensione consuntiva

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 1 mese 6 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Ho letto la recensione di Giancarlo Giardina al “libro” Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici) del “matematico” Piergiorgio Odifreddi.

Quella di Giardina non è una vera e propria recensione: l’autore si limita, giustamente, a discutere quegli aspetti del libro di Odifreddi che lo riguardano maggiormente in quanto filologo (è docente di filologia e letteratura latina a Bologna).
Riassumendo: Odifreddi è un cretino e un antisemita.

Odifreddi è un cretino quando interpreta “poveri di spirito” nel senso di idioti o quando, sempre su basi linguistiche, sostiene che gli ebrei fossero pagani e politeisti: Giardina è preciso e convincente nel liquidare le ardite interpretazioni di Odifreddi, e se devo fidarmi di qualcuno sull’origine del teonimo biblico Eloah nessuno si offenderà se preferirò un filologo a un matematico.

Odifreddi è un antisemita quando afferma che gli autori del libro della Genesi sono “un popolo di pastori mediorientali di tremila anni fa”. Secondo Giardina in questa frase è possibile «rintracciare due elementi preoccupanti: uno è il disprezzo verso gli ebrei, connotato […] in senso squisitamente razzistico […]; l’altra è il disprezzo di segno chiaramente classista per chi esercita un umile lavoro, come la pastorizia […]». Forse Giardina ha ragione e Odifreddi è davvero razzista e classista, però è difficile cogliere questo aspetto dalla citazione. Vi si potrebbe leggere anzi il contrario: è Giardina il classista che considera la pastorizia un lavoro da disprezzare, e prende quella semplice, e tutt’altro che improbabile, descrizione di Odifreddi per un insulto.
Le accuse di antisemitismo non si limitano comunque a quella affermazione: Giardina confronta alcuni passaggi del libro di Odifreddi con un altri passaggi di un testo di un gerarca fascista. Le somiglianze sono notevoli, ma stupisce che un filologo tragga conclusioni così nette da delle semplici somiglianze, tralasciando il contesto. L’obiettivo polemico di Odifreddi è la religione, e leggervi un attacco ai due principali nemici della “sinistra”, gli Stati Uniti e Israele, è perlomeno affrettato e sicuramente non argomentato.

La conclusione della nota di Giardina rasenta, purtroppo, la comicità: «Nell’indice dei nomi, ho per altro visto che sono citati George W. Bush (!) e Silvio Berlusconi (!?!): per un punto di metodo, mi sono rifiutato di controllare a quale proposito vengono citati quei due uomini politici appartenenti all’attualità mediatica nel contesto di un libro di esegesi biblica!».
Giusto: Bush e Berlusconi non sono esegeti, per quanto il primo pare sia un convinto lettore della Bibbia, e la loro citazione  è sicuramente superflua. Tuttavia Giardina, per punto di metodo, avrebbe potuto evitare di scrivere questo passaggio: «[…] la pubblicazione del libro dell’ebreo antisemita [sic] Ariel Toaff Pasqua di sangue (stampato nella “prestigiose” Edizioni del Mulino di Bologna, nel cui comitato editoriale siede lo storico Paolo Prodi, fratello dell’attuale capo del governo italiano).» Chiediamoci: a quale proposito viene citato Romano Prodi nel contesto di una nota ad un libro di esegesi biblica?

Il testo di Giardina poteva essere, come l’ha definita Giorgio Israel, una dotta recensione al testo di Odifreddi. Poteva, ma ha mancato l’obiettivo. Peccato.

12 pensieri su “Recensione consuntiva

  1. Caro Ivo, non sono d’accordo, e lo dico conoscendo Odifreddi.
    ” L’assonanza col motto di Søren Kierkegaard non possiamo essere cristiani e` invece soltanto pura omofonia: sta infatti a indicare non la supposta inadeguatezza del fedele, che gli impedirebbe di raggiungere un autentico rapporto personale con Cristo, ma la dimostranda assurdita` della fede cristiana stessa, che pretende di continuare a propinare all’uomo occidentale contemporaneo stantii miti mediorientali e infantili superstizioni medioevali.

    Andiamo dunque insieme alla scoperta di questi miti e di queste superstizioni, per mostrare candidamente che non tutto va per il meglio nella (sedicente) migliore delle fedi possibili. Se poi i panglossiani « credini » e « iddioti » manterranno ottimisticamente il loro Credo e il loro Iddio, saremo tutti felici: in fondo, e anche per principio, l’ateismo non e` una fede, e non fa opera di sconversione. Rivendica soltanto, cristianamente,[ ? ] di poter dare alla Ragione cio` che e` della Ragione. E non dimentica, volterrianamente, che bisogna coltivare anche il proprio giardino, e non soltanto quello dell’Eden. ”
    http://www.vialattea.net/odifreddi/nonpossumus.htm

    ” «Rabbi, di lei sappiamo soltanto ciò che ci dicono i «Vangeli». Si riconosce in quell’immagine?»

    Certamente no. Essendo rivolti ai pastori analfabeti della Palestina di duemila anni fa, i «Vangeli» forniscono un’immagine di me che all’uomo tecnologico contemporaneo non può non apparire anacronistica. Comunque, quell’immagine era inattendibile anche allora: Marco e Luca non mi conoscevano neppure, tutti gli evangelisti riportano parole dette e fatti accaduti decenni prima che li scrivessero, e il canone è un’invenzione del concilio di Roma del 382.[ ??? ] ”
    http://www.vialattea.net/odifreddi/Gesu.htm
    ( Nella medesima intervista Gesù si fa- facendo confusione tra cose diverse e cose immaginate- “faceva asciugare i capelli da una prostituta”, antesignana delle moderne sciampiste si vede… )

    “O almeno, non nelle forme fumettistiche della religione tradizionale, rivolte ai pastori analfabeti della Palestina di due o tremila anni fa, e dunque[ ??: non sequitur ] anacronistiche e superficiali per l’uomo tecnologico occidentale di oggi. ”
    http://www.vialattea.net/odifreddi/religioni.htm

    ( Odifreddi non si limita affatto a rilevare la pastorizia. Oltre alle fesserie linguistiche, testuali, storiche e filologiche, i pastori mediorientali NON ERANO ANALFABETI. Vivevano in una civiltà ORALE, cosa del tutto diversa. Per essere analfabeti bisogna non saper leggere e scrivere in una società alfabetizzata. Invece, quando si sa leggere e scrivere in una società alfabetizzata e si pronunciano sciocchezze su oralità e scrittura, si è solo ignoranti– e, nei confronti delle popolazioni “criticate”, solo dei razzisti culturali. )

  2. Non sei d’accordo? Di preciso, su cosa non sei d’accordo?
    Giardina afferma che Odifreddi è un cretino e un antisemita. Io ho scritto che la prima affermazione è perfettamente documentata, la seconda no.
    Anche le tue citazioni mi sembrano confermare la prima tesi, non la seconda.

    Per quanto riguarda l’analfabetismo: è vero, l’accusa ha senso solo in una società alfabetizzata (vedi i corretti distinguo riferiti a Carlo Magno che non sapeva leggere). È però vero che una narrazione prodotta in una civiltà orale è diversa da una narrazione prodotta in una civiltà orientata alla scrittura (non sto ovviamente dicendo che l’affermazione di Odifreddi sulla forme fumettistiche e anacronistiche sia corretta).

    In generale, non apprezzo l’illuminismo sotto vuoto di Odifreddi, ma non mi sembra che meriti l’accusa di razzismo o di antisemitismo, e neppure quella di essere manifestazione dell’odio della sinistra verso le democrazie liberali (che è l’accusa di Giardina).
    Mostrare le sua castronerie come tali mi sembra più che sufficiente per archiviare i suoi scritti e passare oltre.

  3. Ehm, hai ragione… in disaccordo con cosa?
    Non lo so. Credo che volessi scrivere “Non lo sopporto Odifreddi, Giardina nonostante tutto lo capisco, non sono d’accordo a liquidare così Giardina”.
    Questo capita quando scrivo un commento, vado al telefono mezz’ora e poi l’incipit lo scrivo alla fine.
    Dirai: “Eh?”. Appunto.
    Es una vida dificile, muy compleja… 🙁
    Insomma, pardon!

  4. Quest’ultimo commento è da incorniciare. E non scherzo.
    È così raro vedere qualcuno ammettere di essersi sbagliato (in tv, sui giornali, sui blog, dappertutto!) che è persino commovente.

    Un saluto

  5. Sono d’accordo con marcoz: da incorniciare.
    Anche perché eno mica ha scritto chissà cosa: ha semplicemente detto la sua opinione su Giardina e Odifreddi.
    Sono io il viscido che non si compromette e può, appunto, uscirsene con un generico “ma io ho solo detto che…” da vero infingardo! 😉

  6. Come dico sempre a mia moglie: io non sono permaloso, siete voi che siete offensivi!
    (non sono sicuro che questa affermazione c’entri qualcosa, ma dovevo citare mia moglie per commuoverla e non farla arrabbiare quando saprà che sono passato in libreria, oggi…)

  7. Ciao Ivo, scusa se ti contraddico, ma per quanto riguarda Odifreddi e il suo presupposto anti-semitismo basta leggere l’intervista immaginaria a Hitler (sì, perchè il matematico laico e loico non ha di meglio da fare che intervistare personaggi morti così da fargli dire quello che vuole lui!) dove va ben oltre il razzismo, arriva persino al negazionismo puro, uscendosene con belle novità del tipo: “Il mio modello per la soluzione del problema ebraico è stato il modo in cui gli Stati Uniti avevano risolto l’analogo problema indiano: un genocidio sistematico e scientifico dei diciotto milioni di nativi che vivevano nell’America del Nord” sarebbe bastato che l’esimio torinese leggesse un qualunque libro di storia per scoprire che i nativi in America del Nord erano 800.000 all’epoca dell’invasione, e ne vennero uccisi violentemente, fra scaramucce e quant’altro, poco più di 20.000. E ancora: “Quanti indiani rimangono negli Stati Uniti, oggi? Qualche centinaio, mantenuti in riserve come i bisonti”. Gli indiani censiti attualmente sono 2 milioni e mezzo, e con la gestione dei casinò sono molto più ricchi di me e di te. E avanti: “E quanti ebrei rimangono invece, al mondo? Milioni, e hanno addirittura uno stato tutto per loro: il quale, tra l’altro, sta mostrando di aver imparato la nostra lezione sul come trattare le minoranze etniche”. Se non è anti-semitismo questo non saprei cos’altro lo è! E poi ancora con affermazioni al limite del codice penale riprese da Elie Wiesel come: “tutti gli assassini dell’Olocausto erano cristiani, e il sistema nazista non comparve dal nulla, ma ebbe profonde radici in una tradizione inseparabile dal passato dell’Europa cristiana”, evidentemente il nostro matematico è troppo impertinente per sapere che Pio XI fu il primo capo di stato a condannare ufficialmente il terzo reich come regime totalitario e PAGANO attraverso l’enciclica Mitt Brenneder Sorge nel 1937, e fu lo stesso Hitler a dire di essere nato in una famiglia di cattolici per distruggere dall’interno il cattolicesimo, e le sua pazzie eugenetiche, così come i suoi deliri apocalittici, derivano da una cultura orrenda che aveva completamente rifiutato Dio, e della quale il comunismo (tanto ammirato da Odifreddi) era solo l’altra – perversa – faccia della medaglia. Ma Odifreddi queste cose le fa dire a Hitler, che è morto da 60 anni, giusto perchè così non si assume la responsabilità di averle dette:
    segui il mio consiglio, lascia stare quell’ateo nichilista che ha elevato la mediocrità a sistema di pensiero.

  8. @alfredo: Trovo giustissimo evitare chi “eleva la mediocrità a sistema di pensiero”, ma non capisco bene perché evitare anche gli atei nichilisti…

  9. Caro Ivo, devo fare una piccola osservazione sulla tua osservazione: la mia ultima frase aveva una particolare strutturazione proprio in quel senso, infatti le due proposizioni “quell’ateo nichilista” e “ha elevato la mediocrità a sistema di pensiero” sono interlacciate da una congiunzione subordinativa (“che”) come connettivo logico, e, a parte che avrei certamente fatto meglio a sceglierne un’altra il senso era che io disapprovo Odifreddi non solo come ateo nichilista, ma proprio perchè HA ANCHE elevato la mediocrità a sistema di pensiero. Inolte, proprio per questo motivo avevo specificato di stare alla larga da “quell’ateo nichilista” (proprio perchè ha elevato la mediocrità a sistema di pensiero), e non già da tutti gli atei nichilisti (che possono essere quanto di meno mediocre io e te possiamo immaginare, ma il cui pensiero resterà per me incondivisibile). Mi scuso ma avrei dovuto essere pù preciso nella strutturazione logica. Comunque il mio post era riferito soprattutto alle castronerie storiche del nostro ideologo torinese, appositamente confezionate e manipolate per essere recepite da un pubblico di ignoranti.
    Saluti
    Alfredo

  10. Gli interventi di alfredo sono un po datati ma li ho letti ora: non posso essere d’accordo con lui.
    Si capisce molto di più quando scrive che il pensiero ateo sarà per lui “sempre incondivisibile” è evidente che le sue argomentazioni derivano dalla sua “posizione religiosa”. Quando afferma che Odifreddi avrebbe elevato a sistema di pensiero la mediocrità però non ho resistito.E’ posibile che vengano presentate castronerie storiche però (da scienziato come è) sono sempre presenti le fonti (e sono tante) cosa che non vedo nelle affermazioni di alfredo: perchè dovrebbero essere quelle giuste ? il metodo scientifico, tra le altre cose, prevede questo. Purtroppo in italia raramente viene adottato, abbiamo una grande tradizione umanistica (e religiosa) molto meno sappiamo di scienza e di metodo scientifico

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