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Solitudine

Assuntina Morresi, su Avvenire, racconta la tragica storia di Kerrie Wooltorton.
La ragazza ha tentato più volte il suicidio e c’è finalmente riuscita rifiutando le cure mediche – rifiuto che i medici hanno rifiutato sia per la presenza delle living will (il testamento biologico) sia perché la ragazza, che è arrivata cosciente in ospedale, si è dimostrata molto determinata e sicura di se.

Il riassunto di Assuntina Morresi è impeccabile: si tratta di una storia di autodeterminazione e solitudine – anche se, a leggere alcuni resoconti della stampa inglese, aveva vicino a se parenti e amici, ma la solitudine non è solo questione di quante persone hai intorno.
Il problema è che l’autrice sembra convinta che si tratti di una storia di autodeterminazione e quindi di solitudine, come se l’unico modo per stare vicino a una persona fosse non rispettare la sua volontà.
Nel finale dell’articolo, sembra quasi che una possibile soluzione al tragico evento possa essere ridurre il potere giuridico del living will, dando ai medici la possibilità di ignorare le volontà del malato – il che avrebbe probabilmente salvato la vita a Kerrie, ma certo non l’avrebbe fatta sentire meno sola.

Il desiderio di suicidarsi della ragazza nasce dall’impossibilità di avere figli.1
Forse, e sottolineo forse, sarebbe stato di maggiore aiuto Julian Baggini che, sul Guardian, difende la dignità di una vita senza figli.

  1. Morresi parla di una malformazione, il Sun entra nel dettaglio parlando di due vagine – uterus didelphys – mentre il Daily Mail si mantiene su un generico «difficulties with intimate relationships». []

L’imperativo categorico di Volontè

È stato facile ironizzare sulle affermazioni di Volontè al Meeting di CL.
Tuttavia il suo argomento (in una società con 40 milioni di omosessuali non nascerebbero più bambini), per quanto surreale possa apparire, non è del tutto infondato e ricorda vagamente l’imperativo categorico di Kant nella sua formulazione generale:

Agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che diventi una legge universale.

Non so se Volontè avesse effettivamente in mente Kant quando ha sparato la sua illuminata critica ai PACS. Ad ogni modo, la nobiltà del riferimento serve a poco: l’omosessualità non è una massima morale, e pertanto non è possibile applicare l’imperativo categorico. Continua la lettura di L’imperativo categorico di Volontè

Fenomenologia delle previsioni del tempo

Le previsioni del tempo, meglio conosciute come il meteo, sono in genere divise in due parti distinte.
Nella prima si possono sentire espressioni come “fronte di alta pressione”, “anticiclone”, “sistema frontale occidentale”, “vasta depressione” e così via. Tutte espressioni che non significano assolutamente nulla, e infatti questa prima parte non comunica assolutamente nulla: non si capisce se domani farà bello e brutto tempo, se sarà meglio prendere l’ombrello, se si può uscire solo con un maglione di cotone o se è meglio prendere anche la giacca, se si può organizzare una passeggiata o è meglio andare al cinema. Continua la lettura di Fenomenologia delle previsioni del tempo