Estinzioni

closeQuesto articolo è stato pubblicato 10 anni 10 mesi 19 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Perché i dinosauri si sono estinti?
Questa semplice domanda è uno dei misteri più interessanti della paleontologia, quello che più affascina il grande pubblico di appassionati e curiosi: come sparirono questi animali che dominarono l’ecosistema per oltre 160 milioni di anni?

Dinosauro di cartaLe teorie proposte sono innumerevoli. Quella più popolare vuole i dinosauri estinti a causa dell’impatto di una cometa o un asteroide con la terra, ma le alternative non mancano: si va dall’esplosione atomica naturale all’inversione del campo magnetico terreste, passando per le epidemie e le intossicazioni.
Sulla affidabilità scientifica di queste teorie c’è poco da dire: la discussione va lasciata agli uomini di scienza. La questione dell’estinzione dei dinosauri non sembra comunque essere chiusa, e ancora meno sembra esserlo il problema più generale delle estinzioni di massa, i periodi relativamente brevi nei quali numerose specie di animali scompaiono: i dinosauri scomparvero verso la fine del Cretaceo (circa 65 milioni di anni fa), ma vi furono altre estinzioni di massa anche più vaste, ad esempio tra il Permiano e il Triassico circa la metà delle famiglie animali si estinsero.

La domanda risulta dunque ancora aperta: perché i dinosauri si sono estinti?
Lo scienziato probabilmente troverà la domanda troppo generale, e la sostituirà con qualcosa di più specializzato.
Per il filosofo, invece, la domanda è troppo particolare: si chiede una causa.
Il problema, ovviamente, non è il concetto di causa, senza il quale è difficile fare qualsiasi discorso sensato. Il problema è la sua applicazione. Una causa è ciò che produce un evento, ciò che è alla sua origine: una estinzione di massa può essere considerata un evento? È possibile condensare e racchiudere in qualcosa di unitario un fatto così articolato e variegato?
Se non è possibile, allora come ci si può aspettare, per risposta, una causa semplice e unitaria?

Certe critiche alla scienza sono forse dovute allo stesso errore: si fraintende il tipo di fenomeni che si sta descrivendo e si pongono domande che sono destinate a lasciare l’amaro in bocca. La teoria del Disegno Intelligente deve probabilmente a questo parte del suo successo: si pone la domanda sbagliata e ci si accontenta solo di una risposta ancora più sbagliata.

13 pensieri su “Estinzioni

  1. Ipotesi discutibile, Marco: la schiera di coloro che si dicono schifati da questo mondo sembra non estinguersi mai…

  2. perchè riservi la spiegazione causale alla filosofia? mi sembra invece vero il contrario: la recente moda filosofia di equiparare spiegazione e spiegazione causale è stata importanta dalla scienza, invece che esportata alla scienza.

    ciao,
    nullo

  3. Marcoz: L’ipotesi di un Jim Jones versione stegosauro è molto accattivante. Improbabile, certo, ma molto accattivante 😉

    nullo: come dicono i politici, sono stato frainteso 😉
    Tanto per iniziare, il mio discorso si situa prima della differenza tra causa e motivo: mi interessano tutte le risposte alla domanda “perché X?”, siano esse causali (“X perché è accaduto Y”) o motivazionali (“X perché Y ha deciso così”).
    Inoltre non riservo la spiegazione causale alla filosofia o alla scienza: evidenzio semplicemente una difficoltà. A volte si ragiona su eventi complessi come se fossero semplici, e ci si aspetta una risposta semplice e unitaria, risposta che non può arrivare. Un evento semplice può essere il ritardo ad un appuntamento, e la risposta sarà un evento altrettanto semplice (c’era traffico, la sveglia non ha suonato, eccetera); un evento complesso come l’estinzione dei dinosauri o l’evoluzione non possono avere risposte altrettanto semplici ed unitarie.
    Spero di essere stato chiaro.

  4. Bisognerebbe spiegarlo a chi porta argomentazioni complesse per sostenere quella che dovrebbe essere la Risposta semplice…

  5. Non sono un fan dell’intelligent design, anche se il termine ha diversi significati… uno di questi è osservare che un cristallo in acqua satura si replica secondo geometrie incluse nel granello originale e non a caso, e che qualcosa di simile può accadere anche nell’evoluzione.
    Altri passano direttamente all’argomento dell’ordine evidente finalizzato alla vita, e se ho tempo ci scriverò sopra tra un po’ sul blog.
    Però non mi pare una obiezione tranciante quella della causa.
    “Prendo un infezione da salmonella e muoio.” Causa ed effetto. Io però posso osservare che la morte passa per una catena di eventi interni all’organismo, e sempre causa resta.
    Due persone possono morire di una stessa malattia, ma secondo trafile diverse: a uno parte il fegato, all’altro qualcos’altro.
    Ci sono anche le “cause da lontano”, cioè quelle che scatenano un processo, una catena di eventi.
    Vale, p.e., per il panico negli stadi scatenato da una falsa notizia.
    La cosa importante è che il processo scatenato sia omogeneo, cioè non sia composto un evento x ed alcune sue conseguenze scelte ad libitum.
    La partenza di una petroliera dal porto ovviamente non è la causa del disastro petrolifero nonché della falla, del panico a bordo e della morte di diverse folaghe…
    La morte è invece omogenea, perché la vita biologica è formata da un sistema di eventi e processi correlati racchiusi nell’organismo: la morte è il deperimento a catena di un processo.
    Lo stesso, mi pare, può valere per una catena alimentare o per un habitat.
    Queste cause hanno margini di inefficacia: può capitare qualcosa che blocca il processo. A volte se non c’è una certa condizione di per sé del tutto normale nel sistema “vita dell’organismo” o “habitat”, non c’è effetto.
    Questo non toglie che la causa del domino può essere una sola.
    ciao, Eno 🙂

  6. Non mi è ben chiaro cosa sia la teoria del Disegno Intelligente: una teoria scientifica, filosofica, religiosa?
    Ad ogni modo, non è certo con la mia osservazione che la si può “affondare”: mi limito a evidenziare che alcuni sostenitori del DI forse sbagliano domanda, considerando le forme di vita come se fossero qualcosa di semplice ed unitario, e se la domanda è sbagliata allora la risposta non può certo essere giusta (ciò non toglie che il DI possa essere accettabile come risposta ad altre domande).

    Per quanto riguarda il tuo breve trattato sulle cause: è tutto giusto, ma le difficoltà nell’identificare le cause vanno nella mia direzione: dire che c’è un disegno intelligente o che è stato il meteorite precipitato il tal giorno ad estinguere i dinosauri, non sono risposte non accettabili proprio a causa della non omogeneità (come giustamente la chiami tu) tra fenomeno indagato e risposta?

  7. Non volevo fare trattati, sono un po’ prolisso, scusami davvero se mi dilungavo ma mi piaceva il tuo spunto.
    Tutte e tre le cose: la tesi è religiosa, filosofica e scientifica. Cioè nessuna delle tre.
    Io conosco un sostenitore del DI- più o meno- e direbbe qui: ah ma la mia era causa formale, non causa efficiente.
    Il punto col DI non è tanto se la causa di cui parlano, cioè il disegno, si adatta ai fatti, ma se la causa formale sia accettabile.
    Io ho dei dubbi.
    ciao! ( c’è un modo per evitare che le faccie con punti e parentesi non diventino emoticon? io ci sono affezionato… )

  8. Anche io sono prolisso, quindi non preoccuparti per la dimensione dei commenti: anche i trattati sono ben accetti 😉
    Sull’accettabilità della causa formale anche io ho dei dubbi, e molte persone le hanno pure sull’aderenza ai fatti (semplificando: se c’è un disegno intelligente, perché abbiamo l’appendice e soffriamo di ernia?)

    Per le emoticon: la conversione è automatica, o tutti o nessuno. Forse se scrivi i segni con i codici html li tiene buoni, ma non mi sembra molto pratico… ;)

  9. secondo me un meteorite, cadendo sulla terra ha creato la morte di alcuni dinosauri e perciò non riproducendosi più, si sono estinti.

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