Centoquaranta caratteri, o del perché nella vita ci vogliono dei limiti

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 11 mesi 18 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Twitter impone, per i suoi tweet, la lunghezza massima di 140 caratteri; Facebook, invece, non ha limiti.
Benché spesso sia difficile restare sotto i 140 caratteri, credo che il limite imposto da Twitter costringa a una maggior cura del testo – e delle idee, per quanto ciò non sia necessariamente vero – rispetto a Facebook.

Paolo Beltraminelli, consigliere di Stato ticinese,1 conferma questa mia tesi: basta confrontare la versione Twitter e Facebook del medesimo commento:

Twitter
Facebook
  1. Per chi è di passaggio: membro del governo cantonale []

2 pensieri su “Centoquaranta caratteri, o del perché nella vita ci vogliono dei limiti

  1. In 140 caratteri: interessante Contiene informazione sfuggitami ma manca la tua posizione in proposito e mi interesserebbe Esempio efficace

  2. @marina: La mia posizione è, come scritto, che “il limite imposto da Twitter costringa a una maggior cura del testo – e delle idee, per quanto ciò non sia necessariamente vero – rispetto a Facebook”.
    Sviluppando: ho un’idea. La esprimo in 140 caratteri?
    Sì: allora lo faccio.
    Sì, ma a fatica: mi sforzo.
    No, è impossibile: la sviluppo altrove e poi penso a un riassunto di 140 caratteri da mettere su Twitter.
    In tutti i casi, il messaggio arriva in meno di un minuto.

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