Solitudine

closeQuesto articolo è stato pubblicato 4 anni 9 mesi 30 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Assuntina Morresi, su Avvenire, racconta la tragica storia di Kerrie Wooltorton.
La ragazza ha tentato più volte il suicidio e c’è finalmente riuscita rifiutando le cure mediche – rifiuto che i medici hanno rifiutato sia per la presenza delle living will (il testamento biologico) sia perché la ragazza, che è arrivata cosciente in ospedale, si è dimostrata molto determinata e sicura di se.

Il riassunto di Assuntina Morresi è impeccabile: si tratta di una storia di autodeterminazione e solitudine – anche se, a leggere alcuni resoconti della stampa inglese, aveva vicino a se parenti e amici, ma la solitudine non è solo questione di quante persone hai intorno.
Il problema è che l’autrice sembra convinta che si tratti di una storia di autodeterminazione e quindi di solitudine, come se l’unico modo per stare vicino a una persona fosse non rispettare la sua volontà.
Nel finale dell’articolo, sembra quasi che una possibile soluzione al tragico evento possa essere ridurre il potere giuridico del living will, dando ai medici la possibilità di ignorare le volontà del malato – il che avrebbe probabilmente salvato la vita a Kerrie, ma certo non l’avrebbe fatta sentire meno sola.

Il desiderio di suicidarsi della ragazza nasce dall’impossibilità di avere figli.1
Forse, e sottolineo forse, sarebbe stato di maggiore aiuto Julian Baggini che, sul Guardian, difende la dignità di una vita senza figli.

  1. Morresi parla di una malformazione, il Sun entra nel dettaglio parlando di due vagine – uterus didelphys – mentre il Daily Mail si mantiene su un generico «difficulties with intimate relationships». []

35 pensieri su “Solitudine

  1. … poiché per un cattolico la vita è un dono di dio e solo lui la può togliere, per questi fanatici minus habens non avresti neppure la libertà di spegnere la spina come, quando e perché cavolo ti pare. Continua a pigliarti le mazziate, sii contento e ringrazia pure il signore, perché sei il prediletto, come diceva Giobbe Covatta.
    Più invecchio e sempre meno riesco a tollerare gli imbecilli: è più forte di me.

  2. @lector 1) o anche solo “Giobbe” 2) no, davvero, basta con il citare o fare riferimento o rendere in qualunque modo interlocutori i “fanatici minus habens”, noi no ragazzi!
    @Ivo 1) Luciano De Crescenzo una volta ha scritto che la solitudine è come una lente d’ingrandimento: se stati bene, e sei solo, allora stai divinamente, ma se stai male, e sei solo, stai uno schifo.
    2) “sarebbe stato di maggiore aiuto Julian Baggini che, sul Guardian, difende la dignità di una vita senza figli”: senz’altro lo sarebbe stato! P.S: sulla questione “figli” poi magari espongo la mia opinione, se si va a parare lì…

  3. Condivido, Ivo. L’equazione solitudine = autodeterminazione è ridicola.

    Per quanto riguarda il problema dell’eutanasia: questi fanatici cattolici, nella loro “gloriosa” e “santa” storia, hanno buciato VIVE delle persone che avevavo come unica, “gravissima” colpa quella di pensarla diversamente da loro…

    Che cosa ci si può aspettareda gente che ha questa storia?

    Che cosa ci si può aspettare da gente che ha la pretesa non solo di conoscere la Verità, ma, addirittura, di incarnarla?

    Per favore, ricordiamoci che l’etimologia di “fanatico” è “fanum”, ovvero “tempio”.

  4. questa dovrebbe essere l’altro lato della medaglia del tuo post sui genitori omeopatici?

    ci sono dei punti interessanti nei due casi: quelli credevano nelle preghiere per curare la figlia (che è morta) e rifiutavano (e probabilmente continuano a farlo) il “potere” dello stato sulle vite degli individui, ma non sono individualisti come li intenderebbe la morresi. perché si rifanno a un altro potere, si vede. basta essere sudditi di qualcosa, alla fine dei conti.

    questi invece si rivolgono allo stato per chiedere che “vendichi” la morte di uno dei membri dello stato stesso, una ragazza che comunque aveva fatto la propria scelta – una scelta che lo stato concede -, contro la decisione dei medici di non agire e al limite di aiutare la ragazza a non soffrire. non credo sia un caso che questi ultimi genitori siano inglesi.

    sono casi ingarbugliati. cosa può lo stato e cosa può l’individuo?

    è un’impressione mia o stai cercando i limiti del potere dello stato sull’individuo? o l’integrazione dello stato e dell’individuo, quali impegni abbiano uno nei confronti degli altri.

    devi cercare casi meno complessi.

    (stai diventanto contrattualista?)

  5. @lector: ti capisco

    @Zar: Della questione figli ne parleremo quando, tra mooooooooooolto tempo, diventerò padre.

    @Lorenzo: Beh, grazie al cielo non sono tutti così.

    @Alex: Non sono io che scelgo gli esempi, sono loro che scelgono me: mi è caduto l’occhio su queste due notizie (o meglio: sui commenti a queste due notizie) e le ho commentato. Senza un disegno in mente.
    Più che su individuo e società / stato, mi interrogo sullo scopo della pena. E su quello ho un lungo testo scritto che non mi decido a mettere qui sul blog…

  6. OT assoluto

    Figata! Se si arriva da un link di Tumblr, sopra al post c’è una finestrella con scritto:

    Hello there Tumblr user! If you are new here, you might want to subscribe to my RSS feed to receive regular updates.

    Ma come hai fatto? Magia? :)

  7. @Yoshi

    Succede qualcosa di simile anche arrivando dal feed RSS che ho nella mia pagina di iGoogle. E mi consiglia di iscrivermi al feed RSS (in italiano, però).

  8. Per Ivo. No, i cattolici non sono tutti così. Però nelle religioni (quella cattolica in particolare) c’è il germe dell’intolleranza.

    Per esempio, la povera ragazza di cui parli cercava l’eutanasia. Ora, capisco benissimo il punto di vista di un cattolico (la vita è di dio e non si tocca), e non ho, naturalmente, nulla in contrario che un cattolico non voglia praticare *** per sé *** l’eutanasia.

    Naturalmente, non ho nulla in contrario neppure al fatto che un prete cerchi di convincermi che lui ha ragione e che il divieto all’eutanasia vada esteso a *** tutti *** (me compreso). Lo prendo a (virtualissime) pernacchie, ovvio, ma non ho nulla in contrario che lui provi a convincermi.

    Quello che proprio non mi va (e che discende dalla pretesa dei cattolici che il loro capo sia nientepopodimenoché l’incarnazione di dio in terra) è il tentativo di imporre con la forza (del fuoco, un tempo; delle leggi, ora che il fuoco non si può più usare) il loro punto di vista (sull’eutanasia, sulla fecondazione assistita, sulle coppie di fatto).

    I cattolici non saranno tutti fanatici, ma nella loro religione il germe del fanatismo c’è. E se un cattolico non è fanatico, secondo me, è solo perchè non è coerente con i principi della sua religione.

  9. Da alcuni commenti apprendo:
    - di essere un minus habens;
    - di essere un imbecille;
    - che non devo essere considerato un interlocutore;
    - di essere un fanatico;
    - di aver bruciato delle persone innocenti (perché, se erano colpevoli potevo bruciarle liberamente?);
    - che da me e dai miei amici più cari non ci si può aspettare niente;
    - che il mio capo ritiene di essere l’incarnazione di dio in terra (io userei rispettosamente la maiuscola sia per Dio che per Terra);
    - che se non sono fanatico è solo per incoerenza;
    - che i miei principi sono incompatibili con la democrazia.

    A questo punto vi chiedo: se vi mando tutti quanti a cagare, mi direte che non sono all’altezza di sostenere questa elevata discussione filosofica?

    (Scusa Ivo, il tuo articolo non c’entra niente. È che il tuo blog è sempre stato in prima linea nella tutela delle minoranze, e vorrei che certi commentatori imparassero un po’ della tua onestà intellettuale)

  10. @Galliolus: L’ultimo tuo commento mi ha fatto venire in mente una tipica scenetta tragicomica.
    C’è l’intollerante che parla male dei terroni o degli albanesi o dei musulmani o degli omosessuali eccetera (l’elenco potrebbe essere molto più lungo) in presenza di un terrone, albanese, musulmano, omosessuale ecc. e, alla fine della filippica, aggiunge “Ma non te, caro: gli altri. Tu sei un discorso a parte”.
    Chi si conosce, senza limitarsi a inquadrarlo in generiche categorie, è sempre un discorso a parte…
    Detto questo, sei un pericolo per la democrazia, e con questa certezza propongo di chiudere qui la discussione ;-)

  11. Ancora una volta, mi permetto di contravvenire al “comandamento” di Ivo, e provo ad andare avanti. I punti di Galliolus riguardano quello che ho detto io, immagino.

    Allora, mai detto che un cattolico è un minus habens o un imbecille. Piuttosto è vero il contrario, visto che ci sono fior di santi che hanno detto che noi atei stiamo “stolti” per definizione.

    Mai detto che tu hai bruciato persone: l’hanno fatto i tuoi correligionari, non tu (almeno spero!).

    Mai detto che da te e dai tuoi amici più cari non ci si possa aspettare niente: in fondo, le vie della Natura sono infinite…

    Che Il Tuo CAPO Dica Di Essere L’Incarnazione Di DIO In Terra, Alias Il Vicario Di DIO In Terra, Lo Dice il tuo CAPO: se sei Cattolico, dovresti crederlo tu per primo. Altrimenti non sei Cattolico, a rigore.

    Il cattolicesimo è incompatibile con la democrazia? Per me sì. Un politico cattolico come fa a votare una legge, diciamo, a favore del testamento biologico se il papa gli impone di non farlo? Un farmacista cattolico come fa a vendere una pillola Ru486 se il papa gli impone di non farlo? Eccetera.

    Quanto alla difficoltà di un dialogo con un cattolico, confermo: come si fa a discorrere con uno che dice “parlo a nome di dio e dispongo di verità non negoziabili” e dire di stare davvero “dialogando”?

    Saluti.

  12. @–>Gallolius
    “A questo punto vi chiedo: se vi mando tutti quanti a cagare, mi direte che non sono all’altezza di sostenere questa elevata discussione filosofica?”
    No. Invero sarebbe molto apprezzato, al posto di quella viscida ed ipocrita “captatio benevolentiae”, che di solito contraddistingue l’approccio curiale (“mani che sanno di sagrestia”, come diceva il buon Giorgio Gaber) e che, in tempi più antichi, rappresentava l’anticamera certa del rogo, mentre, fino a ieri, quella dell’emarginazione sociale per chi rifiutava i dettami di santa romana chiesa.
    Meglio un sano “andate tutti a cagare!” pronunciato con cuore sincero, che un “vi amo fratelli!”, detto con lingua biforcuta e pensando tra sé e sé – con la lacrimetta agli occhi – a quanto sarebbe giusto poter fare un bel barbecue di tutti gli eretici, come nei bei tempi andati.
    Grande capo Esticazzi, ha parlato. Augh!

  13. Partiamo dal presupposto che se “Il Tuo CAPO Dica Di Essere L’Incarnazione Di DIO In Terra, Alias Il Vicario Di DIO In Terra, Lo Dice il tuo CAPO” si riferisce al Papa è una sonora cazzata.
    Il papa è:
    * vescovo di Roma
    * vicario di Gesù Cristo (non l’incarnazione)
    * successore del principe degli apostoli
    * sommo pontefice della chiesa universale
    * primate d’Italia
    * arcivescovo e metropolita della Provincia Romana
    * sovrano dello Stato della Città del Vaticano
    * servo dei servi di Dio.
    Tutto qui.

    Secondo: caro Lorenzo il germe dell’intolleranza c’è negli ESSERI UMANI e l’intolleranza è vecchia quanto il mondo: limitarla a una particolare religione o anche a tutte le religioni è abbastanza tendenzioso.
    Terzo: continuare ad accusare i cattolici dei crimini degli inquisitori, oltre che anacronistico è del tutto infantile. equivale ad accusare i cittadini francesi dei crimini del Terrore.

    Infine la baggianata del “Papa ordina è i cattolici devo eseguire” è dura a morire, anche tra i cattolici purtroppo.

    Saluti

    Luca Roberto

  14. Per Luca Roberto.

    1. Hai (in parte) ragione: il papa non è, come avevo detto, l’incarnazione di dio in terra: quello è il ruolo di Gesù. Però le tue ragioni finiscono qui: ho detto che il papa è “vicario di dio in terra”, e lo confermi anche tu. Quindi, per te, il papa “fa le veci di dio in terra”, il papa parla a nome di dio. Addirittura.

    2. Tu dici che affermare che “il papa ordina e i cattolici devono eseguire” è una baggianata. No, la baggianata la dici tu. Credere che il papa sia quello che è, che sia infallibile in materia di fede e di morale, eccetera eccetera, è uno dei cardini del cattolicesimo. Non puoi dirti *coerentemente* cattolico se non credi che il papa sia il “capo”. Sottolineo *coerentemente*.

    3. Addebitare ai cattolici i roghi degli inquisitori sarebbe infantile? Lo dici tu. Per me si tratta di un chiarissimo esempio di come la pretesa della chiesa cattolica, che dice di essere essistitita dallo Spirito Santo, di fare da guida a *tutta* l’umanità, sia, semplicemente ridicola.

    Il paragone che fai con i francesi non regge: se Sarkozy dicesse che “i francesi, data la loro storia gloriosa, il loro luminoso contributo alla cultura e alla scienza nei secoli passati e nel presente, eccetera, dovrebbero avere il ruolo di popolo-guida nel mondo” e si proponesse di legiferare per tutti, italiani compresi, verrebbe, giustissimamente, preso a pernacchie.

    Saluti.

  15. Una piccolissima aggiunta all’interrogativo “la religione è compatibile con la democrazia”?

    Per me la risposta, perfino ovvia, è no.

    Una religione (ogni religione) prevede il rispetto di un numero enorme di precetti riguardanti la vita dell’uomo, emessi da una qualche autorità autocertificatasi “divinamente ispirata”, spesso secoli fa.

    Una democrazia prevede il rispetto di un numero altrattanto enorme di leggi, anch’esse riguardanti la vita dell’uomo, promulgate a maggioranza, e in continua evoluzione.

    Stupirsi che questi precetti possano talvolta essere fra loro incompatibili è… stupefacente.

    1. Per esempio, supponiamo che la religione x imponga alle donne di andare in giro col burqua, e che lo stato xxx abbia una legge che imponga a tutti (per ragioni di sicurezza) di girare a volto scoperto.

    2. Oppure, supponiamo che la religione y imponga di mecellare tutti gli animali secondo un ben preciso rituale, mentre lo stato yyy imponga (per ragioni di salute pubblica) di usare un metodo diverso.

    3. Oppure, ammettiamo che la religione z imponga di assumere droghe a scopo rituale, mentre lo stato zzz vieti a tutti l’uso di droghe.

    4. Oppure, ancora, che la religione w dica che tutti i membri del parlamento hanno il dovere di votare così e cosà (e non altrtimenti), mentre le leggi dello stato www dicano che i parlamentari hanno il diritto di decidere secondo coscienza.

    5. Oppure, per esempio paradossale, che la religione u richeda sacrifici umani, mentre le leggi dello stato uuu vietino la pena di morte.

    6. Oppure ancora, per esempio meno paradossale, che il capo della religione t vieti a tutti i farmacisti di vendere il farmaco r, mentre le leggi dello stato ttt impongano a tutti i farmacisti di vendere quel farmaco, dietro presentazione di regolare ricetta medica.

    Gli esempi, fittizi o conreti, abbondano.

    In tutti i casi precedenti, o si viola un precetto della religione, o si viola una legge democraticamente votata.

    Poi, spesso capita che si tiri dritto (si vola la legge pur continuando a dirsi “democratici”, si viola il precetto religioso pur continuando a dirsi “religiosi”), ma l’incongruenza rimane.

    Ivo, che ne dici di un post su questo argomento?

  16. Lorenzo:

    1)fare le veci e parlare a nome di dio sono due cose diverse, vedi punto due

    2) il papa non è infallibile tout court ma solo quando parla ex cathedra: fattene una ragione e vivi in pace.

    se permetti quello che la chiesa “dice” è una semplificazione: non esiste una voce “infallibile” nella chiesa che parla a nome di tutti. lo dimostra il fatto che il “capo” delle diocesi è il Vescovo, non il papa. il papa può essere considerato una specie di “coordinatore” anche pietro infatti non era certo il “capo” degli apostoli.

    Il dogma dell’infallibilità papale, contenuto nella costituzione dogmatica della Chiesa Pastor Aeternus approvato dal Concilio Vaticano Primo il 18 luglio 1870, nell’imminenza della fine del potere temporale, afferma che il magistero del papa deve essere considerato infallibile quando viene espresso ex cathedra, cioè quando il papa esercita il «suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani» [...] e «definisce una dottrina circa la fede e i costumi». Pertanto, quanto da lui stabilito «vincola tutta la Chiesa cattolica».

    Finora il dogma dell’infallibilità è stato utilizzato solo due volte, da Papa Pio IX per affermare l’Immacolata Concezione di Maria, e da Papa Pio XII per affermare l’Assunzione della Vergine Maria.

    Sui francesi: non rigirare la frittata.
    Ti faccio un altro esempio: se tra 500 anni qualcuno accusasse gli italiani discendenti nostri INDISTINTAMENTE dei crimini del fascismo o dei disastri del nostro presidente del consiglio tu cosa penseresti?

    Infine: La chiesa non legifera.
    e non si erge a guida.
    soprattutto per chi non la vuole seguire.
    Il resto è solo propaganda. e anche mania di persecuzione.
    Molte persone hanno la cattiva abitudine di attribuire alla totalità dei cattolici le opinioni e le frasi di uno.
    Pessimo, pessimo modo di confrontarsi (cosa che peraltro hanno anche le gerarchie ecclesiastiche e non pochi cattolici).

    A parte questo

    Gran curriculum il tuo complimenti!
    (a scanso di equivoci non è ironico)

    Poi se ti va di discutere su cose un po’ più specifiche e concrete sono a disposizione

    qualcosa puoi trovare sul mio blog
    ciao

    Luca Roberto

  17. Lector:

    A rischio di semplificare:

    IO CATTOLICO NON HO NESSUN OBBLIGO DI SEGUIRE QUELLO CHE DICONO PAPI E VESCOVI

    Con buona pace di Castagnetti.

    Io non mi considererò mai un buon cattolico perchè sarebbe un atto di presunzione imperdonabile.

    Detto questo rivendico il mio diritto di cittadino italiano e democratico di dire, votare, comportarmi come ritengo più opportuno nell’ambito delle leggi del mio stato.
    E rivendico anche il diritto di contestare, democraticamente, le leggi che ritengo lesive per la mia persona.
    Non per questo se qualcuno è di idea contraria alla mia lo taccio di: oscurantista, medievale, assassino, criminale, violentatore, pedofilo, lavatore di cervelli, inquisitore.

    saluti

    Luca Roberto

  18. Per lector.

    Grazie della segnalazione. Di Zagrebelsky ho letto un bel libro: “Contro l’etica della verità”. Cito a memoria: “La religione cattolica è compatibile con la democrazia?” La risposta di Zagrebelsky è “Sì, purché non sia eterodiretta da un potere dogmatico”.

    Due considerazioni.

    1. Il fatto è che la gerarchia ecclesiastica *è* un potere dogmatico (come altro definirla?). Quindi mi pare che la risposta alla domanda sia, in realtà, più un “no” che un “sì”.

    2. Che la religione cattolica *possa* essere compatibile con la democrazia (anche se non necessariamente) mi pare una tesi fin troppo blanda. Di esempi di incompatibilità se ne possono fare perecchi (qualcuno l’ho fatto nel mio post precedente).

    Per me “cattolicesimo democratico” è una contraddizione in termini, un ossimoro. Un po’ come parlare di un “cerchio quadrato” o di “ghiaccio bollente” o di un “numero pari che è anche dispari”.

    D’altra parte, forse non c’è da soprendersi.

    I cattolici (spero che nessun cattolico si offenda: è la vostra religione, non la mia!) credono in un dio uno ma anche trino, in una vergine che è anche madre, in un dio incarnato che cammina sull’acqua, resuscita i morti, moltiplica pani e pesci e risorge, credono nelle stimmate di padre pio, a Loudes, a Fatima, ai miracoli, e potrei non smettere più…

    Da chi crede questo (ecco, qui potete anche offendervi: è la mia conclusione, non la vostra!), ci si può aspettare anche un “cattolicesimo democratico”; in effetti, ora che ci penso, è il meno! ;-)

  19. ma vedi lorenzo tutto quello che dici tu discende da una cosa sola: cristo figlio di dio e resuscitato dai morti.

    se è vero qeullo, può essere vero tutto il resto!

    è logica!
    :-)
    quindi non ha senso continuare a stupirsi per quello in cui credono i cattolici.
    è invece più costruttivo confrontarsi su qeullo che le persone fanno della propria vita.

    esempio: se uno “crede” nella giustizia ma poi pratica l’ingiustizia me ne frega poco di quello in cui crede.

    se uno non crede nella giustizia (a parole) ma poi pratica la giustizia, a me basta.

    MORALE: giudichiamo le azioni dele persone e non quello in cui credono che è in massima parte inconoscibile

  20. Credo sia utile riportare questa frase (wikipedia):

    le parole “democrazia” e “libertà” non sono sinonimi. Ogni sistema politico può essere democratico o non democratico. In ogni sistema politico può esserci libertà oppure non esserci. Ma queste due parole non necessariamente vanno di pari passo. In un sistema può esserci democrazia senza libertà, e può esserci libertà senza democrazia.

    Domanda: Cosa ci interessa?

  21. @–>Luca Roberto
    “Lector:
    A rischio di semplificare:
    IO CATTOLICO NON HO NESSUN OBBLIGO DI SEGUIRE QUELLO CHE DICONO PAPI E VESCOVI”

    Non ho capito perché l’osservazione sia rivolta a me, che non sono mai intervenuto nel merito specifico.
    Ad ogni modo e visto che mi chiami in causa, quello che tu affermi è radicalmente sbagliato rispetto al canone della Chiesa Cattolica Apostolica Romana: fattene una ragione. In quanto “cattolico”, non ti è concesso di pensare con la tua testa, qualora i tuoi pensieri non coincidano con il canone elaborato per te e per tutti i fedeli correligionari, dalle gerarchie ecclesiastiche in genere e dal papa in particolare.
    Mi pare che sia un principio chiarissimo e più volte confermato dallo stesso Ratzinger, quando afferma che l’unica vera libertà dell’individuo è quella che si realizza in armonia coi dettami della chiesa.
    Perciò, se ribadisci il tuo diritto di pensarla come vuoi, non puoi dirti cattolico. Sarai un dissidente, come Hans Kung o come rischia oramai di diventarlo anche Vito Mancuso.
    Del resto, quella esposta, altro non è che la tesi di fondo contenuta nel celebre libro di Odifreddi “Perché non possiamo essere cristiani”.

  22. la frase che dici tu, pur prendendola per buona: “l’unica vera libertà dell’individuo è quella che si realizza in armonia coi dettami della chiesa.”

    è una frase, non un dogma evangelico.
    e tanto basta.

    l’italiano non è un’opinione.
    poi se qualcuno ha sostituito il papa con cristo, beh problemi suoi.

  23. La pensavano così anche Giordano Bruno e Jan Hus, tanto per citare qualche noto esempio. E’ il papa e la sua cricca che si sono sostituiti al Cristo, nel momento in cui pretendono di esserne gli unici interpreti ed esecutori testamentari autorizzati.

  24. Ivo, cerca di sopportarci ancora un po’, ti prego!

    Sapete che cosa vi dico? Che sarebbe bello arrivare a delle conclusioni condivise. Non nel senso di pensare tutti la stessa cosa, ma, almeno, di capire il punto di vista dell’altro, e di accettarlo.

    1. Lector dice che un cattolico non può pensare con la propria testa, qualora i suoi pensieri non coincidano con la dottrina elaborata dalla gerarchia ecclesiastica. Riformulo, rendendo la cosa più precisa: una persona che nella sua vita non mette in pratica *tutti* i punti del Catechismo della Chiesa Cattolica (e che non va a confessarsi per le eventuali infrazioni commesse), può dirsi *coerentemente* cattolica?

    Almeno a questa domanda dovremmo dare una risposta condivisa (e comprensibile anche per chi non è cattolico).

    Per esempio, una persona può avere rapporti sessuali con il suo fidanzato/fidanzata (è vietato espressamente dal catechismo), non confessarsi, vivere serenamente, e dirsi *coerentemente* cattolica? Oppure, una persona può non andare mai a messa, non confessarsi mai, e dirsi *coerentemente* cattolica?

    Io dico di no: il problema è nella parola “coerentemente”. Ho l’impressione che molte delle posizioni espresse da persone che si dicono cattoliche, come Mancuso, potrebbero essere definite “eretiche”.

    2. La democrazia. Mi interessava sottolineare è l’incompatibilità (o, se volete, la non totale compatibiltà) tra religione e democrazia. Questo fatto mi sembra perfino ovvio, dicevo.

    E guardate che questo non comporta automaticamente una condanna per la religione. Qualcuno potrebbe obiettare che, in fondo, la democrazia, al pari della monarchia, o dell’oligarchia, è un sistema di governo buono come un altro, con i suoi pro e contro. Io ritengo la democrazioa il meno peggiore dei sistemi, tutto qui.

    Di certo, la religione sarebbe più facile da coniugare con la monarchia: basterebbe che il potere di fare le leggi e quello religioso fossero concentrati in un’unica persona/gruppo ristretto di persone (cosa che è già successa, e succede ancora) e l’incompatibilità sparirebbe subito.

    Saluti.

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