Il viagra morale è scaduto

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 5 mesi 15 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

“Viagra morale” è una notevole espressione coniata, se non sbaglio, da Daniel Dennett per riferirsi alle teorie che vedono nella religione il fondamento ultimo dell’etica. Se è vero che la religione migliora il nostro senso morale, allora la credenza in Dio è una sorta di viagra morale.

Ma è poi vero che credere in Dio rende le persone più buone?
Senza nessuna pretesa di scientificità, ho scoperto che tra i prestatori di Kiva, il sito che si occupa di micro credito, il gruppo degli Atei, Agnostici, Scettici, Liberi pensatori, umanisti e non religiosi ha prestato soldi per 1,649,075 dollari, mentre i Cristiani per appena 1,003,800.
Il numero di prestiti per persona è in realtà più alto per i cristiani, e Kiva non costituisce che un piccolo spazio nel quale manifestare la propria moralità. Ugualmente, credo che si possa comunque affermare che i non religiosi sono morali quanto i religiosi. Insomma, il viagra è scaduto e non funziona.

12 pensieri su “Il viagra morale è scaduto

  1. Eppure, pensandoci, cos’è che spinge il laico all’altruismo a distanza? Perchè, se da una parte è maggiormente comprensibile l’altruismo del credente cristiano cattolico, a causa del dettato dottrinale di quella confessione, e per altro verso è parimenti comprensibile l’altruismo prossimale del non credente che “facilita” i geni dei parenti prossimi, è più difficile scoprire quale sia la molla che scatena l’altruismo ateo o laico distale nei confronti di perfetti sconosciuti verso i quali non sussisterebbero nè vincoli genetici nè imposizioni confessionali.
    Una modesta risposta al tuo rilievo è che probabilmente il mondo dei credenti utilizza canali diversi da kiva.
    Una modestissima risposta al mio dubbio iniziale è che il pungolo morale agisce come un tarlo empatico che si risolve parzialmente nel tentativo di “guarire”, attraverso l’aiuto altruistico, un proprio fantasma interiore.
    In pratica una sorta di quello che è la regola aurea in filosofia morale, che può essere mediata da un ente come Dio o da altri contenuti cognitivi.

  2. @paopasc: Fare una donazione con Kiva è facile e veloce: la lontananza delle persone che aiuti è compensata dalla facilità del gesto.
    Curiosamente, nella mia pagina ho scritto “il mondo è piccolo” come motivo…

  3. Sarei preoccupato se credere in Dio rendesse le persone più buone.
    Pensare che Dio sia uno strumento verso il bene apre a quesiti innumerevoli.

    Se Dio è diverso dal bene. Se lo strumento verso il bene dev’essere per forza buono. Se lo strumento dev’essere in qualche senso “vero”. Se le persone abbiano bisogna di qualche ente eteronomo per “diventare” buone. Se prima di rendersi buone le persone erano altro. Se è la credenza in Dio l’essenziale e non Dio stesso.

    Se tutto sommato, visto che la credenza in un dio è un doping morale, non sia più fair play gareggiare verso il summum bonum senza quest’aiutino chimico. 😀

    E’ comunque immaginosa l’idea di una campestre gara di sacchi verso la bontà.

  4. Non conoscevo kiva, grazie per questo post.
    Relativamente alla generosita’, penso che la religione non vi abbia nulla a che spartire, come il vaticano ci insegna. L’unico interesse che hanno i religiosi nei confronti delle persone del terzo mondo e’ di utilizzare la religione per imporre il proprio potere, non di aiutarle a vivere secondo i loro modi e costumi. Quella di aiutare i poverelli e’ solo una operazione di marketing dei capi per vivere nel lusso piu’ sfarzoso.
    Coloro che donano alla chiesa, direttamente o meno, lo fanno per comperare alla propria anima un angolo di paradiso, che non si sa mai, piuttosto che perche’ gli interessi qualcosa della sartina del bangladesh.
    I Cristiani che eccepiscono a cio’ e gli atei lo fanno invece spinti dal semplice meccanismo di kin selection per cui nel villaggio ci si aiuta gli uni con gli altri. Ci siamo evoluti cosi’, e’ scritto nei nostri geni e l’unica cosa che e’ cambiata e’ il confine del villaggio.

  5. @eno: In pratica, proponi di squalificare il team dei cristiani per aiuto illecito?

    @Tupaia: Adoro le tue analisi – forse un po’ troppo schematiche e cariche di livore, ma in fondo mi sa che le adoro anche per questo!

  6. Ivo: livore… puo’ darsi, ma dopo 2000 anni di “Dio e’ amore” uno si rompe le scatole a sentire ‘ste stronzate 😀
    A proposito di generosita’, ero in dubbio sel lasciare quel commento, temendo che ti arrivassero 50 risposte infuriate per colpa mia. Se dovesse accadere non fare l’egoista, mandamene qualcuno sul blog e spartiamoceli

  7. Chissà se il “credente” è più buono. Saperlo è praticamente impossibile, anche perchè non basta certo confrontarlo con il “non credente”, bisognerebbe invece confrontarlo con se stesso qualora non credesse.

    E poi è dura trovare una proxy statistica affidabile per la “bontà”.

    Più facile trovarla per la “generosità”.

    In questo caso la ricerca più estensiva fatta in America (Arthur Brooks, Who really cares) parla chiaro: il conservatore è in genere più “generoso” del liberal, il liberal religioso è più “generoso” del liberal ateo, il conservatore fondamentalista è di gran lunga il più “generoso” in assoluto.

    Esemplare: Bidens/Palin

  8. @broncobilly: C’è una correlazione – il che non significa che la religiosità sia causa di generosità.
    Non è neppure da escludere che i credenti siano più generosi perché la comunità alla quale appartengono esercita pressioni affinché si comportino bene.

    Non vorrei esagerare con le analisi serie a un post più che altro faceto.

  9. Molti dei lettori di questo blog mi definirebbero un “cristiano fondamentalista”, o cose del genere. Ebbene, avete ragione: non sono migliore di voi. Non solo, ma da quando ho conosciuto i cristiani nessuno di loro mi ha detto che stando con loro sarei diventato più buono.

    PS: non conoscevo Kiva, ma come funziona? Quando fai la tua offerta ti chiede di che religione sei?

  10. @Galliolus: Kiva funziona così: tu fai prestiti, che ti vengono restituiti senza interessi. Tecnicamente non è neppure beneficenza (a parte l’offerta che eventualmente fai a Kiva, loro consigliano il 15%).
    Non ti chiedono la religione ma, come prestatore, puoi iscriverti a un gruppo e fare le tue donazioni come gruppo. Per dire: c’è il gruppo australiano, il gruppo Obama, il gruppo GLBT…

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