Prima dell’inizio

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 4 mesi 22 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Rai Click è un bellissimo servizio della RAI che permette a tutti gli utenti dotati di adsl di accedere, come si può leggere nel sito, ad “una selezione dei migliori programmi di ieri e di oggi di RaiUno, RaiDue, RaiTre”.
La selezione è impressionante, ed è possibile scovare alcuni capolavori. Ad esempio le cinque puntate dello sceneggiato Atti degli apostoli dirette da Roberto Rossellini.

La prima puntata si conclude con la prima messa della storia: gli apostoli si riuniscono, ricordano insieme alcuni momenti della vita di Gesù, e infine ripetono un gesto semplice e complesso allo stesso tempo: spezzano il pane e versano il vino in un calice, che poi si passano tra loro. Semplice perché non c’è nulla di difficile nel mangiare un pezzo di pane e nel bere un sorso di vino. Complesso perché il gesto viene fatto in memoria di lui.Atti degli Apostoli

Perché questa scena è interessante?
Essenzialmente, perché è un primo che è già un secondo.
L’eucaristia è un gesto di memoria, di ricordo. È un gesto di riflessione, che si volge ad un evento passato. Quando, durante l’ultima cena, Gesù spezzò il pane, stava istituendo la eucaristia ma non la stava celebrando, dal momento che la celebrazione implica il riferimento al modello. Gli apostoli, proprio in virtù del gesto originale di Gesù, celebrano l’eucarestia.
La serie chiaramente non si ferma qui: la scena narrata da Rossellini è, come detto, un primo che è già un secondo, e che allo stesso tempo rimanda ad un terzo, e poi ad un quarto e così via.
Il rito, la celebrazione non può avvenire una sola volta. Dopo l’atto originale, vi è il primo che è già secondo, e infine la serie delle infinite ripetizioni del rito, che dura ancora oggi.

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