Idea del bello

closeQuesto articolo è stato pubblicato 11 anni 11 mesi 7 giorni fa. Nel frattempo potrei avere cambiato idea. Anzi, quasi sicuramente è accaduto così: tienine conto se pensi di commentare quanto ho scritto.

Primo dottore:
Et tanti docti Doctores, / Si mihi licentiam dat Dominus Praeses, / Et illustres assistentes, / Sapientissimo Bacceliero, / Quem ego estimo et honoro, / Domandabo causam et / rationem quare / Opium facit dormire.

Baccelliere:
Mihi a docto Doctore / Domandatur causam et rationem quare / Opium facit dormire; / A questo respondeo, / Quia est in eo / Virtus dormitiva, / Cuius est natura / Sensus assopire.

Con questo eccezionale dialogo Molière, tratto da Il malato immaginario (atto III, terzo intermedio), presenta al mondo la classe medica del suo tempo. Perché l’oppio fa dormire? Perché è nella sua natura causare il sonno.
La risposta altro non è che la domanda privata del punto interrogativo, ed infatti si può agevolmente capovolgere il tutto: Perché è natura dell’oppio causare il sonno? Perché fa dormire.

Affermare che un’opera d’arte è bella perché partecipa all’idea del Bello non è la stessa cosa? E allora perché deridiamo il medico e non il filosofo?
Forse perché i medici sono uomini di scienza e di tecnica, e dovrebbero curare il corpo e l’anima; i filosofi sono uomini di sapienza, e dovrebbero capire il mondo.
Ad ogni modo, simili affermazioni non possono che essere la premessa, e non la conclusione, di una discussione filosofica.

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