L’ultimo chiuda la miniera

closeQuesto articolo è stato pubblicato 7 anni 2 mesi fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Sono tutti i salvi i trentatré minatori rimasti imprigionati per oltre due mesi in una miniera in Cile.

La capsula Phoenix utilizzata per il riportare in superficie i minatori permette il trasporto di una sola persona alla volta.
Ecco un problema etico di non poco conto: in che ordine risalire? In base a quale criterio scegliere? Prima i più malati? Oppure meglio privilegiare chi ha meno da perdere, dando la precedenza ai padri di famiglia rispetto ai single? Oppure è meglio ricorrere a un sorteggio? Qual è, se c’è, la soluzione più giusta?

L’ultimo a salire è stato Luis Urzua, il caposquadra. Evidentemente, almeno per la posizione più difficile e pericolosa, ha prevalso un ragionamento di responsabilità.

4 pensieri su “L’ultimo chiuda la miniera

  1. Come sarebbe a dire, davvero non lo sai? ;-)Avevano fatto una lotteria mentre attendevano e volevano andare su in quell’ordine preferendo la sorte (ormai non più avversa) al  raziocinio. Poi, però, è giunto un filosofo che ne ha predisposto la salita in ordine inverso di contributi pensionistici e diretto di polizza assicurativa, propendendo per il criterio economico. All’ultimo è giunto un sacerdote che li ha riordinati in funzione dei peccati raccolti in confessione telematica obbligatoria prima della “riesumazione”…Ma, a proposito, la posizione più rischiosa non doveva essere la prima fungendo così da collaudatore?Un Sorriso (specie dopo che li hanno tirati tutti fuori).

  2. @il più Cattivo: Uhm… penso che il rischio oggettivo aumenti con il numero di ricuperi (ogni passaggio della capsula sollecita gli strati rocciosi, aumentando così il pericolo di crolli); ma il rischio soggettivo diminuisce, perché all’inizio non sappiamo se la cosa funziona, mentre dopo 32 passaggi abbiamo buoni indizi che la capsula regge.

  3. ma sai che stavo pensando la stessa cosa oggi? cioè, lo stesso argomento da post. ma mi ero concentrato sul caposquadra, che ha fatto risalire tutti prima di tornare a riveder le stelle (che poi, no, perché li hanno dotati di occhialoni scurissimi dopo tutti quei giorni giù al buio), e mi chiedevo se questo comportamento è virtuoso, è calcolato, ha un qualche senso facilmente catalogabile nelle supercategorie morali eccetera, e pensavo che un po’ sì, e un po’ no. perché è virtuoso, ma solo lui? gli altri hanno accettato subito di saltare la fila? ah che infami free riders, e pensare che tutti quei giorni al buio insieme.. e allora è virtuoso ma anche gli altri potevano esserlo, solo che a quel punto ha fatto valere i gradi sulle spalline, e questo è un comportamento virtuoso? mah.
    certo non è una questione utilitaristica. o almeno non sappiamo se lo è perché appunto non sappiamo quasi niente delle vite degli altri che sono riemersi prima, e non possiamo valutare se la vita del capo fosse quella più sacrificabile: tutti hanno famiglia, moglie e figli – ok magari lui ha una suocera peggiore delle altre (adesso che sono fuori, ci si può scherzare :D), ma non abbiamo i dati e quindi non possiamo presumere un calcolo utilitarian.
    per parte mia mi sembra che il criterio della fila sia semplicemente un adattamento alla situazione, alle “regole non scritte del gioco”: ci si aspetta che il caposquadra sia disposto a sacrificarsi per la sua squadra. nessuno giocherebbe in una squadra dove il capo piglia tutto dai sottopos… un attimo, mentre scrivo m’è venuta in mente la peculiare situazione di un partito italiano…

  4. Mi permetto un commento che dovrebbe precedere questo articolo, e non ne segue perciò propriamente le mosse. “La capsula Phoenix utilizzata per il riportare in superficie i minatori permette il trasporto di una sola persona alla volta.Ecco un problema etico di non poco conto”: questo può ancora  fare un problema etico?

    #!Non posso togliere i commenti – di qualsiasi genere – dal video, ma vorrei – la questione non sta lì.Al di là del prosaico buonismo dello speaker, non è abbastanza forte la similitudine perchè le due cose  appaiano equivalenti?

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