Immoralità televisive

closeQuesto articolo è stato pubblicato 8 anni 8 mesi 3 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Mi accorgo solo oggi (non presto molta attenzione alle statistiche del sito) che domenica 29 marzo c’è stato un picco di accessi: +50% rispetto alla media dell’ultimo mese.
Responsabile del picco è un vecchio articolo, improvvisamente tornato in auge, nel quale commentavo brevemente una citazione di Orlando Franceschelli sulla amoralità della natura. E proprio “amoralità” è la parola chiave che, tramite google, ha condotto tanti visitatori su questo sito.
Il fenomeno, come vuole la definizione di picco, è durato pochi giorni:
Dati accesso 29 marzo

Il tema della amoralità è molto interessante: il discorso morale non è universale, non riguarda tutti gli enti e gli eventi del mondo. Al contrario: molti di essi non sono né morali (giusti) né immorali (sbagliati) e non ha senso giudicarli in base alla moralità. Secondo Oscar Wilde, ad esempio, l’arte è sostanzialmente amorale: «non esistono libri morali o immorali […], i libri sono scritti bene o scritti male».

Come mai alcune persone si sono interrogate su questo tema, cercando il termine su google? Qualche articolo filosofico apparso qui quotidiani? Un discorso del Papa sulla amoralità della società? La dichiarazione di qualche politico?
Una breve ricerca sugli articoli di giornale ha svelato il mistero: sabato sera, durante una trasmissione dedicata a un reality show, uno dei protagonisti è stato accusato di avere “comportamenti amorali”.
Non so se l’accusatrice conoscesse il significato filosofico di “amorale” o se, più banalmente, abbia usato questo termine come semplice sinonimo di “immorale”. So che avere un picco di visitatori perché durante un reality show qualcuno utilizza una parola leggermente più ricercata del solito è profondamente immorale.

3 pensieri su “Immoralità televisive

  1. Perdonami, ma avere quel picco non è immorale ma appunto amorale.

    E’ interessante, almeno per me, l’idea che qualcuno si “appunti” una parola che non gli suona consona mentre assorbe un reality per andarla poi a cercare su google. Nella mia preconcetta visione gli spettaori di un reality sono come amebe che aspettano soltanto di essere prese a schiaffi in faccia… ma io sono tendenzioso…

    Domandone: Hai verificato che gli accessi siano stati legati a ricerche su google? Se sì come si può fare una verifica del genere?

  2. @il più Cattivo: Il picco è stato di 200 visitatori circa. Una percentuale irrisoria, rispetto agli spettatori della trasmissione incriminata. Certo, 200 sono quelli che hanno fatto clic sul mio sito, non quelli che hanno cercato “amorale” su google, però il numero mi sembra comunque basso.
    Per la domanda: praticamente tutti i servizi di statistiche di accesso forniscono i risultati per le parole chiave grazie ai referer.

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