Differenze culturali

closeQuesto articolo è stato pubblicato 5 anni 1 mese 14 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

A molti non piace la campagna elettorale per le prossime elezioni italiane. Che cosa fare per avere dibattiti su temi importanti?

Dibattito Scienza – iniziativa ‘copiata’ dall’americana Science Debate – ha identificato dieci domande da porre agli aspiranti presidenti del consiglio.1 La formulazione definitiva delle domande deve ancora arrivare, ma i temi scelti tramite votazione vanno dal rilancio della ricerca pubblica e privata alla fecondazione assistita alla sperimentazione animale.
Diverso l’approccio per Le primarie della cultura, iniziativa nata in senso al Fai, Fondo ambiente italiano, che non pone domande ma propone soluzioni. In concreto, quindici temi sui quali votare fino a fine mese, quando la classifica stilata in base alle preferenze raccolte verrà annunciata ufficialmente e presentata ai partiti e ai candidati che potranno, bontà loro, impegnarsi pubblicamente a sostenerli in caso di vittoria.2

Da una parte si pongono domande, dall’altra si danno consigli.
Entrambe le strategie sono lecite e non è detto che chi pone domande sia umile e chi dà consigli sia saccente, ma io ci vedo, qui, un’altra dimostrazione della differenza tra le due culture, quella umanistica e quella scientifica.

  1. Da loro chiamati con l’errata, per quanto diffusa, espressione “candidati premier”. []
  2. Tra i temi c’è ovviamente anche l’agricoltura, con il solito per me incomprensibile sostegno contemporaneo all’agricoltura a km zero e alle esportazioni di prodotti italiani nel mondo. []

3 pensieri su “Differenze culturali

  1. @Marco Ferrari: Per quanto la filosofia – soprattutto quella analitica – sia un ibrido, sono pur sempre un umanista e non posso infierire più di tanto sui miei compagni di studi…

  2. Diciamo, comunque, che Dibattito Scienza fa scienza – sollevando temi scientifici e lasciando ai politici proporre soluzioni – mentre le Primaria della cultura non fanno cultura, ma politica.

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