Sottigliezze

La differenza tra l’eugenetica nazista e quella odierna è sottile. Se prima era imposta dall’alto, oggi passa attraverso la libera scelta individuale.

Eugenia Roccella durante l’incontro Generare un uomo perfetto?, Meeting per l’amicizia fra i popoli, Rimini, 23 agosto 2007.
Forse sono disattendo io, ma la differenza non mi sembra poi così sottile.

Purtroppo non sono riuscito a vedere il filmato dell’incontro e mi devo accontentare del breve riassunto, ma sembra che i vari partecipanti (Roberto Colombo, Eugenia Roccella e Marco Bregni) considerino equivalenti i concetti, tutti interpretati molto allegramente, di uomo sano, uomo migliore e uomo perfetto.
Roberto Colombo, ad esempio, si chiede: «Cos’è la perfezione dell’uomo? Non è assenza di difetti, non è un problema di ‘materiali’. […] Perfezione deriva dal latino perficio che significa portare a compimento, quindi ha a che fare col destino dell’uomo. La perfezione c’è già, è Gesù Cristo e la nostra vocazione sta nel conformarci a Lui».
Confidiamo che si riferisca agli aspetti etici di Gesù Cristo. Perché uno potrebbe pensare che Colombo, essendo il direttore del Laboratorio di Biologia Molecolare e Genetica Umana all’Università Cattolica di Milano, si auguri un abbassamento della speranza di vita a 33 anni.

Autodeterminazione limitata

La prassi sociale (di cui la medicina è forma eminente di tutela del bene della persona e della comunità) e il diritto – in particolare quello costituzionale – non riconoscono agli atti di lesione o distruzione della propria vita lo statuto di “autodeterminazione” della persona da tutelare e promuovere civilmente e legalmente.

Roberto Colombo, Ma la volontà autolesiva cosa c’entra con il medico?, “Avvenire”, 25 luglio 2007

Penso che Colombo si riferisca alle ultime parole dell’articolo 32 della costituzione:

La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.

Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.

Le “disposizioni di legge” possono obbligare una persona a un determinato trattamento sanitario (il TSO, trattamento sanitario obbligatorio, ma anche le vaccinazioni obbligatorie), ma mai senza violare i «i limiti imposti dal rispetto della persona umana».
Per Colombo gli atti di lesione e distruzione della propria vita violerebbero questi limiti, e pertanto è giusto che la comunità (e la Repubblica con apposite leggi) proibisca simili atti. Continua a leggere Autodeterminazione limitata