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Sottigliezze

La differenza tra l’eugenetica nazista e quella odierna è sottile. Se prima era imposta dall’alto, oggi passa attraverso la libera scelta individuale.

Eugenia Roccella durante l’incontro Generare un uomo perfetto?, Meeting per l’amicizia fra i popoli, Rimini, 23 agosto 2007.
Forse sono disattendo io, ma la differenza non mi sembra poi così sottile.

Purtroppo non sono riuscito a vedere il filmato dell’incontro e mi devo accontentare del breve riassunto, ma sembra che i vari partecipanti (Roberto Colombo, Eugenia Roccella e Marco Bregni) considerino equivalenti i concetti, tutti interpretati molto allegramente, di uomo sano, uomo migliore e uomo perfetto.
Roberto Colombo, ad esempio, si chiede: «Cos’è la perfezione dell’uomo? Non è assenza di difetti, non è un problema di ‘materiali’. […] Perfezione deriva dal latino perficio che significa portare a compimento, quindi ha a che fare col destino dell’uomo. La perfezione c’è già, è Gesù Cristo e la nostra vocazione sta nel conformarci a Lui».
Confidiamo che si riferisca agli aspetti etici di Gesù Cristo. Perché uno potrebbe pensare che Colombo, essendo il direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana all’Università Cattolica di Milano, si auguri un abbassamento della speranza di vita a 33 anni.

Uomini e macchine

Giorgio Israel al meeting di CLGiorgio Israel è professore ordinario presso il Dipartimento di Matematica dell’Università di Roma “La Sapienza” non chè direttore del Centro di Ricerche in Metodologia della Scienza nella stessa università.
Sul suo blog ha pubblicato l’intervento tenuto al Meeting di Comunione e Liberazione, nel quale paragona senza tanti problemi le biotecnologie non alla eugenetica nazista, che evidentemente gli pareva troppo poco, ma addirittura allo sterminio di massa praticato da Hitler:

Perché si dice tanto spesso che le biotecnologie contemporanee hanno un carattere disumano e addirittura si evoca il nazismo in relazione ad esse? Non è forse esagerato accostare pratiche che hanno come scopo dichiarato la felicità dell’uomo con le pratiche dello sterminio di massa? È vero, c’è un tratto di collegamento tra queste due pratiche.

Leo Strauss, negli anni ’50, ha introdotto il termine reductio ad Hitlerum per indicare i ragionamenti della forma “Hitler ha sostenuto e appoggiato X, quindi X è sbagliato e cattivo”. L’argomento è fallace per il semplice fatto che Hitler è cattivo perché ha fatto cose cattive, non il contrario, e anche perché, nella sua vita, il dittatore nazista ha fatto molte cose innocenti, come dipingere e possedere cani.
Israel, da buon matematico quale è, non si limita ovviamente ad accostare biotecnologie e sterminio nazista, ma argomenta le, secondo lui pericolose, similitudini. Continua la lettura di Uomini e macchine

L’imperativo categorico di Volontè

È stato facile ironizzare sulle affermazioni di Volontè al Meeting di CL.
Tuttavia il suo argomento (in una società con 40 milioni di omosessuali non nascerebbero più bambini), per quanto surreale possa apparire, non è del tutto infondato e ricorda vagamente l’imperativo categorico di Kant nella sua formulazione generale:

Agisci soltanto secondo quella massima che, al tempo stesso, puoi volere che diventi una legge universale.

Non so se Volontè avesse effettivamente in mente Kant quando ha sparato la sua illuminata critica ai PACS. Ad ogni modo, la nobiltà del riferimento serve a poco: l’omosessualità non è una massima morale, e pertanto non è possibile applicare l’imperativo categorico. Continua la lettura di L’imperativo categorico di Volontè

La società è finita

Luca VolontèApprendo da Bioetica dell’accorato intervento di Luca Volontè, deputato del parlamento italiano, al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.
Uno dei passaggi più interessanti riguarda la illuminante critica ai PACS. Ecco come viene presentata dal comunicato stampa:1

I PACS non sono un modello di vita di una società democratica perché in una società con 40 milioni di omosessuali non nascerebbe più nessuno. “Una società che discute di PACS è finita”, ha concluso Volontè.

Il ragionamento di fondo è il seguente: per sapere se un certo comportamento è o meno un valido modello per la società è sufficiente vedere cosa accadrebbe se tutti praticassero quel comportamento. È chiaro che se tutti fossero omosessuali non nascerebbero più figli, soprattutto se viene proibita la fecondazione assistita, e quindi l’omosessualità non è un modello di vita.
Giusto: bene, bravo, applausi. Continua la lettura di La società è finita

  1. Fidatevi, perché della pagina contenente il comunicato stampa non vi è più traccia. Nota aggiunta nel 2012. []

Dubbi incomprensibili

Giuliano Ferrara, il noto giornalista italiano, è stato invitato al Meeting di Comunione e Liberazione del 2005. L’editore Solfanelli pubblica adesso il testo del suo intervento, insieme ad altri due saggi intitolati Noi “atei devoti” insofferenti del laicismo e In che senso e perché adesso Machiavelli deve convertirsi.

Il titolo del libricino è Non dubitare contro la religione laicista, in riferimento ad uno dei temi dell’ultimo capitolo: la necessitò di rinunciare al dubbio sistematico tipico dell’etica laica.
Questo è comunque solo uno degli aspetti della complicata analisi di Ferrara, il cui nodo principale è una lunga e accalorata critica a quello che si può chiamare laicismo ideologico.

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