La società è finita

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 1 mese 1 giorno fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Luca VolontèApprendo da Bioetica dell’accorato intervento di Luca Volontè, deputato del parlamento italiano, al meeting di Comunione e Liberazione a Rimini.
Uno dei passaggi più interessanti riguarda la illuminante critica ai PACS. Ecco come viene presentata dal comunicato stampa:1

I PACS non sono un modello di vita di una società democratica perché in una società con 40 milioni di omosessuali non nascerebbe più nessuno. “Una società che discute di PACS è finita”, ha concluso Volontè.

Il ragionamento di fondo è il seguente: per sapere se un certo comportamento è o meno un valido modello per la società è sufficiente vedere cosa accadrebbe se tutti praticassero quel comportamento. È chiaro che se tutti fossero omosessuali non nascerebbero più figli, soprattutto se viene proibita la fecondazione assistita, e quindi l’omosessualità non è un modello di vita.
Giusto: bene, bravo, applausi.

Però rimane un dubbio: anche se tutti gli italiani fossero preti o suore non nascerebbero figli! Il celibato dei religiosi non può quindi essere un modello di vita di una società democratica! Per carità, nulla contro i sacerdoti, se proprio vogliono, possono continuare a fare quello che fanno. Però sarebbe meglio se lo facessero solo in privato, senza dire niente a nessuno, senza parlare, senza tenere discorsi pubblici. E magari sarebbe anche utile obbligarli a vestirsi normalmente: non sia mai che qualcuno, riconoscendo un prete per strada, decida di entrare in seminario: sarebbe la fine della nostra società.

Oltretutto, non nascerebbero figli neppure se tutti gli italiani fossero di sesso femminile. Un grave problema: bisogna obbligare le donne a vestirsi da uomini. Ora che ci penso, anche se tutti gli italiani fossero idraulici ci sarebbero grossi problemi: i figli nascerebbero lo stesso, però morirebbero molto presto, dal momento che non ci sarebbero panettieri e pediatri. E dire che questi maledetti idraulici, fregandosene del futuro della nostra società democratica, si fanno pure pubblicità!

Per fortuna in parlamento siede Luca Volonté. Un solo dubbio: cosa accadrebbe se tutti noi fossimo deputati del parlamento italiano?

  1. Fidatevi, perché della pagina contenente il comunicato stampa non vi è più traccia. Nota aggiunta nel 2012. []

11 pensieri su “La società è finita

  1. Pingback: Sergio G. Caredda
  2. Le argomentazioni di Volontè hanno qualosa di vagamente allucinante.
    Se c’è una cosa che non sopporto è la “verità morale assoluta” con cui questi signori si sentono legittimati di parlare di cos’è democratico e cosa non lo è…
    Complimenti per il blog.

  3. Un altro filosofo in rete- piacere, Eno! Sito molto caruccio il tuo, pur nella diversità dalle mie idee.
    Me lo son perso.. veramente Volontè ha detto così?
    Ah ah! Gli è sfuggito un particolare( lo dico pur non essendo affatto filo-pacs )… in effetti, non ha tutti i torto: i Pacs non sono modelli di vita! Sono tutele e riconoscimenti delle stato.
    Quale legge dello stato del resto propone il modello “matrimonio”?
    Nessuna. Il fatto io& la mia morosa ci si metta assieme e si prometta di stare assieme per sempre accade di fatto come istituzione sociale spontanea. Lo stato sancisce, tutela e riconosce.
    Punto.
    E che diavolo vuol dire “una società che discute di Pacs”? Il parlamento discute, io discuto, un mio amico gay discute, la società NO perché è solo una somma di individui.
    Forse voleva dire “Mamma che paura! le regole sociali cominciano a permettere agli individui omosessuali di dire: io esisto e avrei un paio di esigenze”?
    Il retropensiero mi pare chiaro: rimandiamo nell’ombra la presenza degli omosessuali.
    Anche se ci sono, non esistono.
    La loro esistenza dipende, a quanto pare, dalla Volonté generale…
    ciao, Eno

  4. Caro eno,
    grazie per i complimenti.
    Volontè ha davvero detto così, da comunicato di CL, quindi fonte affidabile.
    Per lui, evidentemente, lo stato dovrebbe presentare il matrimonio come modello da imitare. Nel caso del discorso al meeting, l’affermazione è più che altro comica, oltre che studiata per l’uditorio.
    Più preoccupante il fatto che simili discorsi vengano pronunciati anche in parlamento…

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