Proporzionalmente corretto

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 10 mesi 17 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Il biologo Michael C. LaBarbera ha scritto un divertente ed interessante articolo sulla biologia dei mostri degli vecchi film di fantascienza: The Biology of B-Movie Monsters prende in considerazione, tra gli altri, King Kong, le formiche giganti di Them! (Assalto alla terra, 1954, di Gordon Douglas) e gli uomini microscopici di film come Fantastic Voyage (Viaggio allucinante, 1966, di Richard Fleischer) o Dr. Cyclops (1940, di Ernest B. Schoedsack).

Questi mostri sono semplicemente creature fuori dimensione: che mantengono, in proporzione, le peculiarità originarie. Così se una normale formica è in grado di trasportare venti o trenta volte il proprio peso, il che si riduce comunque a pochi grammi, una formica alta cinque o sei metri sarà in grado di fare lo stesso, soltanto che in questo caso si tratterà di parecchie tonnellate.
Formiche giganti in Them! Tutto ciò, fisiologicamente, è impossibile: l’errore, ben illustrato nell’articolo, consiste nella non comprensione dei rapporti tra le dimensioni. Un cubo di 1 centimetro di lato avrà una superficie totale di 6 cm2 e un volume di 1 cm3; un cubo grande il doppio, ossia con 2 centimetri di lato, avrà una superficie totale di 24 cm2 e un volume di 8 cm3: se il lato diventa il doppio, la superficie diventa quattro volte tanto e il volume otto.
Dal momento che il peso dipende, grosso modo, dal volume, mentre la forza è, sempre indicativamente, proporzionale alla sezione del muscolo, è chiaro che una formica cinquanta volte più grande non sarà in grado di sollevare cinquanta volte il proprio peso, per la semplice ragione che la sua massa è cresciuta non di cinquanta bensì di 125 mila volte!
Sulle altre implicazioni di questi “passaggi dimensionali”, non si può che rimandare all’articolo originale.

Galileo (dipinto di Justus Sustermans, 1636)Questa scoperta non è proprio recente: già Galileo, nei Discorsi e dimostrazioni matematiche intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica del 1638, provava a spiegare questa tutto sommato semplice relazione al povero Simplicio.
Gli sceneggiatori di Hollywood sembrano quindi avere conoscenze scientifiche che precedono persino la modernità: una ignoranza ragguardevole. A loro discolpa si potrebbe citare semplicemente la noia di una storia scientificamente corretta su un uomo alto venti metri: al primo passo le sua ossa si frantumerebbero, cadrebbe a terra agonizzante e non riuscirebbe più a rialzarsi.

In un precedente articolo, notavo come la disparità di forza tra l’uomo e la formica confermasse l’affermazione ontologica di Maurizio Ferraris: il mondo è pieno di oggetti di taglia media, né troppo grandi né troppo piccoli.
Le osservazioni di Galileo e di Michael C. LaBarbera costituiscono una ulteriore conferma: il mondo è pieno di oggetti di taglia media perché l’uomo stesso è di taglia media, e non potrebbe essere diversamente, l’uomo non può che avere la grandezza che ha.
È il capovolgimento dell’affermazione di Protagora: non è vero che di l’uomo è misura di tutte le cose, ma il contrario: l’uomo è a misura con tutte le cose.

Il problema è che, a questo punto, non è chiaro cosa voglia dire misura.

3 pensieri su “Proporzionalmente corretto

  1. Credo che gli artisti (in senso largo) abbiano il potere di non doversi curare della verosimiglianza: chi se ne frega se le formiche di Them!, nella realtà, si muoverebbero con difficoltà?

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