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Solitudine

Assuntina Morresi, su Avvenire, racconta la tragica storia di Kerrie Wooltorton.
La ragazza ha tentato più volte il suicidio e c’è finalmente riuscita rifiutando le cure mediche – rifiuto che i medici hanno rifiutato sia per la presenza delle living will (il testamento biologico) sia perché la ragazza, che è arrivata cosciente in ospedale, si è dimostrata molto determinata e sicura di se.

Il riassunto di Assuntina Morresi è impeccabile: si tratta di una storia di autodeterminazione e solitudine – anche se, a leggere alcuni resoconti della stampa inglese, aveva vicino a se parenti e amici, ma la solitudine non è solo questione di quante persone hai intorno.
Il problema è che l’autrice sembra convinta che si tratti di una storia di autodeterminazione e quindi di solitudine, come se l’unico modo per stare vicino a una persona fosse non rispettare la sua volontà.
Nel finale dell’articolo, sembra quasi che una possibile soluzione al tragico evento possa essere ridurre il potere giuridico del living will, dando ai medici la possibilità di ignorare le volontà del malato – il che avrebbe probabilmente salvato la vita a Kerrie, ma certo non l’avrebbe fatta sentire meno sola.

Il desiderio di suicidarsi della ragazza nasce dall’impossibilità di avere figli.1
Forse, e sottolineo forse, sarebbe stato di maggiore aiuto Julian Baggini che, sul Guardian, difende la dignità di una vita senza figli.

  1. Morresi parla di una malformazione, il Sun entra nel dettaglio parlando di due vagine – uterus didelphys – mentre il Daily Mail si mantiene su un generico «difficulties with intimate relationships». []

Ossimori clinici

Gli xenotrapianti sono i trapianti di organi tra specie diversi, e potrebbero costituire la soluzione definitiva al problema del ridotto numero di organi disponibili.
Escludendo le difficoltà tecniche, sulle quali non sono assolutamente in grado di scrivere nulla di sensato, vi sono numerosi problemi di natura etica. È giusto disporre così del corpo di animali, oppure si tratta di un atteggiamento che Peter Singer chiama, accostandolo al razzismo, specismo (speciesism)? Per procedere con la sperimentazione, è sufficiente il consenso informato da parte del soggetto oppure, data la vastità dei problemi che possono insorgere, è necessario coinvolgere anche le persone che gli sono vicine? Continua la lettura di Ossimori clinici