I buchi di Darwin

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 4 mesi 13 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Interessante intervista di Mario Gargantini a Eva Jablonka: I «buchi» di Darwin.
Eva Jablonka è «una studiosa di origine polacca che vive e insegna all’Università di Tel Aviv e si propone nientemeno che di “mettere in discussione quella versione genocentrica del neo-darwinismo che negli ultimi cinquant’anni ha dominato il pensiero biologico”».

Eva Jablonka viene descritta come una sorta di eretica emarginata dagli accademici ortodossi neodarwiniani, nonostante lei rifiuti il fondamentalismo dei creazionisti americani (quelli europei no?).

Quali sono le tesi di Jablonka?

Insomma, le mutazioni casuali non sono l’unico modo di trasmettere l’informazione ereditaria e quindi tale trasmissione non sarebbe il risultato di una grande roulette ma farebbe intravedere dei percorsi in qualche modo guidati. Quella genetica è solo una delle strade, una delle dimensioni, come le chiama Jablonka; ad essa vanno aggiunte quella cosiddetta epigenetica, quella comportamentale e quella simbolica.

Non a caso il libro che la ricercatrice israeliana ha scritto insieme a Marion J. Lamb si intitola Evoluzione in quattro dimensioni.

Poco da dire: l’evoluzione è un processo complesso, e ben vengano queste dimensioni aggiuntive.
L’eroina di Avvenire non è oltretutto la sola a riconoscere questi problemi: commentando una ricerca sull’ereditarietà dei caratteri acquisiti, Sylvie Coyaud afferma in tutta tranquillità: «Separare caratteri epigenetici e genetici è un buon modo, riduzionista, per fare ricerca, nella vita non funziona».
Quanto alla dimensione simbolica, il fatto che nell’intervista venga evocato Cassirer dovrebbe almeno far intuire che forse non è compito dei biologi studiare i simboli.

Uno arriva in fondo all’articolo e si chiede: i buchi di Darwin, citati nel titolo, dove sono?

Un pensiero su “I buchi di Darwin

  1. I buchi in effetti non si vedono. Aggiungo che gran parte dell’opposizione fra la Jablonka e il neodarwinismo mi pare retorica. Delle quattro dimensioni che cita nel suo libro, tre sono accettate anche dai neodarwinisti (simbolica, culturale e ovviamente genetica). Sui fattori epigenetici, quello è un campo nuovo (non si tratta certo del vecchio Lamarckismo) e tutto da verificare. La ricerca sui polli e i pulcini citata dalla Coyaud è interessante, ma mi piacerebbe sapere se qualcuno è riuscito a replicare quei risultati! Non che non mi fidi ma…
    Comunque, è tutta scienza. Se i creazionisti o gli scettici di Avvenire sperano di trarne qualcosa, leggano e studino (che hanno molto bisogno).

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