Ricerche filosofiche

Truffa ontologica

Due brevi citazioni da Sans Papier di Maurizio Ferraris:

In considerazione di quanto si è detto sin qui, non stupirà certo che la legge costitutiva degli oggetti sociali sia Oggetto = Atto Iscritto: gli oggetti sociali consistono nella registrazione di atti che coinvolgono almeno due persone e che sono caratterizzati dal fatto di essere iscritti su un supporto fisico qualunque, dal marmo ai neuroni, passando per la carta e i computer.
p. 72

Senza iscrizione non c’è oggetto sociale, nel senso, banale, che un atto sociale che non venga iscritto nell’accezione sin qui precisata si riduce a un puro flatus vocis. […] Ciò premesso, le iscrizioni possono ovviamente essere simulate, in maniera esplicita (un matrimonio a teatro, al cinema, in un romanzo, con tutte le differenze intrinseche a queste tre situazioni), o implicita (truffe, assegni a vuoto).
p. 90

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Pensieri inutili

Esistiamo solo nella misura in cui possiamo provarlo

Robert B. Reich, ministro del lavoro ai tempi di Clinton, si è ritrovato a Barcellona, grazie alla indubbia abilità di un ladro, «senza né il passaporto, né la patente di guida, né le carte di credito né alcun altro documento». Lo racconta in un articolo pubblicato su l’Unità.

Le conclusioni di Reich sulla necessità dei documenti non sono certo una novità: è il problema della ontologia sociale e della documentalità. Un passaggio merita tuttavia di essere citato:

Ci piace pensare che esistiamo perché abbiamo una coscienza. Cogito ergo sum – sono perché so che sono. Ma provate ad usare questa logica con l’addetto ai biglietti dell’aeroporto o con un responsabile della sicurezza. Provate a dirlo ad un bancomat. Esistiamo solo nella misura in cui possiamo provarlo.

Esistiamo solo nella misura in cui possiamo provarlo.

Dialoghi filosofici

Gossip filosofico

Maurizio – sfogliando una rivista di gossip opportunamente mimetizzata tra le fotocopie di Die apriorischen Grundlagen des bürgerlichen Rechtes di Adolf Reinach: Non si finisce mai di imparare!

Ludovico: Cosa hai scoperto di nuovo, caro Maurizio?

Maurizio: Il 28 settembre 2006 Anna Nicole Smith e Howard K. Stern si unirono in matrimonio. Come ha dichiarato Michael Scott, portavoce della Smith, i due si sono «scambiati i voti davanti a Dio», dimenticandosi tuttavia di scambiarseli di fronte alla legge: «non è stato un evento formale o legale», non vi era nessuna licenza matrimoniale.
Per il resto, c’era tutto: l’abito bianco, il bouquet, gli anelli, i testimoni e un ministro battista che ha pronunciato le parole “marito e moglie”. Continua a leggere →

Ricerche filosofiche

L’essere del nulla: dai pacs ai dico

Una riflessione filosofica sulla recente legge italiana sulle unioni civili.

Premessa prima: un abbozzo di ontologia sociale

L’ontologia è quella disciplina filosofica che si occupa di descrivere come esiste ciò che esiste, lasciando da parte la questione su come conosciamo ciò che esiste, domanda riservata alla gnoseologia.
Dal momento che, oltre a oggetti materiali come sassi e case, esistono cose come i governi e i contratti di affitto, occorre studiare anche l’esistenza di questi strani oggetti sociali: di questo si occupa l’ontologia sociale.

Ebbene, come esiste un oggetto sociale, ad esempio un contratto di affitto? È ovvio che la sua esistenza è in un certo qual modo separata da quella dell’edificio: i danni alla costruzione provocati, ad esempio, da un incendio non equivalgono a danni al contratto, e anche in caso di completa distruzione dell’immobile il contratto, semplicemente, è da considerare rescisso, non distrutto.
Secondo Maurizio Ferraris l’esistenza degli oggetti sociali è determinata dall’esistenza di registrazioni: è il testualismo debole, gli oggetti sociali esistono all’interno di un testo. Semplificando, il contratto di affitto esiste perché esistono i notai. Continua a leggere →

Ricerche filosofiche

Chi ha fatto tutto ciò?

Un commento di Eno mi invita a riflettere sulle collettività:

una collettività è innanzitutto una stenografia, un nome breve, un po’ arbitrario e riassuntivo, per tutti i suoi membri.

In seconda battuta la collettività è anche di più, e perfino “fa”: è l’intreccio delle azioni individuali, il sorgere di effetti involontari da azioni volontarie, il sorgere di norme spontanee.

Ma questo “essere di più” noi possiamo capirlo solo se cominciamo dal basso, cioè pensiamo che gli individui sono i basamenti e il resto, lungi dall’essere fuffa o nuda nomina, ci poggia sopra.

Riassumendo in maniera abbastanza brutale: le collettività esistono, sono soggetti a tutti gli effetti, tuttavia sono soggetti derivati, soggetti di secondo ordine rispetto agli individui che costituiscono il primo ordine. Continua a leggere →